Diari / Diario Dal Brasile (settembre 2006)

2006 - gruppo Mission di Parma

Ciao carissimi,
approfitto della risposta di Spidy x farne una comune, almeno scritta, anche se ovviamente renderà molto di più il racconto! E le foto! Che spero siano venute bene, visto che ero la fotografa ufficiale e ho fatto ben 8 rullini....mi sono scatenata.
Il viaggio in arereo è stato davvero pesante,praticamente un giorno e mezzo tra aeroporti sia all'andata che al ritorno. Con vari bambini piangenti che impedivanbo di dormire...
A parte questo la mia avventura è stata meravigliosa, ho scritto tantissime pagine di diario xchè erano troppe le sensazioni da cercare di trattenere e ricordare.
Quel che m'ha colpito fin da subito è stata la terra rosso intenso del Brasile, la prima cosa che ho notato appena scesa dall'aereo.
I primi tre giorni siamo stati in famiglia in un quartiere abbastanza povero di Goiania, Jardim das Oliveiras. La vita famigliare è come la nostra, entrambi i genitori lavoravano, così i figli che erano grandi. Loro ci hanno accolto con grande calore e hanno fatto di tutto per farci sentire a nostro agio. Il dialogo era un misto tra portoghese-spagnolo e tanto sguardi! Ma vi giuro che ci siamo capiti; a volte quando non si può comunicare con la parola si trovano altri canali di comunicazione, molto più significativi.
L'attività del gruppo durante questi tre giorni è stata principalemnte fare festa con le famiglie, che ci hanno rimpilzato di galinada e riso e fagioli, e giocare con i bambini. Siamo anche andati a visitare una casa di accoglienza di ex meninas de rua e alcuni quartieri poveri...vedere dal vivo queste case e questa gente è stato come ricevere un pugno allo stomaco per una che le baraccopoli le ha sempre viste dalla tv. E gli sguardi di questi bimbi sono impossibili da cancellare. Ciò che impera qui è la strada, la vita di strada, la vita in strada...Non c'è altra possibilità, a parte le poche parrocchie che ogni tanto organizzano attività..e all'improvviso mi sono sentita immensamente grata x tutte le possibilità di scelta che ho avuto nella mia vita.
Congedate le famiglie, ci siamo sparati 200 km di strada rossa sterrata per raggiungere il primo accampamento di Sem Terra. Abbiamo trovato una macchina della polizia che ci ha fatto mille storie per non farci proseguire, compreso farci scendere tutti e controllare i passaporti; ma avevamo ben due preti, una suora e un medico....quale lasciapassare! ; ) L'accampamento era trido, gente molto povera ma orgogliosa e felice di accoglierci. Di fianco c'era un lago bellissimo, ma la cosa straordinaria era che nel terreno non c'erano sassi, bensì cristalli di quarzo! a migliaia! La cosa tremenda qui è stata accamparci come loro e cominciare a rendermi conto delle mie difficoltà da borghesina occidentale talmente integrata nel suo mondo, da non rendersi più conto di quanti regali la vita le offre ogni giorno e di tutte le comodità che da per scontate...Vi assicuro che sentirsi così fa molto male, ma è al tempo stesso una molla x guardarsi dentro e cercare di capire come deve andare davvero il mondo. Ho dormito sotto una tenda mezza aperta, patito un freddo incredibile, ma mi sono addormentata guardando un cileo spettacolare che non avevo mai visto, xchè, x chi non lo sa, nell'emisfero sud ci sono costellazioni diverse dalle nostre e la luna sembra alla rovescio!
Il giorno dopo abbiamo giocato con i bimbi e siamo tornati a Goiania per occupare intorno al palazzo governativo dell'Incra insime ad un altra comunità di sem terra. Arrivati in città, mentre passavamo di fianco ad alcune baracche ho pensato"guarda come vivono questi" e dopo due secondi il nostro Don ci ha detto che eravamo arrivati all'occupazione....m'è venuto male quando ho realizzato che quello era l'accampamento dove avremmo dovuto trascorrere due giorni e due notti. L'impatto con la strada è stato tremendo: il nostro letto era il marciapiede, il nostro bagno la strada, la nostra cucina la strada..Mi sono lavata con un secchio tra quattro teli neri tenuti su da quattro paletti di legno piantati nell'aiuola spartitraffico, con camion e macchine che mi passavano di fianco! Aiuto ce sensazione! : )

Ma a parte queste scomodità, la comunità dei Sem terra ci ha aperto il cuore xchè ancora una volta siamo stati accolti con un calore e una sincera generosità che qui non ho mai trovato...Loro non hanno niente, ma ti offrono tutto ciò che hanno! Sono persone autentiche, non contaminate dalle mille maschere che noi ci mettiamo ogni giorno, sono esattamente così come si presentano e la lotta in un unico grande ideale è ciò che da loro forza ogni giorno e luce al loro sguardo, sempre fiero, sempre alto. la loro umanità ha cancellato tutte le mie difficoltà, spazzato via i difetti da "occidentalina" e mi ha permesso di vivere con loro due giorni davvero intensi e carichi di emozioni.

L'ultima parte del mio garnde viaggio si è svolta in una aldeìa di indios Xavante, un villaggio con capanne di frasche disposte a semicerchio verso il fiume, dove noi ci lavavamo in una sorgente bellissima. M'è sembrato di vivere non solo dall'altra parte del mondo, ma in un'altra era. Niente luce, niente elettricità, solo la magia delle candele nella notte. Gli Xavante si vestono ormai come noi, indossano i loro costumi solo quando fano i loro riti. Hanno dei tratti bellissimi, capelli neri lucidissimi e grandi occhi neri. Qui abbiamo organizzato turni di lavoro, chi in cucina, chi stava con i bimbi, chi pitturanji de la escuela; abbiamo anche imparato qualche parola di Xavante!!!! A parte la sveglia lle 6 e le zanzare che ci hanno devastato le gambe, era un'astmosfera bellissima.

Ora taglio xchè ho scritto un'email lunga, x chi avrà voglia il Gruppo Mission organizzerà serate di presentazione con foto, vari scritti etc.
Spero che questa piccola testimonianza possa far pensare un po ognuno di noi.....
Um abraco, Gio

   

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