La Leggenda / I Ligabue

Quel che deve accadere, accade. Ma più che alla fatalità attribuisco alla storia, per tanti tratti comune, il merito di un incontro.

Aver percorso le stesse strade, l'aver visto lo stesso fiume, pescato e scopato nelle stesse carraie, aver respirato aria che, come al parmiggiano-reggiano, da consistenza e forza, ci hanno avvicinato.

I Ligabue sono una famiglia, una band, un Paese intero, una provincia a noi vicina. Vicina per assonanza, per condivisione di idee, per un trascorso che seppur distante ci fa raccontare, ogni volta, degli stessi fatti, degli stessi amici, degli stessi figli.

Per chi ama pensare al Fuori Orario come ad un luogo di tutti, dove ognuno può trovare qualcosa in più del divertimento spicciolo di una serata, l'aver avuto in tutti questi anni la costante vicinanza sua, della famiglia, della band, del Paese è stata una delle principali leve che ci ha spinto a proseguire nella folle utopia di reggere il ritmo non comune che oggi battiamo. E' il ritmo de "Il mio nome è mai più", di "Balliamo sul mondo", di "Ho messo via" di "Non è tempo per noi", di "Sono un rocker emiliano" che solleva da anni la fatica di ragazzi che appena usciti dal lavoro corrono a rilavorare per la gioia di esserci.

Serate come ieri sera in cui una famiglia, una band, un Paese si rincontrano lasciano a noi la responsabità di proseguire, abbattere il muro e diventare più grandi, più accoglienti, sudare ancora un estate per riaprire le porte a più dei diecimila soci di oggi.

Questo scritto si inserisce così tra le puntate della nostra leggenda, come un tassello che è stato e che son certo tornerà ad essere, un pilastro della nostra memoria.
Grazie a Lui, alla famiglia, alla band, al Paese.

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