Sabato un gradevole concerto della Banda Bassotti al Fuori Orario di Taneto
Quando «Bella ciao» diventa ska
Quasi tutti i concerti di questo fine settimana avevano la caratteristica comune di essere rivolti al ricordo della Resistenza; il Fuori Orario ha chiuso questo periodo chiamando per la prima volta la Banda Bassotti, storica band del circuito punk e ska romano, attiva dal 1981 e conosciuta ben anche al di fuori dell'Italia.
Ad aprire il concerto, i parmigiani F.F.D., seguitissima punk band con una storia decennale alle spalle e tanta attività nel presente con la sua più recente formazione (Mono alla voce, Cocco al basso, Ciffo alla chitarra e Devil alla batteria); mezz'ora di buon punk dalle diverse influenze, sempre divertente e ballabile nei ritmi anche se, come da tradizione punk, non superficiale nei testi. Non a caso, l'ultima canzone di questo concerto (che loro avrebbero voluto fosse più lungo) è «Homer Simpson», simbolo di un divertimento che nasconde una feroce rappresentazione dell'uomo medio.
Poi è toccato alla Banda Bassotti, otto eterni ragazzi (Sigaro alla voce e alla chitarra, Picchio alla voce, Scopa alla chitarra e ai cori, Peppe alla batteria, Francesco «Sandokan» Antonazzi al trombone, Maurizio Gregari al sax tenore, Stefano Cecchi alla tromba e Michele Frontino al basso), figli orgogliosi della classe operaia che usano le canzoni per sostenere la loro causa e le loro idee; dalle canzoni sono uscite le rivendicazioni, le tribolazioni, i canti tradizionali del popolo italiano («Figli dell'officina», «Fischia il vento» e «Bella ciao», in una bellissima versione ska), russo, cubano, cileno, nicaraguese, messicano, spagnolo e basco. E' stato un incessante richiamo ai valori della libertà e della lotta ai soprusi, ai regimi e alle dittature (politiche ed economiche), espresso con ritmi ska che hanno fatto ballare dall'inizio alla fine, sostenuti dal buon lavoro dei fiati, vere anime musicali di questo gruppo di dilettanti, inteso come gruppo che non ha la musica come professione principale ma la fa con impegno e professionalità.
A dimostrazione che queste band, che i più onesti e sinceri interpreti di questa musica hanno un seguito anche senza disporre dell'appoggio dei media, sono le tante canzoni cantate a memoria dal pubblico; non solo episodi come «Guantanamera» (una delle tante scritte da altri estratte da Así Es Mi Vida»), ma anche come «Ska against» e «Giunti tubi».
Il livello dell'esecuzione e dell'interpretazione non è sempre allo stesso livello: «El pueblo unido jamas serà vencido» degli Inti Illimani, al di là dei significati in essa contenuti, musicalmente non aggiunge nulla alle versioni già sentite, mentre «Stalingrado» degli Stormy Six è uno dei culmini del concerto, sia per la qualità della canzone che per l'originalità della proposta.
Alla fine, applausi per tutti, dal pubblico per la Banda Bassotti e dalla Banda Bassotti per il pubblico.
Pierangelo Pettenati







Ospiti: 22
Iscritti: 0


