Popoli di cL@


14:30:00 del 27/1/2012 (Popoli)

 
Non dimentichiamo quanto sia debole la nostra mente, quanto possa  
distrarsi la nostra anima, quanto il buio possa oscurare il nostro  
spirito. Niente deve indurci a credere di avere diritti sulla vita,  
sulla libertà, sull'identità e sulla dignità altrui, niente deve  
ispirarci a credere di essere superiori a qualsiasi creatura del regno  
animale. Nessuno può provare a farci sentire un numero, nessuno può  
individuare nemici a propria discrezione e nessuno può lasciare che  
questa arroganza si diffonda. Nessuno può convincerci che il danno non  
sia mai stato fatto. Solo la Luce vince su tutto.

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14:10:11 del 17/8/2008 (Popoli)

 
Discorso tenuto da Gandhi
alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947. Traduzione e commento a cura di Tara Gandhi.
 

Signora , Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno la mia voce fino ai confini di questo immenso
pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti.
Quello che volevo dirvi è che non devo scusarmi. Non oso, visti tutti i delegati che si sono riuniti qua da tutta l’Asia, e gli osservatori – ho imparato questa parola pronunciata da un amico americano che disse: “Non sono un delegato, sono un osservatore”. Di primo impatto con lui, vi assicuro, pensavo venisse dalla Persia, ma ecco davanti a me un
americano e gli dico: “Sono terrorizzato da te, e vorrei che mi lasciassi stare”. Potete immaginare un americano che mi lasci stare? Non lui e, quindi, ho dovuto parlargli. Quello che volevo dirvi è che il mio idioma per me madrelingua, non lo potete capire, e non voglio insultarvi insistendo su di esso. Il linguaggio nazionale, Hindustani, ci metterà tanto tempo prima di rivaleggiare con un linguaggio internazionale. Se ci deve essere rivalità, c’è rivalità tra francese e inglese. Per il commercio internazionale, indubbiamente l’inglese occupa il primo posto. Per discorsi e corrispondenza diplomatici, sentivo dire quando
studiavo da ragazzo che il francese era la lingua della diplomazia e se volevi andare da una parte all’altra dell’Europa dovevi provare ad imparare un po’ di francese, e quindi ho provato ad imparare qualche parola di francese per riuscire a farmi capire. Comunque, se ci deve
essere rivalità, la rivalità potrebbe nascere tra francese e inglese. Quindi, avendo imparato l’inglese, è naturale che faccia ricorso a questa parlata internazionale per rivolgermi a voi.
Mi chiedevo di cosa dovessi parlarvi. Volevo raccogliere i miei pensieri, ma lasciate che sia onesto con voi, non ne ho avuto il tempo.Però ieri ho comunque promesso che avrei provato a dirvi qualche parola. Mentre venivo con Badshah Khan, ho chiesto un piccolo pezzo di carta ed
una matita. Ho ricevuto una penna invece di una matita. Ho provato a scarabocchiare qualche parola. Vi spiacerà sentirmi dire che quel pezzo di carta non è qui con me. Ma questo non importa, ricordo cosa volevo
enunciare, e mi sono detto: “I miei amici non hanno visto la vera India, e non ci stiamo incontrando in una conferenza nel cuore della vera India”.
Delhi, Bombay, Madras, Calcutta, Lahore – queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l’influenza dell’Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. Poi ho pensato ad un breve saggio – credo che dovrei chiamarlo
così – che era in francese. Era stato tradotto per me da un amico anglo-francese, e lui era un filosofo, era anche un uomo altruista e diceva che mi aveva dato la sua amicizia senza che io lo conoscessi, perché lui parteggiava per le minoranze ed io rappresentavo, assieme ai
miei connazionali, una minoranza senza speranze, e non solo senza speranze ma una minoranza disprezzata.
Se gli europei del Sudafrica mi perdonano per quello che dico, eravamo tutti “coolies” [lavoratore non qualificato a basso costo]. Io ero un insignificante avvocato “coolie”. A quei tempi non avevamo dottori “coolie”, non avevamo avvocati “coolie”. Ero il primo nel campo. Ma
sempre un “coolie”. Magari sapete cosa si intende con la parola “coolie” ma questo mio amico, si chiamava Krof – sua madre era francese, suo padre inglese – disse: “Voglio tradurre per te una storia francese”.
Mi perdonerete, chi di voi sa la storia, se nel ricordarla faccio degli errori qua e là, ma non ci sarà nessun errore nell’avvenimento principale.
C’erano tre scienziati e – ovviamente è una storia inventata – tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall’Europa alla ricerca della “Verità”. Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità, non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America.
Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell’Asia. Uno trovò la strada per l’India e diede inizio alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Naturalmente, ciò avvenne prima dell’occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l’autore francese, ma visitò comunque le città,
vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un’umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando, in quella casa Bhangi, nella famiglia Bhangi, uomo, donna, forse 2 o 3 bambini
(lo dico come me lo ricordo) e poi lui descrive come la trovò. Tralascio tutto questo.
 Voglio collegare questa storia a quello che voglio dire a voi, che se volete vedere il meglio dell’India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un’umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là, non ospitano neanche qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di
persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone. Ho detto quasi perché potremmo togliere una o due crore che stanno in città, comunque sarebbero 38 crore.
E poi mi sono detto, se questi amici sono qui senza trovare la vera India, per cosa saranno venuti? Ho poi pensato che vi pregherò di immaginare quest’India, non dal punto di vista di questo immenso pubblico ma per come potrebbe essere. Vorrei che leggeste una storia come questa storia dei francesi o altre ancora. Magari, qualcuno di voi vada a vedere qualche villaggio dell’India e allora troverà la vera
India. Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano così prima, di questo sono abbastanza certo. Non l’ho appreso dalla storia ma da
quello che ho visto io stesso dell’India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all’altra dell’India, ho visto i villaggi, i miserabili esemplari dell’umanità, gli occhi senza vita, eppure sono l’India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo dei mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda. Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho
imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me.
Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storici indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua, o nella loro lingua nazionale, Hindustani, o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forme della stessa lingua. No,
ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali, ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell’India, che l’India ha subito.
Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall’Occidente verso l’Oriente.
E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito dal Buddha. Lui apparteneva all’Oriente, apparteneva all’India.
Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall’Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con
Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad. Tutti loro li tralascio. Tralascio Krishna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori, ma sconosciute in Occidente, sconosciute al mondo letterario.
In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per
incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete
seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell’India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell’Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da
sparo, la bomba atomica dell’Occidente.
Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente,
deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”.
Ci deve essere una conquista (applausi) per favore, per favore, per favore. Questo interferisce con il mio discorso, e interferisce anche con la vostra comprensione. Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto.
Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare
l’Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri: “Se credevo in un mondo unico?”. Certo, credo in un mondo unico. Come posso fare diversamente, quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, inconquistabili maestri ci hanno lasciato? Potete
esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell’era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l’Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati, e nello sfruttamento voglio ovviamente includere l’Africa, e
spero che quando vi reincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate della terra, vi incontrerete, se a quell’epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate.
Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le vostre menti, e capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d’Oriente ci hanno
lasciato, e che se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell’Occidente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata
anche dall’Occidente stesso.
L’Occidente di oggi desidera la saggezza. L’Occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa
una completa distruzione, non solo dell’Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all’Asia, e liberare il
mondo dalla malvagità, da quel peccato.
Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato.
M. K. Gandhi
 
Come voi tutti sapete, L’ONU ha dichiarato il 2 ottobre, data di nascita di Mahatma Gandhi, la Giornata Internazionale della Non-violenza. Oggi
Mahatma Gandhi appartiene a tutto il mondo. Siamo nel contesto della celebrazione mondiale di Satyagraha – la verità e la non-violenza – come praticata, sperimentata e vissuta da Mohandas Karamchand Gandhi.
Mi chiedo se durante la storia, i concetti filosofici e morali della verità siano stati oggetto di una celebrazione così collettiva e cosciente nel mondo. Satyagraha – non-violenza e verità – sono inseparabili dal coraggio di Mahatma Gandhi. Il coraggio di Gandhi ha
ispirato l’amore e la fiducia negli altri. La verità, l’audacia e la compassione saranno sempre rilevanti, e oggi ne abbiamo disperatamente bisogno.
È molto significativo ed importante che Telecom Italia non
limiti la celebrazione della filosofia di Gandhi al 2 ottobre e che stia pensando di diffondere il suo messaggio a tutto il mondo attraverso il vostro grande e bellissimo Paese: l’Italia, amata da tutti. Personalmente ho compreso la filosofia di Gandhi non come studiosa o storica, ma dalle impressioni dei primi 14 anni della mia vita, quando ero molto vicina a lui e a sua moglie Kasturba. E adesso
capisco sempre di più che il messaggio di Gandhi è una sfida diretta per la propria coscienza.
Insieme a tutti voi rendo omaggio ai più grandi flussi spirituali e creativi dell’uomo e della natura, del passato e del presente, che hanno mantenuto in vita in ognuno di noi la scintilla dell’amore eterno. Insieme a voi, con l’impegno di onorare tutta la vita questa consapevolezza.
Tara Gandhi Bhattacharjee

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19:08:58 del 23/12/2007 (Musica, Popoli)
Ammemmmepiace
 

JAMILA

La mia vita non è più mia
ci hanno ucciso ogni gioia
quel che resta sono le ferite
Quanto tempo per guarire le nostre anime?

Ma queste parole non hanno senso
se vivi e non pensi mai
che potrai cambiare il tuo modo di pensare
Perchè l'avvenire del nostro mondo
è nelle nostre mani.

Guarda, i piccoli tengono i piccoli
C'è bisogno di avere un nuovo destino
Guarda,sembra ti ti vogliano dire:
Io voglio cambiare,e non dimentico
Che cos'è che ci guadagniamo?
Fame e distruzione
Fammene andare via di qui

Se la notte scende in te
Tenimi le mani,stringile
Non ti confondere perchè
non mi lasciare lacrime false
Un giorno ancora e sarai
sarai domani quello che fai ora

Nessuno è senza colpa
Nessuno è senza colpa
dai smettete di uccidere
Non vogliamo la guerra
Il mio amore guarda nel vuoto
non mangia, non parla, non ride più

Chi arriva qui fa' i suoi conti
E qui chi resta piange i suoi morti.
Tante bandiere di tanti colori,
Tante parole, niente più
Mi lasci un mondo con poco amore,
lacrime asciutte sono le tue

La mia vita non è più mia
Guarda sembra ti vogliono dire
Ci hanno ucciso ogni gioia
Che cos'è che ci guadagniamo
Quel che resta sono le ferite
Quanto tempo per guarire le nostre anime?

Se la notte scende in te
Tienimi le mani,stringile
Non ti confondere perchè
non mi lasciare lacrime false
Un giorno ancora e tu sarai
sarai domani quello che fai ora

Nessuno è senza colpa
Nessuno è senza colpa
Dai smettete di uccidere
Non vogliamo la guerra

Guarda, i piccoli tengono i piccoli
C'è bisogno di avere un nuovo destino
Guarda,sembra ti ti vogliano dire:
Io voglio cambiare,
che cos'è che ci guadagniamo
Quanto tempo per guarire le nostre anime?

 

(Agricantus)

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18:06:06 del 31/12/2006 (Popoli)

 

Oggi qui c'é una pagina da dedicare ai  ragazzi croati, a quelli che ho conosciuto e a quelli che non ho mai visto. Quei ragazzi che hanno in mano un futuro da ricostruire, da inventare, da creare con la rabbia delle loro sofferenze. Quei ragazzi che erano là, in mezzo al caos, quando io stavo in vacanza a Rimini e sentivo le bombe al di là del mare; quelli che ho trovato a Zara, con spaventose cicatrici dentro e fuori... Quella popolazione inevitabilmente giovane e sola, forte e caparbia. Quella generazione che, se ci riuscirà, festeggerà soprattutto la vita. E a tutte le popolazioni in guerra, l'augurio più grande.

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22:53:30 del 19/2/2006 (Popoli, Solidarietà)
Il treno dei desideri
 

The hands of Central American migrants and those of Mexicans passing them food meet as a train passes through Fortin de las Flores, Mexico. The simple generosity of the poor residents along the tracks through Vera Cruz state is legendary among train-riding stowaways. Pulitzer Prize 2002 (copyright Los Angeles Times)

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14:08:26 del 14/2/2006 (Solidarietà, Popoli)
COMUNICATO STAMPA
 
 

Da giovedì scorso 11 febbraio, per tre giorni di seguito, si sono abbattute sui campi di rifugiati Sahrawi forti piogge che hanno provocato ingenti danni.

 

Dalle prime stime della Croce Rossa Sahrawi più di 120.000 famiglie vivono dalla notte di giovedì scorso accampate sulle colline che circondano i campi per paura di essere travolte dall’incredibile forza dell’acqua che, caduta in enorme quantità, ha formato veri e propri fiumi in piena, capaci di trascinare con sè tutto ciò che incontrano, persone e cose.

 

La diminuzione e la crisi umanitaria che da tempo riguarda i rifugiati Sahrawi non rende sicuramente più facilmente affrontabile la situazione di emergenza.

 

Non ci sono tende da distribuire, gli alimenti non soddisfano da tempo il fabbisogno alimentare dei rifugiati, tanto meno ora, i medicinali sono da tempo razionati.

 

Il pericolo di epidemie tra la popolazione, già molto provata dalle condizioni di vita molto difficili, è un pericolo reale.

 

La Croce Rossa Sahrawi fa appello a tutte le associazioni, a tutte le istituzioni, a tutte le organizzazioni governative e non governative, nazionali ed internazioni perché si mobilitino con urgenza per aiutare il Popolo Sahrawi ad affrontare questo nuovo dramma.

 

Il Ministro dell’Interno della R.A.S.D. ha informato in un comunicato che tutte le province sahrawi sono state pesantemente colpite dalle piogge che hanno causato danni materiali al 50% delle strutture dei campi: abitazioni, scuole, dispensari, …

 

E’ dal 1994 che nella regione non si verificano piogge di tale intensità.

 

Serve di tutto: alimenti, coperte, medicinali, denaro per acquistare stoffa per le tende e per la ricostruzione.

 

 

 

Per informazioni:

 

Associazione Jaima Sahrawi

 

e mail: jaimasahrawi@libero.it tel/fax 0522 430307

 

 

 

13 febbraio 2006

 

Associazione Jahima Sahrawi

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14:05:34 del 14/2/2006 (Solidarietà, Popoli)
Sahrawi
 

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19:42:18 del 11/2/2006 (Solidarietà, Popoli)
Newsletter Emergency
 

Cari amici, grazie!
Eravamo (anzi, no, lo confesso: sto parlando in prima persona) un po' perplessi nel proporvi la Campagna "diritto al cuore".
A me, in quanto presidente di Emergency, era stata presentata la necessita' di costruire e gestire un ospedale cardiochirurgico in Africa, e io avevo trovato la proposta "scandalosa".
In Africa, dove i bambini muoiono di dissenteria, di malaria, di morbillo, un Centro cardiochirurgico di alto livello?
Con l'ambulatorio pediatrico nel campo profughi intorno a Khartoum stiamo rispondendo anche a questi bisogni. Ma, se da noi nasce un bambino con una cardiopatia congenita, o sua madre o suo padre rischiano di morire per malattie cardiache, diamo per scontato che abbiano diritto a un ospedale in cui essere curati.
Perche' in Africa questa pretesa dovrebbe essere eccessiva?
Voi, cari amici, avete capito più velocemente di me il valore aggiunto di questo progetto: i diritti fondamentali o sono di tutti, o sono i privilegi nostri, dei paesi ricchi. Il meglio della medicina e della chirurgia deve essere a disposizione di tutti.
Non siamo ancora in grado di darvi i risultati di questa prima settimana di campagna di raccolta fondi attraverso gli SMS al 48587, ne' attraverso le donazioni su ccp o bonifico bancario.
Cio' di cui vi sto ringraziando e' l'affetto e la fantasia con cui la Campagna "diritto al cuore" e' stata accolta.
Grazie a quanti hanno chiesto agli amici di fare il "passa parola", aggiungendo "comincio ogni giornata con questo messaggino, e mi sento di fare la mia parte".
Grazie ai gestori di siti che ci hanno ospitato, ai giornalisti che ci hanno dato visibilita', con simpatia.
Grazie alle amministrazioni comunali e alle Aziende trasporti pubblici che hanno concesso le affissioni gratuite, agli artisti che alla fine degli spettacoli chiedono di fare il rito collettivo di riaccendere i cellulari per mandare un SMS.
Non sara' con 1 euro ciascuno che raggiungeremo il risultato dei 20 milioni necessari alla costruzione, equipaggiamento e gestione per un anno degli interventi di cardiochirurgia, ma l'affetto e la condivisione dimostrati da questi gesti ci motivano a continuare. Grazie ai meravigliosi volontari di Emergency che passano il loro tempo libero dal lavoro a fare banchetti nelle piazze e nei centri commerciali per spiegare meglio il progetto del Centro di cardiochirurgia "Salam". Ringraziando, a caso, so bene di tralasciare molti altri sostenitori, appassionati e fantasiosi. Me ne scuso, ma sono certa che capiranno. Non posso fare a meno di ringraziare la coppia di genitori che mi ha convinto ad accettare con entusiasmo il progetto: all'ottavo mese di una gravidanza molto attesa e desiderata hanno saputo che la loro bimba era affetta da grave patologia cardiaca. Mi hanno detto "noi abbiamo addirittura potuto scegliere il miglior centro in cui farla operare, subito dopo la nascita. Per fortuna è capitato a noi. In Africa, il dolore dei genitori sarebbe stato senza rimedio". Ora la piccola Elena sta bene e sara', con discrezione, la nostra mascotte.
Grazie a tutti.

 

Teresa Sarti Strada

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16:29:15 del 2/11/2005 (Solidarietà, Popoli)

 

Emergency in Sri Lanka

Nel mese di ottobre un team di Emergency ha effettuato una
missione in Sri Lanka con l'obiettivo di verificare lo stato di
avanzamento dei lavori iniziati a fine luglio nel villaggio di
Punochchimunai, nel distretto di Batticaloa.
I lavori di costruzione del primo lotto di case ha avuto effettivo
avvio il primo di agosto. Ad oggi 19 abitazioni si trovano a diversi
livelli di costruzione.
Il Governo dello Sri Lanka e la Croce Rossa di Hong Kong hanno siglato
un accordo per la costruzione di 42 abitazioni nello
stesso villaggio di Punochchimunai, quindi l'impegno di Emergency
sara' di realizzare 91 abitazioni e non piu' 133, come previsto
inizialmente.
Inoltre in risposta alle richieste della
comunità di Punochchimunai, si e' passati dal progetto iniziale che
prevedeva delle abitazioni in blocchi di cemento e con copertura in
fogli di alluminio, a case costruite in mattone e ricoperte di tegole,
alzando cosi' il livello di qualita'.

Durante la missione sono stati consegnati strumentario chirurgico e
materiale medico all'ospedale governativo di Nagoda, distretto di
Kalutara.
Infine e' terminata ad ottobre la consegna di 40 canoe, 30 barche a
motore e 700 reti da pesca, iniziata a luglio.

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fonte: carla trappotto   gruppo: Sede di Roma

Banchetti a Roma

Saremo presenti con banchetto informativo e di raccolta fondi:

- fino al 30 ottobre al Teatro Ambra Jovinelli, Via G. Pepe 43, dove
e' in scena lo spettacolo "Migliore" con Valerio Mastandrea, con i
seguenti orari: martedì-sabato alle 21.00, domenica alle 17.00;

- sabato 5 novembre dalle 10.00 alle 18.00 al mercatino
dell'artigianato e antiquariato "Una stanza tutta per se'" in Piazza
Ormea al Quartiere Casalotti.
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fonte: claudia rivalta   gruppo: Gruppo Milano

Banchetti Emergency a Milano

Domenica 6 novembre i volontari Emergency di Milano saranno presenti
con un banchetto info/gadget in occasione delle seguenti iniziative:

- alla Festa di via Montegani dalle 9.00 alle 18.30; per ulteriori
info. contattare il Gruppo di Zona 4/5: emergency_mi4@yahoo.it

- al Mercationo BIO di Piazza Gramsci, dalle 10,00 alle 18,00; per
ulteriori informazioni contattare il Gruppo di Zona 8:
emergency_mi8@yahoo.it
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fonte: Paolo Maino   gruppo: Thiene

Emergency Thiene: Una castagna per Emergency

Il gruppo Emergency di Thiene organizza per sabato 12 Novembre
l'iniziativa "Una castagna per Emergency". Verranno allestiti, in
piazza Chilesotti a Thiene (VI) dalle 9.00 alle 20.00 circa:
- un banchetto informativo e di raccolta fondi
- uno stand dove verrano offerte, dietro offerta libera, castagne e
vin brule'. Il ricavato verra' devoluto all'associazione.
- la mostra "La guerra com'e'"
- uno stand di intrattenimento per i bambini dove verra' raccontata
una fiaba tematica.
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fonte: giovanni salisi   gruppo: Emergency Sassari

Sul palco per Emergency

Domenica 23 ottobre ha preso il via la rassegna musicale "Sul palco
per Emergency", organizzata col patrocinio del comune di Osilo e degli
Assessorati ai Servizi Sociali, Cultura, Spettacolo.
Al Salone Comunale "Canonico Liperi" di Osilo saranno ospitati alcuni
dei migliori gruppi della scena sassarese.

Il 6 novembre suoneranno gli Amanita, uno dei migliori gruppi
rock-blues della Sardegna.
Il 20 novembre sara' il turno di Francesco Piu, giovane talento della
chitarra blues.
Chiuderanno la rassegna il 4 dicembre The Strollers, con la loro
musica intinta di country, blues.
Serata conclusiva il 17 dicembre con la serata di ballo For Emergency
organizzata dal comitato S. Lucia (localita' Capurru).

Per informazioni: emergencysassari@yahoo.it
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fonte: Stefano Maria Pallottino   gruppo: Pisa

Emergency Pisa per la Cambogia

Mercoledi' 2 Novembre, alle ore 22.30 il Cinema Arsenale ospitera'
Beate Kuppers, anestesista dell'ospedale di Pisa e volontaria di
Emergency, che nel 2004 e' stata per 5 mesi a Battambang e che
illustrera' l'attivita' di Emergency e la sua esperienza in Cambogia.
Durante l'incontro verra' proiettato il documentario "Gli eredi del
silenzio" di Antonio Di Peppo e Guido Morozzi.
L'iniziativa e' inserita all'interno dell'attivita' del gruppo
Emergency Pisa per contribuire al finanziamento di un'ambulanza per il
Centro Chirurgico di Battambang.
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fonte: Emanuela basile   gruppo: Volontari Del Magentino

Mostra Mercato

Il gruppo Volontari del Magentino, con la collaborazione dei Volontari
di Buccinasco, Busto Arsizio, Settimo Milanese e Vigevano, presenta
l'iniziativa "Dai diamanti non nasce niente,
dall'arte nascono gemme di speranza", ovvero mostra mercato di opere
di artisti contemporanei del nostro territorio.
Dal 12 al 20 novembre, presso la Galleria del Castello Visconteo di
Abbiategrasso. Verrà allestito anche un banchetto con materiale
informativo e per la raccolta di fondi.
Il ricavato dell'iniziativa sara' interamente destinato a finanziare
l'ospedale di Emergency di Goderich - Sierra Leone.
-----------------------------------------------------

fonte: Antonino Rimbici   gruppo: Gruppo Territoriale di Saviglian

Serata - Sri-Lanka

Venerdi' 4 novembre a Savigliano (Cuneo) presso la sala Miretti di
P.za Santa Rosa, organizzata dalla consulta della solidarieta', serata
dedicata alla presentazione dei progetti nello Sri-Lanka in via di
attuazione. Emergency presentera' il suo progetto attuativo con una
relazione presentata da Tonino Rimbici, volontario del gruppo di
Savigliano.
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fonte: Paola Monticelli   gruppo: Genova

Genova: Centro Meridiana per Emergency

Martedi' 1 novembre dalle ore 10.30 alle 18.30 gli operatori del
Centro Meridiana offriranno trattamenti di riequilibrio energentico
(shiatsu, ayurveda, pronoterapia, grinberg) ad un prezzo forfettario
di euro 10,00.

L'intero ricavato sara' devoluto a Emergency che sara' presente con un
banco informativo.

Centro Meridiana Via Casaregis, 38/3 - per info tel. 347 5828209
-----------------------------------------------------

fonte: Fabrizio Jelmoni   gruppo: Perugia

Fiera dei morti a Perugia

In Piazza Umbria Jazz a Pian di Massiano si terra'la tradizionale
Fiera dall'1 al 6 novembre. Il gruppo Emergency sara'
presente con banchetto informativo e di raccolta fondi, con orario
9.00-20.00

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15:21:29 del 3/10/2005 (Solidarietà, Popoli)
Solidarietà
Anche quest'anno in occasione del Natale sara' possibile per i privati e le aziende sostenere Emergency con una 
donazione in alternativa ai tradizionali regali natalizi oppure 
facendo gli auguri con i nostri biglietti, realizzati da importanti 
illustratori o scegliendo il calendario fotografico del 2006. 
 
I contributi derivanti da queste iniziative serviranno a sostenere 
l'ospedale di Emergency a Goderich in Sierra Leone. 
 
Per vedere i biglietti e avere ulteriori informazioni 
http://www.emergency.it 
 
 
PeaceReporter e' nei primi venti siti di News e Informazione e in 
buona posizione. 
Non e' un risultato solo di Peacereporter, ma di tutti quelli che 
credono che la Pace sia un valore, e la guerra debba diventare un 
tabu'. 
 
Per rivotare peacereporter nella categoria News e Informazione 
http://www.peacereporter.net

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