Diari / Diario Dal Brasile - Gennaio 2010 (dana, Miccu E Gregory)

1 - Brasile

Carissimi Soci e occasionali lettori,
Eccoci nuovamente in terra brasilera per portare avanti il progetto intrapreso da Arci solidarietà in collaborazione col Circolo Fuori Orario nel quartiere del novo Marotinho a Salvador de Bahia.
Prima di tutto spieghiamo brevemente quali sono i punti fondametali di questo progetto per chi non fosse aggirnato sull’iniziativa ( una delle tante promesse e finanziate da Arci e Fuori Orario )
Il quartiere del novo Marotinho è situato a Nord di Salvador de Bahia. Sorto alla fine degli anni ’50 a seguito di un “invasione “ ( ovvero insediamento del tutto abusivo di una parte della popolazione povera…in poche parole una favelas) col tempo e grazie all’aiuto di una persona , il professore si sociologia Gino Tapparella, è riuscito a essere riconosciuto dall’amministraizone locale come vero e proprio quartiere, o meglio ancora, come una comunità a tutti gli effetti e senza usare un giro di parole “burocratiche” le persone del quartiere del Novo Marotinho oggi , per le autoritàlocali, esistono veramente.
Chi vive nelle favelas in brasile ( che a Salvador vengo chiamate “invasioni” ) non Ha diritti , ne la possibilità di essere ascoltato, non ha assistenza sanitaria, non ha un certicato di nascita ne uno di morte. Non è nessuno.
Arci Solidarietà e il Fuori Orario hanno scoperto in Gino una persona capace di lottare per un futuro senza distinzione di classi sociali sposandone pienamente i principi e cercando di appoggiare con contribuiti sia economici che pratici il suo operato in questa realtà “disumana”
L’anno passato siamo venuti a vedere coi nostri occhi quello che Gino ci raccontava tramite e-mail …ragazze madri fatte partorire in prigione e poi disumanizzate dall’amministrazione locale ( il figlio senza aiuti, senza pediatra, senza medicine ) , disumani abusi della polizzia locale e mancanza totale di assistenza sanitaria per chi non possiede una copertura assicurativa. In questo contesto Gino è però riuscito a creare una solida realtà assistenziale partendo dal concetto che la vita non debba basarsi sulla “politica della violenza” ( a Salvador il tasso di mortalità giovanile più alto è dovuto all’omicidio ) e cercando di integrare giovani della strada con corsi di formazione ( cpmputer, attività recareative e culturali ) .
Quest’anno il progetto è basato sulla costruzione di una biblioteca multimediale e plurifunzionale a disposizione di tutti… a partire dal piccolo studente ( utilizzo di pc per un accostamenteo al mondo multimediale) al giovane ricercatore ( letture e cd a disposizione per ricerche e approfondimenti mirati ) e anche un area per il piccolo lettore ( libri adatti ai più piccini, area giochi con scopo cultural/ricreativa) . Oltre a questo la bibiloteca potrebbe offrire anche corsi per specializzazioni lavorative e una piccola area ristoro per organizzare cene con dibattiti e approfondimenti di attualità sociale ( vi ricorda forse qualcuno che già lo fa a taneto ?! ).
Siamo arrivati nella notte di Domenica 18 con una gran volgia di rivedere Gino e di incontrare nuovamente le mamme coi piccoli ometti conosciuti l’anno passato.
Gino come sempre è squisito e ci viene a raccogliere in Aeroporto…..
Raccolgiere è la parola giusta !! Dopo 8 ore estenutati di durisssssssimo lavoro al fuori orario per farvi divertire come sempre siamo subiot partiti alla volta del Brasile….senza riposare, senza dormire, senza pensare e …in un primo momento anche senza paure.
Le paure sono sorte appena arrivati…..
Nel traggitto vesrso la nostra dimora Gino ci racconta costa stia avvenendo tra i progetti e le battaglie che staportando avanti.
Tra questi vi è anche una battaglia contro la polizzia locale.
L’anno passato Gino è stato ospite al fuori orario durante la presentazione del filmato sulla realtà del novo Marotinho realzzato da Arci solidarietà. In questo filmato una madre racconta come il proprio figlio fosse stato ucciso ingiustamenete dalla polizzia corrotta….
Gino prova a cercare giustizia . Finalemente quest’anno si arriva al processo. Le prove schiaccianti incriminavano il polizziotto…ovviamente questo viene assolto. Si cerca di correre in appello ( le dichiarazioni del polizziotto sono palesemente false e facilmente smontabili ) si porta a testimoniare anche dei ragazzi per potere dare un senso alla “buffonata”.
I primi 2 ragazzi vengono uccisi dopo pochi giorni. Il terzo che doveva testimoniare viene prese e gli viene tagliata la lingua….la polizzia inizia un azione intimidatoria verso la madre che cerca giustizia minacciando altre stragi.
Gino tiene sempre una certa calma quando racconta certe cose. Ci sembra quaso abituato. Ma noi non lo siamo e ci sembra assurdo sentire queste cose.
Arriviamo poco dopo alla nostra dimora….l’indomani ci aspetta il “sopra luogo” alla Nuovae unica bioblotica del marotinho….ci aspettano giornate da manovali !

Come sempre un saluto ed un Bacio dai vostri affezionati
Dana, Miccu e Gregory

2 - Salvador 19/01/2010

Bon dia Soci e affettionatissimi,
Eccoci finalmente giunti nella magica Biblioteca voluta fortemente da Gino e da sua moglie Malida ( la super donna iper risparmiatrice !!! )
Stranamente il sole non ha ancora fatto capolino sulle nostre povere teste europee. Piove e curiose nuvole di un tetro colore ci seguono manco fossimo tutti ragionieri ( in realtà io lo sono…forse era meglio che non venissi !! ) . Ma noi non siamo venuti qui per verificare che fosse estate piena…ma per verificare e se è possibile aiutare i lavori della biblioteca finanziata da Arci solidarietà e Fuori Orario.
Come nostra consuetudine proviamo a fare un cappello introduttivo per spiegare come si sia arrivati alla realizzazione del progetto e dell’area scelta per tale progetto.
Nel 1985 l’istruzione al Marotinho si fermava dopo 4 anni di insegamento. Per un motivo molto semplice, non c’era una struttura adata ad ospitare i ragazzi per i successivi 4 anni di scuola ( in Brasile è obbligatorio sutidare almeno 8 anni…come del resto in italia. )
Si dicede così di ricorrere al Governatore di Salvador il quale decide di costruire una scuola per ogni città.
Però Il marotinho viene sempre esclusa da questa selezione.
Un Italiano decide di costruire la scuola e poi la dona alla diocesi. La scuola nasce proprio a ridosso della vecchia scuola del marotinho….da qui innumerevoli diatribe sulla proprietà del terreno e sulla possibilità di costruire un'unica grande scuola.
Naturalmente non si arriva ad una soluzione e le dure struttoure rimangono separate. Divise da un cancello. Come fosse il muro di Berlino !!!!
Beh…Gino e Marilda hanno avuto la forza e la volonta di ricavare una struttura che potesse serivre alla comunità anche da questa situzione.
Torniamo a noi.
Arriviamo nella ex scuola e ci accorgiamo che i lavori non sono poi così arretrati come si pensava.
Un rumore modello malio nelle stive delle navi sulla volta delle crociate si ode pervenire dai bagni…TUM TUM TUM ….alternato a una volce da usignolo che canta a squarcia gola canzoni a noi sconosciutee! E’ Julio….che sta tentando di disarcionare le orrende mattonelle sui muri. Vestito seguendo alla lettera le norme previsse dalla legge 626 sulla sicurezza sul lavoro ( magliettina e pantalone di cotone….mocassino ultimo grido….) se ne sta accucciato ad eseguire il prorpio lavoro impeccabilmente dietro la superivsione della moglie di Gino.
All’ingresso una coltre di segatura e una sega circolare appaiono come indizi eniquivocabili della presenza di un falegname…..
Da li a poco arriva Antonio….o meglio il Professor Antonio. Insegante di falegnameria per l’appunto.
Il suo sguardo s’incorcia coi nostri. L’intesa è perfetta….nel giro di un battibaleno siamo aruolati manovali nonché apprendisti falegnami.
Gregory viene insignito col titolo di mastro tappettizere ( deve incollare tele di plastica di colore rosso, blu e giallo su pezzi di legno che poi verranno incastrati tra loro per formare mesole ) . Il miccu diventa mastro rifinitore ( smussatore uffiale della plastica in eccesso ) ed io Mastro tagliatore ( il lavoro più stupido…taglaire la plastica lungo i bordi )
Il pomeriggio prosegue in un caldo torbido…ma noi siamo felici J . Antonio ci guarda e si dice compiaciuto.
Marilda intanto prova ad ottimizzare il lavoro cercando di ridurre un po’ dei carichi pecuniari…praticamente prova a risparmiare anche sulle viti da utilizzare !!!!
Ad un certo punto Antonio deve andare….lascia a noi il compito di finre il lavoro . Già si fida del nostro operato !!!
Intanto diamo un occhiata al resto della biblioteca.
L’aula dove metteremo i libri per la consultazione è quasi terminata. Accoliente e con una favolosa vista sulla favelas ( certo qui è tutto circondato dal degrado ! ) . Un affresco è posto su di una parete….credo abbia 10, 15 anni…..Gino indica uno dei bimbi che sembrano angeli sostenendo fosse suo figlio Yuri J.
Anche l’aula dove verranno collocati i Pc sembra quasi ultimata….certo che bisogna cambiare le inferiate, troppo sottili e appetitose per “informatici locali” più simili a topi d’appartamento.
La sala in cui verrà denomianta video/documentari è un po’ in alto mare ma con un po’ di buona volontà i lavori potrebbero anche finire prima del previsto.
Marilda ci presenta fiera il progetto completo…tanti sarebbo i lavori da fare e tante le cose da comprare…ma lei non chiede molto, solo potere iniziare a far venire la gente all’interno della biblioteca…poi il resto verrà piano piano.
Ci vuole poco per poter aiutarla ad realizzare il piccolo sogno…qualche braccia in più, qualche Reail in più e qualcuno che creda maggiormente nel fatto che se si usa la volontà…le cose si realizzano !!

Un abbraccio e un saluto dai vostri falegnami
Dana, Miccu, Gregory

3 - Mille formiche tra le favelas - Salvador 21-01-2010

Boanoite carissimi lettori,
Rieccoci a raccontare come sta evolvendo il progetto di Arci solidarietà e Fuori Orario in quel di Salvador.
Per un attimo decidiamo di lasciare il progetto principe di quest’anno ( la realizzazione della biblioteca nel quartiere del novo marotinho ) e seguiamo Gino in un giro analogo a quello dell’anno passato…tra le favelas e le ragazze che hanno partorito in carcere e poi letteralmente ributtatate a vivere in un contesto disumano.
Gino ci accompagna presso la “dimora” di quattro famiglie per verificare assieme a lui come queste ragazze madri stanno cercando di rimanere aggrappate alla vita… o meglio, più che di vivere stanno cercando di sopravviviere.
La prima ragazza che incontriamo è colei che ha dato vita al progetto di aiuto…diciamo la prima “fortunata” a cui Gino ha dato un aiuto concreto.
Tutto ebbe inizio 5 anni fa quando venne al mondo CAVANNE….piccola meravigliosa bimba di una madre tanto disgraziata quanto esempio di come in Salvador la violenza sia uno dei pilastri su cui poggia tutta la società.
Carla, madre di CAVANNE, viene arrestata con l’accusa di omicidio. Quando viene messa agli arresti è incinta di 9 mesi. Ha detta di Gino la storia di Carla è piena di luci e ombre. In un primo momento lei si dichiara colpevole. Racconta d’aver ucciso la rivale in amore. Un crimine disumano che a salvador è quasi come scippare una persona.
Quando però capisce che, anche se in stato di gravidanza, la giustizia non gli avrebbe fatto “sconti” …o meglio non si sarebbe fermata allora cade in uno stato di silenzio senza urlare più la sua colpevolezza. Gino ipotizza che il vero assassino fosse stato il compagnio ma poco importa…la realtà incrima Carla e con lei anche l’innocente CAVANNE che deve ancora venire al mondo.
Decide quindi di darle assistenza …di fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno dopo il parto…pannolini, medicinali, cibo…ecc. Inizia quella battaglia per dare aiuto alle povere creature dimenticate da Dio in questo contesto. La bimba viene data alla figlia della sorella della madre….alla zia. Ad oggi , se gli verranno concessi gli arresti domiciliari, a Carla spettano ancora 7 anni da scontare.
Oggi è un giorno speciale per la piccola Cavanne…oggi è il suo compleanno. Decidamo quindi di comprargli una torta ed andare a fare una sorpresa alla piccoletta.
La casa è situata proprio a ridosso della biblioteca che stiamo costruendo…una dimora veramente al limite dell’abitabilità. Punte di ferro che escono da tutti i muri. Eternit a fare da tetto sopra le teste ( ricordando che in italia è stato dichiarato calcerogeno..) i soliti muri pieni d’umidità e qualche mobilio probabilmente trovato in una discarica. A differenza di altre case visitate quella di Cavanne sembra più “accolgiente”.
Non so spiegare la senzaione provata entrando ma le piccole porcellane nelle credenze , i piattini sugli scaffali, DVD di cartoni animati nei cassetti luccicavano ai miei occhi come un diamante al sole….quasi fossero segnali che non importasse tanto come era la vita …ma che si cercava di viverla.
Cavanne appena ci vede è in un primo momento intimidita. Poi inizia come tutti i bimbi di 5 anni a cercare attenzione….e inizia coi sorrisi e con le feste…le piroette e gli sguardi di chi la sa lunga.
La Zia e il suo compagno ci sembrano molto compiaciuti della cosa e ci mostrano fieri le foto degli altri compleanni….è sempre una festa il compleanno di Cavanne…e le foto sono bellissime. Mentre chiacchieriamo con loro scopriamo che Cavanne dovrebbe iniziare la scuola ..dovrebbe è un termine adatto perché la inizierà solo se verrà sorteggiata. Nel suo quartiere i posti sono limitati e se non viene sorteggiata dovrà andare più lontano….ma ovviemente non potrebbe permetterselo. Anche questo è il brasile…il futuro della povera gente poggia sulla fortuna.
Dopo aver mangiato un bel pezzo di torta ( veramente la mangia solo Gregory che adora queste prelibatezze da 50000 calorie ) e dopo aver dato tutta l’attenzione che merita a Cavanne…la quale ci accompagna personalmente da brava signorina di casa fino all’ “uscita” della dimora ( più o meno una sorta di micro corridoio esterno modello cantiere in disuso ) si riparte alla volta della prossima famiglia.
Gino decide di portarci a incontrare nuovamente una delle ragazze conosciute l’anno passato….Daianne.
La giovanissima ragazza è forse l’unica aiutata da Gino ad essere realmente innocente…arrestata per un traffico di droga a cui lei non ha partecipato.
La Storia di Daienne è semplice ed essenziale per descrivere come sia la giustizia in Brasile. Viene appunto condannata per un traffico di droga e una sparatoria a 6 mesi di carcere. Lei cerca di far valere i propri diritti…ma niente da fare. Incinta e senza nessun aiuto viene mandata in carcere. Quando partorisce il bimbo viene dato alla sorella. Gino sente la sua storia…la va a trovare e la sprona a testimoniare nuovamente…ma l’accompagna lui personalmente ( mai andare soli in tribunale ci spiega Gino…) per spiegare al giudice come le accuse siano insensate. Dopo poco viene liberata ed dichiarata innocente.
Il piccolo Gabrieu è il suo bimbo. L’anno passato l’abbiamo incontrato metre era spaparanzato su di una stuoia a terra….ciccione come pochi e pieno di sorrisi.
Dopo un giro che attraversa mezza Salvador giungiamo nella nuova casa di Daianne…che dovrebbe essere ad avviso di Gino migliore. Ad accoglierci è la stessa madre bimba ( per noi 13enne…gino sostiene 19enne….mah) e una covata di 4 bimbi….nell’ordine rispettivamente di 10, 5, 3 e 1 anno. Tre bimbi sono della sorella ( che avrà si e no 24 o 25 anni…) uno è appunto Gabrieu.
La casa è molto peggio di quella passata. Una sorta di monolocale di massimo 10 metri quadrati. A dividere il “reparto” notte dal resto un lenzuolo appeso ad un filo. Un divano lercio e rovinato è posto al centro del “salotto”…il resto è come se non esistesse.
Gino la tempesta di domande….è più di 1 anno che le dice di andare a fare la carta d’identità e lei non lo fa. Sostiene sempre di non avre i soldi….puntualmente dati da Gino. La ragazza sembra essere molto sfiduciata dalla vita. Appare pigra…non sembra le interessi molto Le parole di Gino….però lo ascolta. Le portiamo dei pannolini e qualche genere di prima necessità per il bimbo…..si avverte molta tristezza in questa giovane donna.
La bimba più grande invece è un sorriso dietro l’altro….ci racconta anche che è già al quarto anno di scuola e non vede l’ora di iniziare il quinto. Daienne invece si è fermata al settimo…..ed ora non ha neppure un lavoro. O forse non crede neppure ci sia bisogno di cercarlo….tanto prima o poi tutto cadrà. Nella casa lavora solo la sorella…
La visita non dura tanto….Gino ci vuole portare da altre 2 famiglie e ritorniuamo a varacare le favelas di Salvador…..A nostro parere ciisembra un po’ sfiduciato del recuoero di questa ragazza.
Prendendo spunto da Daienne ci racconta la storia di una ragazza che per un po’ a cercato di aiutare. Lei non voleva mai che lui andasse a casa sua….l’aspettava vicno ai distributori di gasoline o ai centri commerciali….non si sa bene il perché….o meglio Gino lo sapeva.
Questi posti sono perfertti per gli “assalti”….ovvero vere e proprie imboscate per derubare tutto alla gente. Gino rischia anche questo….di essere derubato dalle stesse persone che vuole aiutare…un mondo assurdo….
Lui però non sembra essere sfiduciato da questi episodi..e combatte sempre la sua battaglie per cambiare il sistema…come l’eroe romantico che a lui piace tanto….Garibaldi….e noi il nostro Gino lo vediamo proprio così..con la sua Anita ( ovvero marilda) combattiera come lui al suo fianco.
Della stessa pasta è fatta anche la persona che incontriamo nella terza famiglia….
Ci rimettiamo in macchina per volare verso la Zona sud di Salvador, più precisamente a Boiadeiro.
Questo quartiere è “famoso” per la violenza inaudita della polizia che esercita più un ruolo di dittatura che di istituzione per la popolazione locale. Il posto è bellissimo ricavato in una baia a ridosso del porto di Salvador. Il colpo d’occhio dal’alto lascia senza parole.
Il paesaggio cambia nuovamente e sembra quasi d’essere entrato a Tiguana…in messico. Strane case arroccate l’una alle altre , negozi di ogni sorta, persone che passeggiano per strada con lo sgaurdo di galeotti ecc.. Non si respira una bell’aria.
In questo “ pezzo di paradiso “ vive Donna Regina…..a detta di Gino la più grande combattiera del secolo !!
Sarà lei stessa a raccontarci la storia assurda che le è capitata.
Arriviamo davanti ad una casetta con inferiate grosse come cancelli da stadio. Gino la chiama a Gran voce e lei arriva…
Una fantastica nonnina di 80 anni…sdentata….piccolissima ….con lo sguardo basso di chi ha vissuto la vita più di ogni altro….80 anni ma potrebbe averne 120 per come a vissuto….ma un carattere di ferro !!
Entriamo nell’umile dimora e per terra , a testa in giù ,“morto” come un manovale che ha lavorato tutto il giorno e sta usufruendo della meritata siesta un gordino di 1 anno ….noi lo vediamo e ci spezza subito il cuore. Accanto a lui un vispo giovanotto di 6 anni che ci accoglie con lo sguardo furbetto. Ci sediamo e donna Regina inizia il racconto.
La figlia, una sbandata di prim ordine, viene arrestata per un traffico di droga. La pena è altissima. Quando viene incarcerata è incinta. Nascono 2 gemelli 7 mesi con tanti problemi di salute uno pesa 1 kg e 8 grammi..l’altro un po’ meno. Daniel e David il loro nome. Per 6 mesi donna Regina si reca ogni giorno in ospedale per stragli vicino….6 lunghissimi mesi vissuti col groppo in gola. Finalmente il dottore le da la buona notizia che può portare i 2 bimbi a casa perchèsono fuori pericolo. Donna regina è forte ma non riesce prenderli entrambi e tornare a casa in autobus….tornerà l’indomani.
Ecco che succede l’incredibile. Il giorno seguente Donna Regina si reca in ospedale e trova ad aspettarla Il giudice dei minori. In mano la richiesta già firmata di adozione. Motivazione i bimbi a suo parere sono stati abbandonati. Donna regina non capisce ciò che sta succedendo ma giura che se li avesse toccati sarebbe sorta una guerra…..
Ora per poter avviare le pratiche di adozione serve anche il certificato di nascita. Questo deve essere richiesto dalla madre o da un famigliare. Ovviamente nessuno si era preoccupato di richiederlo vista la situzione. Sorge spontanea una domanda…..com’è possibile che sia stata avviata una pratica di adozione senza questo documento ? E perché il giudice si presenta proprio il giorno in cui i bimbi sono dichiarati sani ? Non ci vuole certo Sherlock Holmes per capire che quei bimbi erano stati venduti a qualche ricco personaggio……
Il giudice fa valere la sua forza e strappa i bimbi a donna Regina. Cala il buio….è disperata. Prova in tutti i modi a tornare in contatto con loro….ma niente.
A questo punto entra in gioco il nostro Garibaldi ( Gino ) …..lui sa come gestire queste cose. Si appella al Giudice di giustizia penale ( una sorta di giudice di pace nell’ambito penale ) e riesce a trovare i pargoli….e nel giro di poco tempo a farli tornare a vivere con la nonna.
Oggi non sappiamo dove sia la figlia di donna Regina e neppure cosa stia facendo. Ma i bimbi sono nella loro casa natale…..e questo è il regalo più grande che si potesse fare.
Lasciamo i soliti generi di prima necessità….chiediamo dove sia la sorelle del gordino simpaticamente svenuto sul pavimento e ci viene risposto che è da una delle figlie di donna regina….la famiglia è grande e non avendo molto i figli passano da una “casa” all’altra . Mentre parliamo arriva appunto un altro nipote di 16 anni.
Donna regina ci infonde una gran forza di volontà , la sua storia ci insegna che si può combattere e vincere su questo sistema assurdo che cerca di stritolare le vite umane….con lo spirito più rinfrancato ripartiamo alla volta dell’ultima visita.
Ci rimettiamo in macchina. Andaimo a trovare Elisabetta….madre di Isabel, Icaro e Jasmine.
Arriviamo dopo non poche difficolta di tragitto a destinazione. La casa è come al solito sotto il limite umano della decenza e dell’abitabilità. Nella porta a fianco gino scambia 2 parole con una nonnina chiacchierona….ci racconterà poi che trattasi della bisnonna di Elisabette….solo 6 figli e 20 nipoti. !!
Entriamo e i bimbi sono tutti e tre aggrappati alla mamma. Una Ragazza col viso allegro. Icaro gemello di Isabel si stacca un attimo e finisce in braccio a Gregory…..sembrano quasi papà e figlio. Forse entrambi vorrebbero volare via da lì in quel momento….
Isabell viene stregata dagli occhi del miccu e la terza jasmine rimane sulla prota a guardarci e a sorridere. La conversazione con Gino è veloce…parlano del lavoro che non può avere perchèagli arresti domiciliari ( anche lei è stata arrestta per droga ) e della salute dei bimbi….che per grazia ricevuta non hanno problemi.
Quando giunge l’ora di andare Icaro non vuole saperne di lasciare il suo nuovo papà….e a Grgory scappa una lacrima……
Quella piccola goccia che cade dal suo viso mi fa tornare in mente una storia che si racconta qui in Brasile.
Un giorno nell’amazzonia più remota scoppia un incendio e tutti gli animali della foresta scappano impauriti verso il mare….un piccolo colibrì invece, giunto al mare, punta il beccuccio nell’accqua e trona veloce verso l’incendio. Poi getta la goccia nel fuoco e ripete l’operazione….tante…tante…tante volte.
Una scimmia lo ferma i gli dice : “ Matto cosa pensi di fare ….spegnere l’incendio ? “ ….il colibrì interrompe per un attimo il suo lavoro e risponde…:” Forse hai ragione però Siamo tanti in questa foresta….e se tutti gettassimo una goccia nel fuoco…probabilemnte riusciremmo a domarlo”

Dal Brasile per ora è tutto...
Un abbraccio e un Saluto...

Brasile 2010

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