La Leggenda / Il Primo Anno

... Fu subito bello, sė vero, ma che casino!!!.


In tutto il tempo impiegato nei lavori dove erano emerse le nostre migliori attitudini, Daniele perfetto imbianchino, Gigio impeccabile montatore, Corrado uomo di fatica, Lorena donna di pulizie, Lele e Lupo picconatori, io “luce”, ci dimenticammo tutti che stavamo aprendo un locale con tanto di bar, cassa, musica dal vivo, musica d’ascolto, ingresso da gestire, tessere da fare.

Ce ne accorgemmo la prima sera e fu come andare a sbattere contro un tir. Al massimo qualcuno di noi aveva fatto qualche servizio ai tavoli alla festa dell’Unità. I più intraprendenti erano passati anche dalla griglia di pesce (grande onore per quei tempi).
Ma nulla più.

La prima sera suonavano i “Red Spider”, grande gruppo bues della zona, ragazzi a modo, ancora oggi. Dopo circa due ore passate con il Tizzi (al quale era stata affidata la mansione di fonico, oltre a quella di D.J. unicamente perché era l’unico che ascoltava qualche disco) che inutilmente cercava di smanettare accanto ad una specie di mixer appoggiato sul palco, capirono che forse era meglio suonare senza amplificazione. Il rosso dei Red Spider prese in mano il pallino e disse:

- va beh, am n’in frega un cas, sonoma acs’è (va bene, a me non me ne frega un cazzo, suoniamo così).

Tizzi si sentì sollevato, cambiò la maglietta passata di sudore e affrontò a muso duro la consolle.

Al bar non andò tanto diversamente. Per la prima cliente che chiese un “sotto le lenzuola” pensammo ad una proposta indecente e rischiammo due sberle, altri furono invitati ad andare altrove a bersi le complicazioni. La tensione era massima, al bancone gli avventori non potevano scherzare, parlare ad alta voce, muoversi in fretta. Tutto rendeva nervosi. Prima di affidare l’incarico ad una apposita agenzia tenevamo in mano noi la sicurezza. Ogni sera erano botte a malcapitati che null’altro facevano se non divertirsi.
Impiegammo un po’ di tempo ma tutto sommato presto capimmo che era molto meglio arrivare all’ora di apertura pronti a ricevere nel dovuto modo i soci. Fu da allora che cominciammo a verificare la tenuta del nostro fegato e a rendergli vita dura.

La musica dal vivo nel frattempo funzionava bene. Regnava il blues, la provincia ne offriva una vasta gamma e tutti di buon livello, Jonny La Rosa era il capostipite ma ricordiamo sempre con piacere la Wild Brothers Band e tutte le band che in quella stagione hanno dettato i ritmi tanto da riuscire a far definire il Fuori Orario il “tempio” di quel suono.
Una prima significativa svolta avvenne quando mettemmo in cartellone un certo Vinicio Capossela, nessuno se lo aspettava, pur non essendo ancora così noto pareva uno sproposito per un locale appena avviato. Sentivamo l’importanza dell’evento e dalla sua riuscita sapevamo che dipendeva molto del nostro futuro.
Vinicio fu meraviglioso e il pubblico, numerosissimo, pagò per la prima volta un biglietto per entrare.
Ne seguirono altri importanti, I Negrita riempirono completamente anche il cortile di fuori e ci insegnarono che forse era meglio mettere qualche parcheggiatore.
Capimmo anche che potevamo andare su per un’altra stagione.

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