Celiachia? Intolleranza ai latticini? A tutto il resto?
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La capacità di gonfiare i palloni
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5 per mille
Fondazione I.R.C.C.S. ISTITUTO NEUROLOGICO CARLO BESTA: codice fiscale 01668320151 Commenti (0) Link Permanente
Gli ultrasuoni soppiantano il bisturi
Nella progressiva programmazione di interventi operatori sempre meno
invasivi, tecniche sofisticate stanno scalzando l'uso del bisturi,
dalla radiofrequenza al laser, alle microonde, alla crioablazione.
Gianni Borasi, che al Santa Maria Nuova ha accompagnato nel tempo
l'installazione di apparecchiature quali tac, pet, ciclotroni,
tomoterapia, ora è un accanito sostenitore di Hifu, la chirurgia senza
bisturi sostituito dagli ultrasuoni focalizzati ad alta frequenza.
Gli
ultrasuoni, già alla base dell'ecografia consentono, ad esempio, i
distruggere le cellule tumorali, la cui eliminazione rappresenta, a
tutt'oggi, l'impiego precipuo dell'Hifu (...).
Lo sviluppo delle
tecniche con ultrasuoni focalizzati permetterà in tempi non lunghi di
aggredire metastasi ossee e neoplasie della prostata, del rene, della
mammella, poi dell'utero, del pancreas e del fegato.
Una sfida che
troverà risposte nel futuro che riguarda il trattamento dall'esterno
dei tumori cerebrali facendo passare il fascio ultrasonoro attraverso
la teca cranica senza eccessivi assorbimenti o perdite.
sperom
MILANO — Oscar è ormai una celebrità. La sua storia comincia
quando si ammala di tumore, un adenocarcinoma dell'intestino molto
maligno: non si muove più e può sperare di sopravvivere solo tre mesi.
La chemioterapia e la radioterapia non servono a niente, così
sperimentano su di lui un farmaco, nuovissimo, che fa il miracolo: il
cancro scompare e lui torna a camminare.
Oscar è un paziente
speciale: è un cagnolino, un Bichon frisè, di quelli che hanno il pelo
bianco e un po' riccioluto e ha dieci anni. La sua fortuna (e dei suoi
padroni) è stata quella di incontrare un gruppo di oncologi della
Cleveland Clinic, in Ohio, che da un bel po' di anni stavano studiando
un farmaco che funzionasse come un cavallo di Troia: capace cioè di
penetrare, inosservato, nelle cellule tumorali e di liberare, una volta
dentro, l'arma capace di distruggerle.
IL FARMACO - Il farmaco è la nitrosilcobalamina, un mix di
vitamina B12 e di monossido di azoto (NO): la B12 entra nelle cellule
attraverso recettori presenti in gran numero sulla superficie (perché
questa vitamina è indispensabile alla proliferazione cellulare) e
libera NO che è tossico. Così Oscar-il miracolato ha conquistato la
platea al congresso annuale dei chimici americani a Salt Lake City,
dove è stato presentato il caso, e la sua fotografia sta facendo il
giro del mondo. Dopo di lui sono stati curati, con la
nitrosilcobalamina, altri due cani, con buoni risultati e senza effetti
tossici: Buddy, un golden retriver di sei anni, con un tumore della
spina dorsale e Haley, uno schnauzer gigante di 13 anni, con un tumore
della tiroide: la risonanza magnetica e gli ultrasuoni hanno dimostrato
una riduzione della massa per entrambi. Quando la lista comprenderà
dieci «casi clinici » in tutto, i ricercatori chiederanno all'Fda,
l'ente americano per i farmaci, l'autorizzazione per la sperimentazione
sull'uomo.
Cani e uomini sono molto simili da un punto di vista
genetico e l'idea che ha avuto Joseph Bauer, coordinatore della
ricerca, è intelligente: offrire subito un'opportunità di cura agli
animali ammalati di cancro (Negli Usa sono 6 milioni) e ricavarne
informazioni per salvare, in prospettiva, anche i pazienti.
Del
resto uomini e cani si ammalano allo stesso modo anche perché, genetica
a parte, sono esposti agli stessi rischi ambientali.
TUMORI NEI CANI - E
come sta avvenendo per noi umani, anche nella popolazione a quattro
zampe i tumori sono in aumento «Sono in crescita — spiega Laura
Volontè, specialista all'Ospedale Veterinario Città di Pavia — anche
perché aumenta l'età media degli animali, perché c'è più prevenzione e
una maggiore disponibilità a curare. Anche i proprietari sono più
attenti alla salute degli animali». I tumori più frequenti sono quelli
della pelle, della mammella nelle femmine e dei testicoli nei maschi,
ma ci sono neoplasie che si manifestano più frequentemente in certe
razze. «Il Golden retriever per esempio — continua Volontè — si ammala
di emangiosarcoma, un tumore della milza. Ecco perché nelle razze a
rischio sarebbe bene, attorno agli otto anni, fare un'ecografia
dell'addome». Anche per i cani si sta cominciando a parlare di
prevenzione e di diagnosi precoce, oltre che di nuove chemioterapie.
Corriere della sera - 26 marzo 2009)
48543 sms per l'AISM. Fino all'8 marzo Commenti (0) Link Permanente
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