La Leggenda / L`ultima Pietra

Il ricordo delle varie stagioni comincia a farsi sempre più offuscato. La memoria mescola velocemente gli eventi lasciandoli senza tempo. Indefinibili per chi oggi ha il compito di rimetterli in fila. Questo risulta ancor più difficile dopo che in Cambogia una pizza allucinogena ha bruciato più cellule di quel che avrei potuto anche lontanamente immaginare.

Nell’attesa che qualcosa riappaia ho il piacere di ritrovare quotidianamente quell’infinita quantità di cazzate che, avendoci accompagnato da sempre, si collocano perfettamente fuori da uno schema temporale.

Sono le piccole cose, di cui sappiamo non poter fare a meno e che puntualmente ci accorgiamo di non avere, che più ti mandano in bestia.

E noi c’andiamo spesso, anzi sempre.

Abbiamo praticamente costruito da soli un circolo pieno di cose e constatare quotidianamente che non abbiamo un chiodo, un martello, un cacciavite, una tenaglia, è disarmante.

Cambiare una lampadina è impresa certamente più complicata del far suonare Guccini; il sudore comincia a scendere già quando intravedi il buio spuntare da un bagno. È uno dei classici momenti in cui non vorresti essere di turno e preghi che Gary (il socio elettricista) venga a trovarti. Di solito non accade, così cominci a frugare dappertutto senza tralasciare i frigoriferi, il forno a microonde, il freezer. Ovunque potrebbe nascondersi qualcosa di utile per svitare il coperchio sostenuto dalle viti a stella, ma si sa già, se sei in giornata di culo trovi la punta per il Parmigiano-Reggiano.

La crisi d’ansia ti coglie però solitamente quando sei costretto a cambiare la bombola del gas delle spine nell’ora di punta. Urlare - "scusate c'è una chiave Inglese?!!", farebbe nascere un putiferio tra il pubblico, quindi ti arrangi alla bene e meglio con la pinzetta del ghiaccio che, anzichè svitare, di solito si attorciglia al tubo della bombola.

Ma l'importanza delle "piccole cose" l'abbiamo constatata per anni ammirando l'uso indispensabile di un residuo di pietra (quel che era rimasto del basamento di un paletto più volte steso da disattente retromarcie) che, con la sua semplicità, riusciva a tener aperta la prima porta d'ingresso incagliandosi perfettamente in una crepa del pavimento. Sembrava nato apposta e nessun'altro impiego ci avrebbe gratificato altrettanto. Pensavamo addirittura che se un giorno fosse venuto a mancare avremmo corso seri rischi sulla buona prosecuzione dell'attività. E non solo per scaramanzia....

Ebbene: negli ultimi giorni è sparito.

Pur consapevoli che l'oggetto potrebbe essere divenuto per qualcuno un oggetto di culto o un facile strumento d'offesa da lanciare in testa a qualcuno, ci appelliamo al vostro buon cuore affinchè, almeno lui, torni al suo posto.

Non vi chiediamo indietro i bicchieri da Waissel, le bottiglie rubate, la griglia scomparsa, il reggiseno della Genny, il computer e lo stereo della Lorena, ma la pietra sì,
era l'ultima.

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