La vita è un dono legato a un respiro, dovrebbe ringraziare chi si sente vivo... Ogni emozione che ancora ci sorprende, l'amore sempre diverso che la ragione non comprende. Il bene che colpisce come il male persino quello che fa più soffrire
E' un dono che si deve ACCETTARE CONDIVIDERE poi RESTITUIRE...
Le cose che amo: le favole, i sorrisi, gli abbracci, l'autoironia, le emozioni che mi fanno sentire viva belle o brutte esse siano, i miei nipoti, il mare, gli ulivi, la mia terra
Le cose che non sopporto: l'ipocrisia, il rancore, il mio essere sin troppo paziente
...
'Il fatto di aver vissuto così tanti anni lontano da casa, aver pagato un affitto, aver tentato di far funzionare una relazione, aver stretto amicizie importanti, essere una persona onesta, un pò confusa e disorganizzata ma fondamentalmente buona (adesso faccio anche la raccolta differenziata), voglio dire, tutto questo non conta?'
... l'ho letto in un libro ... forse ... son io???
Ma proprio perchè conta ... tanto ... è difficile capire e decidere!!!
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Proposito
... conosco l'amore perchè lo sento ogni volta che faccio una cosa che mi attira, mi piace e ci sto bene, lì sento un senso di appartenenza, lì mi ritrovo, mi sento collocata al posto giusto. Però non ho imparato a dare fiducia a questo sentire a questa cosa che ho sempre stimato piccola invece è tutta la grandezza che abbiamo ...
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Punti di vista
"Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: non c'è altro da vedere, si sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era."
- Josè Saramago -
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Il Maestro Magro
"Posso chiederle quanto pensa di restare?"
"Dipende."
"Da cosa?"
"Dal lavoro."
"Che mestiere fa? Sa, i carabinieri..."
"Il maestro."
"Sarà dura per lei..."
"Conosce la legge dei maestri magri?"
"No."
"E' una vecchia legge. Fatta ai tempi del fascismo, credo. O forse prima ancora. Non sono in tanti a conoscerla, ma da noi nel Mezzogiorno è stata usata abbastanza. Io stesso l'ho già usata, una volta. Fu fatta per combattere l'analfabetismo. Sa che sono ancora sette milioni e mezzo, gli italiani che non sanno leggere e scrivere? Dice dunque questa legge che se un maestro disoccupato riesce a mettere insieme una classe di persone adulte che non sanno nè leggere nè scrivere, può chiedere di occuparsene e ha diritto a uno stipendio. Certo, non lo stipendio intero. Fatichi a mangiarci. Mica per altro la chiamano 'la legge dei maestri magri'."
Gian Antonio Stella
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Sagome di bimbi neri ridipinte di bianco

Dicono che c'è un mondo dove si può giocare, divertirsi, vivere... non sono anch'io un bambino come tutti gli altri?
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Consiglio disinteressato ...
Seguendo il semplice consiglio che ho letto in un articolo
ho finalmente trovato la pace interiore. L'articolo diceva:
" Il modo per raggiungere la pace interiore consiste nel portare a termine tutte le cose che abbiamo iniziato ".
Così mi sono guardata intorno, a casa, per vedere tutte le cose che avevo iniziato e lasciato a metà ... e prima di venire al lavoro, questa mattina, ho finito:
una bottiglia di Morellino di Scansano,
il Pampero,
una boccia di grappa,
la Vodka,
il Prozac,
quattro grammi di pakistano,
ed una confezione di mozzarelline di bufala ...
Non avete idea di come mi sento bene adesso ...
Passate questo messaggio a tutti coloro che hanno bisogno della
.......Pace Interiore
... sarà la spinta giusta ?
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Pensiero d'autunno
Che spazio inutile dentro di me deve imparare a chiudersi ...
... e il pensiero di Goethe continua a risonare
'Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L'audacia ha in sè genio, potere, e magia.'
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Canzone per una sedicenne
Una bara di cioccolato e argento
navigava nel clandestino meriggio
delle tue gambe sedicenni così fragili
mentre celati nei fossi nelle verdi macerie
il rospo, la scarpa vecchia, il barattolo vuoto
aspettano le Pleiadi per gracidare.
Con l'oro debole dei datteri acerbi
la vergine che sa di avere i giorni contati
sfidava il volo dei falchi che planano senza preda
sulle cave di pietra o l'umido muso
degli aranci nell'orto,
ma le sue gambe rimanevano in una
infanzia di altalene e di draghi.
Non era un'arpa, era solo
un'altalena senza suono
con tutto il vuoto di te.
Quanti velieri possono uscire da un sorriso!
Quanti sogni da un paio d'occhi
che a un tratto chinati sui tuoi ne scacciano il cielo
non come il bimbo che si tira il berretto
di lana rossa sugli occhi
ma come l'annegato immobile sul fondo
che si vede passare sulla faccia
le aragoste solenni e senza peso.
Scopri i letti degli uomini, le bianche lenzuola
credile neve improvvisa
venuta giù da immaginari monti.
Ma nessuno, nessuno custodirà il tuo lungo passo credulo
di trampoliere con le ansiose conchiglie
del tuo cuore o il sospiro della canna
che si spezza nel vento. E i fili d'erba secca
che s'impigliarono sul dorso d'un pullover azzurro o ciclamino
diventeranno bianche sagome d'un tirassegno
che delicatamente si portano la mano al cuore ferito
per valutare il tiro.
Non era un'arpa, era una dolce caviglia
che vede per la prima volta il cielo.
Vittorio Bodini
da "Dopo la luna" 1952-1955
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Er grillo zoppo
Ormai me reggo su 'na cianca sola
diceva un Grillo. - Quella che me manca
m'arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m'accorsi d'esse priggioniero
col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
nun c'ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne...: ma la stilla
de sangue che sortì da la ferita
brillò ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch'è servita
pe' scrive la parola Libbertà!
Trilussa
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...
'Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra talvolta vediamo la vita nell'aria...
E la chiamiamo polvere...'
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