Rassegna stampa
Gazzetta di Parma - 26/11/2001 - Neffa:musica nera

Articolo GAZZETTA DI PARMA 
 
 
 
Cantautore originale ed eclettico al Fuori Orario di Taneto  
Neffa: musica nera  
Un artista che non si mette in mostra  
 
Hardcore, hip-hop, funky, tormentoni da classifica estiva; Neffa è tutto questo, ma non contemporaneamente. Neffa è uno di quegli artisti che affrontano un percorso, per poi cambiare radicalmente senza tornare sui propri passi. L'ultimo Neffa, quello di La mia signorina e di Arrivi e partenze, un cd di musica con un solo aggettivo: calda. Perché, ascoltandolo tutto, c'è il funky, il soul, la bossanova, la napoletana. Il tutto unito da un artista che ha più voglia di suonare che di mettersi in mostra, nonostante il successo.  
Forte di questo, sabato ha affrontato per la prima volta il pubblico del Fuori Orario: per prima cosa ha dato un calcio al passato, a quello meno conosciuto dei Negazione e a quello ben più noto (e al quale deve gran parte del suo nome) coi Messaggeri della Dopa, quando cantava Aspettando il sole in compagnia di Giuliano Palma, ora grande interprete di cover coi Bluebeaters. La sua musica è, adesso, solo nera (spesso) e «hot» (sempre). Inoltre, Neffa non si è presentato come il cantante accompagnato dalla sua band ma come un cantante, perché con lui c'è anche Al Castellana (altro nome ben avviato nel giro) di un gruppo che porta il suo nome.  
 
Come i Santana ai tempi di Abraxas, di Woodstock e di Evil ways, reinterpretata con gusto nel concerto, centrato tutto sulle canzoni di Arrivi e partenze, più un paio di inediti e qualche cover, sempre in stile black american.  
 
Dopo uno strumentale, caratteristica tipica anche del cd, è stato il nuovo singolo Alla fermata ad aprire le danze; rispetto al tormentone estivo è più in linea con il sound dell'ultimo periodo; toni caldi e ritmi suadenti, rallentati hanno caratterizzato la prima parte, che ha incluso il raggae di Ti perderò, il funky di Arrivi e partenze e la psichedelia di Mistiche vibre. La prima cover è stata God make me funky, canzone non molto conosciuta che ha rivelato Neffa ottimo interprete insieme alla sua numerosa band di otto musicisti. Il bello del concerto è stato proprio vedere il suo atteggiamento di musicista interessato alla musica e non di personaggio televisivo interessato all'autopromozione. Perché altrimenti non avrebbe fatto una ballata come Sano e salvo. Ancora funky con Scordati, quindi Os grilos, «dal sapore o dal fetore brasiliano, a seconda di come ci viene».  
 
L'inedito swing italiano di Non mi fai stare bene ha anticipato la bossa di Laura, dedicata alle attrici delle commedie erotiche italiane degli anni '70. Il blues 'tristo' di Andare avanti è stata l'ultima concessione al blues prima di avventurarsi nel divertimento della musica disco con Strada 'nfosa, altro inedito, l'immancabile La mia signorina, suonata forse più per dovere che per piacere e un bellissimo finale con alcuni pezzi freakettoni, di quelli che piacciono tanto a lui e che suona così bene: Get back dei Beatles e Easy dei Commodores periodo Lionel Ritchie. Se qualcuno pensa che Neffa sia solo La mia signorina, tutt'al più un ex grande rapper, farebbe meglio a vederlo in concerto.  
 
Pierangelo Pettenati 
 
 
 
 


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parlo per me per il mio paese 
per quella parte che tace e non dice che gli soffoca in gola uno strillo per lo sgomento di uno spettacolo indegno per cui paga e non lo ha scelto di chi segue il bastone del pastore o l’etichetta dov’è scritto il proprio nome e per il futuro e inginocchiarsi ed accendere un cero complimenti davvero pascoliamo pascoliamo e pure in un campo a caso e che sia vicino casa perchè migriamo soltanto dal divano al davanzale prigionieri con il il terrore di essere liberati di essere liberi 
caro mercato ti vedo costretto  
ad offrirci ogni giorno cio che non ti e’ richiesto per il tuo bisogno per il tuo commercio 
la merce marcisce nei supermercati 
davanti a intestini accorciati di uomini obesi annoiati e ossessionati dalla forma 
ossessionati dalla norma non ci siamo non ci siamo 
allora una parola lanciata nel mare con un motivo ed un salvagente che semplicemente fa il suo dovere, una parola che non affonda che magari genera un’onda che increspa il piattume e lava il letame  
 


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