Religione di cL@


02:02:51 del 7/9/2008 (Religione)
L'ho sempre detto io che il senso era diverso!!!
 
< language="JavaScript"> 
Incisione in ARAMAICO: “PADRE NOSTRO” 

 
 
 

Autore:GESU’ DI NAZARETH          
 

 
TRADUZIONE:
 
“Padre nostro che sei ovunque, sia santificato il Tuo Nome.
 
Lascia che venga il Tuo Regno. Lascia che si compia la Tua Volontà, così come nell’Universo, anche sulla Terra.
 
Procuraci ogni giorno il pane di cui abbiamo bisogno e perdona le 
nostre offese, come noi abbiamo perdonato coloro che ci hanno offesi.
 
E non lasciarci entrare in tentazione ma liberaci dall’errore. Amen”

Commenti (1)  Link Permanente 
17:53:43 del 14/4/2008 (Politica, Religione)
elezioni
 

Ciao, esco un attimo: vado ad accendere un cero.

Commenti (1)  Link Permanente 
00:58:04 del 20/9/2007 (Religione)
Cristianesimo e reincarnazione
 
http://spazioinwind.libero.it/risvegliodiadamo/la_bibbia.htm 

Commenti (1)  Link Permanente 
20:23:10 del 7/8/2006 (Religione, psyco)
Appunto su religione e autostima
 

Chi ha alta autostima crede che Dio perdoni, chi ce l'ha bassa si inginocchia vigliaccamente davanti a Colui che considera un tiranno.

 

 

 

(n.d.r.: Chi ha la vita bassa é meglio che non s'inginocchi )

Commenti (0)  Link Permanente 
13:28:40 del 3/4/2006 (Religione, Attualità)

 
Chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei Cieli. Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma Colui che mi ha mandato. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso.

Commenti (1)  Link Permanente 
00:29:00 del 1/4/2006 (Umorismo, Religione)

 
 

"La donna è mobile, l’uomo è falegname"

 

(dal calendario di "Frate Indovino"!!!!!!!!)

Commenti (0)  Link Permanente 
13:54:07 del 26/1/2006 (Religione, Umorismo)
Un altro Papa amico dei Ccciovani
 

E così il Papa ha scritto un'enciclica sull'amore, comprendendo le "relazioni pericolose". Buona lettura!

 

 

Foto rubata al blog di Biafax che, una volta, mi rubò una battuta

Commenti (2)  Link Permanente 
16:34:13 del 15/4/2005 (Diario Personale, Religione)
C''é qualche J di troppo
Ho riletto il mio tema e vi informo tecnicamente. Se scrivete un testo in Word e fate le faccine con i due punti e le parentesi, poi copiate e incollate il tutto qui, vi ritroverete delle J fuori luogo: sostituitele con sorrisi immaginari

Commenti (0)  Link Permanente 
16:22:13 del 15/4/2005 (Diario Personale, Religione)
Senso di colpa
Lo so cosa avete pensato leggendo la pagina sotto (se avete avuto il coraggio di farlo): "''sti ...zzi!"  
Spero di non avere bloccato il Blog. Compenso con un testo molto corto. 
Si sono sposati Carlo e Camilla: e chi se ne fregaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!

Commenti (0)  Link Permanente 
16:18:00 del 15/4/2005 (Religione, Attualità)
TEMA: L''eredità
SVOLGIMENTO:  
La “pecca” stava nel sistema intero, sicuramente non nelle singole guide che si sono impegnate tanto e col cuore, ma credo che la religione cristiana, dalle nostre parti, sia stata insegnata con un po’ di cupezza durante gli anni della mia infanzia (nei quali ero molto più praticante) ma ancora di più negli anni precedenti, ad esempio con l’abitudine di separare maschi e femmine per svolgere le attività di catechismo, con l’implicito rischio di alimentare complessi o di ottenere reazioni che assomigliavano alla trasgressione (avete una vaga idea di come siano più "svegli" i bambini, adesso?), effetto inevitabile delle censure (“la malizia è negli occhi di chi guarda”: paradossalmente tratto dalla Bibbia), o con ritiri spirituali, a mio parere, non a misura di bambino, più altre influenze dal conseguente effetto “autorete”.  
Non che non abbiamo ricevuto giuste informazioni, tutt’altro, ma tanti si sono allontanati al più presto perché il messaggio superficiale, ma immediato, che é arrivato é stato, per loro, quello di una pratica soprattutto colpevolizzante, punitiva, giudicante, di divieti, imposizioni e proibizioni, di belle favolette da raccontare ai bimbi della dottrina, un tantino noiosa e, per certi versi, incomprensibile (vi sta tornando alla mente “Sister Act”?). Questo é quello che probabilmente è rimasto tuttora a coloro che, forse, non si sono trovati d''accordo con me nel leggere i miei precedenti “tributi”.  
Eppure non c’è scritto questo nelle Scritture: non è amore misto a terrorismo psicologico. Quando c’è un approccio gioioso e distensivo o quando, per spontanea iniziativa, la religione viene ripresa ad un''età più matura, dopo che ognuno ha incontrato problemi di vario tipo, ci si accorge che é veramente un valido sostegno per affrontare la vita quotidiana, pubblica e privata, una risorsa che aiuta ad amare gli altri e se stessi nel modo giusto, per non farsi del male, né fare del male, per donare e nello stesso tempo mantenere il rispetto di sé e delle altre persone. Si scopre, inoltre, che le parabole sono metafore efficaci per il mondo adulto, purché siano, ovviamente, interpretate nel modo giusto. Insomma, c’è di meglio di un fastidioso ricordo! Esiste una parola sola per tutto questo: felicità. E di questi tempi, ma come sempre, se ne sente di carenza…  
Solo che, per esempio, i "consigli" quel Mosé li ha fatti precedere da un "non", e questo é uno dei danni che hanno reso difficile l''osservanza dei Comandamenti, e qualcuno ha percepito tutto questo solo come severo, retrogrado, opprimente e addirittura ipocrita. Si chiama confusione, codardia, pigrizia di fronte alla difficoltà, debolezza umana o sabotaggio dell’inconscio? Un insieme di tutto questo, penso.  
Veniamo all''errore di comunicazione. Per esempio, se vi dico: “non pensate alle scimmie che volano!”. A cosa state pensando? Appunto.  
Avrebbero fatto meglio a spiegare: “E’ per il tuo bene! E’ la realtà! Se tu fai così poi ti succede colà! E l’altro sta male! A te farebbe piacere soffrire così? Finite per stare male tutti!”, insomma, un discorso saggio tale e quale alle ramanzine ai figli piccoli. E per capirlo sono disponibili taaaaante pagine, solitamente piccole, in fogli già avviati verso la loro decomposizione, sottili, scritti forse con font a punto 8 e fiiiiittiiii (tanti parrocchiani portano gli occhiali, e non pensate a battute peggiori!), con un’inevitabile copertina robusta che rende il tutto, comunque, un corpo contundente e slogapolsi, e spesso ci si stufa prima di cominciare a leggere o prima di ascoltare le prediche, e alle medie il libro finisce in testa a un compagno di banco (per questo ne hanno inventato uno moderno, su CD, con i passi selezionati)… e sì che Gesù era un grande psicologo! Un Maestro! Poteva dare una revisionatina alla sintassi delle Tavole! J Carenza di scultori nei dintorni?  
A parte questa parentesi da laureanda fusa dallo studio, sostengo che la Bibbia sia sempre molto attuale, fermo restando che se ne sappia cogliere il senso e lasciando perdere i personaggi che vissero per migliaia di generazioni (in che stato di salute arrivarono agli ultimi giorni non oso ricordare), con relativi alberi genealogici per documentarne l’autenticità storica (tanto chi ci va a controllare, alla loro anagrafe?), le costolette di agnello e di primo uomo, e i fratelli maggiori tatuati in fronte (l’ho detto che è attuale!) da una simbolica saetta… cioè non prendendo tutto troppo alla lettera, ma capendone il senso recondito, e questo vale anche per quello che sto scrivendo io. Aiuto! May day! Houston! Codice rosso! Mi state perdendo! O meglio, mi sta travolgendo lo stile di Giobbe (la cui versione conservo con altrettanta cura)!  
Il venerdì del funerale del Papa, secondo la sottoscritta, che è devota dalla fervida immaginazione, non poteva che spirare il vento (e non é la prima volta che succede, in concomitanza con la morte di un pontefice), elemento che spesso, in tante religioni, simboleggia lo Spirito. La vista delle pagine del Testo Sacro posto sulla tomba, sfogliate così naturalmente da questo soffio, mi é sembrata, anche questa, metaforica (considerate che in me la fantasia abbonda e “va di sopra”, ma anche che tutte le religioni hanno sempre comunicato tramite archetipi e figure retoriche): come se "il nostro amico" papa avesse voluto ricordare a tutti per l’ennesima volta, e per sempre, di considerare le Scritture.  
Sono certa che non avrebbe gradito il business che si sta costruendo attorno alla sua figura, anche perché lui era umile, come tutti i grandi, come padre Pio (ma non solo) si infuriò quando qualcuno lo fece con le icone, perché è un modo di mescolare sacro e profano che, in quanto tale, fa perdere in credibilità e scopre il fianco alla strumentalizzazione e alle polemiche politiche sul Vaticano. “JP Junior” (fa un po’ rapper, ma tanto gli piaceva essere considerato giovane) sarà sempre una superstar, ma non ci speculerei più di tanto, come non lo farei con il successore… Sarà perché scelgo di tenere conto soprattutto dei lati positivi delle cose e delle persone e spesso idealizzo volentieri queste ultime affinché diano più di quello che credono sia il loro meglio, ma mi voglio utopisticamente fidare della civilizzazione (scoprendo mio malgrado, nel frattempo, che ci sono ancora massacri negli stadi…) e, più che altro, sperare che ormai sia chiaro ai più che le due cose, politica e religione, non dovrebbero essere confuse anche perché, per esempio, io trovo il gagliardo San Francesco piuttosto hippy e di sinistra… E voglio considerare appartenente al passato il motivo conduttore della serie di Guareschi, anche se mi rendo conto che, a volte, qualche eco di quella realtà, in queste terre, risuona. E poi il voto dovrebbe essere segreto, almeno il mio lo é… qualche volta lo è anche a me, nel senso che fatico a trovare una risposta che mi soddisfi pienamente e diventa una sorta di caccia al tesoro.  
Lungi dal volere fare proselitismo, ci sono motivazioni che mi inducono a pensare che il circolo sia involontariamente più cristiano di quel che ammetta, per esempio considerando le parole che ho intitolato “solidarietà” o “diversità nell’uguaglianza”. D’altronde il cristiano perfetto non esiste… E nello stesso tempo tutti gli uomini nascono già perfetti: non c’è ombra senza luce come non c’é pregio senza difetto. Riuscire a migliorarci, è ottenere ancora di più.  
Questa pagina, probabilmente, vi allucinerà un po’ per la sua densità e portata… Penserete: “Troppo testo, non ho tempo, né voglia, pesantino…”. Allora, se vi va, “buttate l’occhio” a casaccio, ma non alla carlona, su ciò che segue e lo troverete, comunque, interessante, e se non credete vi chiedo il favore di provare a sciogliere il legame fra le parole e il loro autore e di attribuirle ipoteticamente a un qualsiasi laico che voi stimate, perché sempre di cultura si tratta... In qualche passaggio, forse vi sembrerà Franco J.  
Se ve lo siete persi (il papa, dico), vi chiedete ancora il senso delle GMG e il contenuto dei suoi messaggi destinati ai giovani, ne riporto alcuni, dal 2000 al 1985, vale a dire a ritroso, per la semplice, aulica e profonda motivazione che così mi è venuto il “copia e incolla”.  
Il mio riassunto è: il Paradiso è da costruire qui e ora, non in vista dell’Aldilà, con le armi della compassione (= patire con), del perdono anche nei confronti di se stessi (altrimenti come si possono perdonare gli altri?), della dignità, dell’ingegno e dell’impegno, al servizio del bene di tutti e non del vivere alla giornata. Bisogna superare la condizione da jungla di "morte tua vita mia". E’ qualsiasi fede capace di infondere fiducia e speranza a rendere possibile l''esistenza dell''eternità, e così si alimenta in noi un’energia positiva da espandere all''infinito, invece di una autodistruttiva che porta alla morte, anche dell’anima. Così come creiamo le idee, così come le scoperte che adesso consideriamo avvenimenti e oggetti di quotidiana amministrazione tempo fa erano impensabili, possiamo realizzare il meglio, e perché dovremmo invece arrenderci al disfattismo?  
Walt Dysney diceva: “C’è di che divertirsi a fare l’impossibile” e, non ricordo chi (voi lo sapete?) ha permesso di stampare su una maglietta: “Abbiate ideali elevati, saranno loro a portarvi in alto”, e qui non si parla di ambizioni individualistiche ma di aspirazioni generose e non sconsiderate. Vale a dire: dare è un conto, sperperare un altro.  
Ho adattato il testo con qualche mio “taglio” per alleggerirvelo, ma senza sconvolgerne il senso… spero di esserci riuscita. E, usando un’espressione per restare in tema, “ringraziate il Cielo” che non ho aggiunto le sue poesie!  
Adesso che avete visto di che razza di voli pindarici assurdi sono capace, se siete curiosi vi lascio al mistero di questa fede, perché "piutost che gninto l''é mei piutost", perché “i gatti vedono al buio ciò che noi non vediamo, ma c’é” (questa è mia) e perché “L’ottimismo è il sale della vita”, e come canta Liga, “almeno credo”. Tanto a cambiare canale siete capacissimi, così come a cambiare idea. Definire è limitare (Wilde?).  
Può darsi che l’ultima non c’entri molto, ma ero tutta presa dalle citazioni J. Vado, va’.  
Clà  
 
 
Ai già credenti  
Mi chiederete: ma oggi è possibile essere santi? Se si dovesse contare sulle sole risorse umane, l’impresa apparirebbe giustamente impossibile. Ben conoscete, infatti, i vostri successi e le vostre sconfitte; sapete quali fardelli pesano sull’uomo, quali pericoli lo minacciano e quali conseguenze provocano i suoi peccati. Talvolta si può essere presi dallo scoraggiamento e giungere a pensare che non è possibile cambiare nulla né nel mondo né in se stessi. … Siate contemplativi ed amanti della preghiera; coerenti e generosi nel servizio ai fratelli, artefici di pace. Il Signore vi vuole costruttori di una nuova umanità. In effetti, come potrete affermare di credere nel Dio fatto uomo, se non prendete posizione contro ciò che avvilisce la persona umana e distrugge la famiglia? Se credete che Cristo ha rivelato l’amore del Padre per ogni creatura, non potete non porre ogni sforzo per contribuire all’edificazione di un mondo nuovo, fondato sulla potenza dell’amore e del perdono, sulla lotta contro l’ingiustizia ed ogni miseria fisica, morale, spirituale, sull’orientamento della politica, dell’economia, della cultura e della tecnologia al servizio dell’uomo e del suo sviluppo integrale…  
 
Vento  
Diventi il Vangelo il vostro tesoro più prezioso: nello studio attento e nell’accoglienza generosa della Parola troverete alimento e forza per la vita d’ogni giorno, troverete le risorse di un impegno senza soste nell’edificazione della civiltà dell’amore…Rimanete ancorati a questa certezza, la sola capace di dare senso, forza e gioia alla vita: non si allontanerà mai da voi il Suo amore, non verrà mai meno la Sua alleanza di pace con voi…Anche se non sempre cosciente e chiara, nel cuore dell’uomo esiste una profonda nostalgia di Dio…Il mondo è amato da Dio! E nonostante i rifiuti di cui è capace, esso resterà amato fino alla fine… questa è la novità inaudita… Rendetelo visibile nelle scelte e negli atteggiamenti, nel modo di accogliere le persone e di mettervi al loro servizio…  
 
Perdono  
Il peccato è un abuso di quella libertà che Dio dona alle persone create perché possano amare lui e amarsi reciprocamente… è il rifiuto di vivere, di lasciarsi amare dal vero Amore…Il peccato, che trova origine nella volontà libera della persona, è una trasgressione dell’amore vero; ferisce la natura dell’uomo e dissolve la solidarietà umana, manifestandosi in atteggiamenti, parole ed azioni sature di egoismo…È nell’intimo che la libertà si apre e si chiude all’amore. Questo è il dramma costante dell’uomo, che spesso sceglie la schiavitù, sottomettendosi a paure, a capricci, ad abitudini sbagliate, creandosi idoli che lo dominano, ideologie che ne avviliscono l’umanità e si rende schiavo del peccato…All’origine di ogni autentica conversione c’è lo sguardo di Dio sul peccatore. È uno sguardo che si traduce in ricerca piena d’amore, in passione fino alla croce, in volontà di perdono che, manifestando al colpevole la stima e l’amore di cui continua ad essere oggetto, gli rivela per contrasto il disordine in cui è immerso, sollecitandolo alla decisione di cambiare vita…  
 
Amore  
L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso se non gli viene rivelato l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente…il perdono è dato gratuitamente, ma l’uomo è invitato a corrispondervi con un serio impegno di vita rinnovata…L’uomo contemporaneo, purtroppo, quanto più smarrisce il senso del peccato tanto meno ricorre al perdono di Dio: da questo dipendono molti dei problemi e delle difficoltà del nostro tempo…La Sorgente dell’amore rigenera e rende capaci di superare l’egoismo e tornare ad amare con intensità maggiore…Per sapere se si ama veramente Dio, occorre verificare se si ama sul serio il prossimo. E se si vuole saggiare la qualità dell’amore per il prossimo, ci si deve domandare se si ama veramente Dio. Perché chi non ama il proprio fratello che vede non può amare Dio che non vede…  
 
Solidarietà  
Amare i poveri, perché ad essi si deve un’attenzione particolare in ragione proprio della loro vulnerabilità. Essi - è noto - sono sempre più numerosi, anche nei paesi cosiddetti ricchi, nonostante che i beni di questo mondo siano destinati a tutti! Ogni situazione di povertà interpella la carità cristiana di ciascuno. Essa, però, deve diventare anche impegno sociale e politico, perché il problema della povertà nel mondo dipende da condizioni concrete che devono essere trasformate da uomini e donne di buona volontà, costruttori della civiltà dell’amore. Sono “strutture di peccato” che non possono essere vinte se non con la collaborazione di tutti, nella disponibilità a “perdersi” per l’altro invece di sfruttarlo, a “servirlo” invece di opprimerlo…  
Cari giovani, invito voi, in modo particolare, a prendere iniziative concrete di solidarietà e di condivisione accanto e con i più poveri. Prendete parte con generosità a qualcuno dei progetti che nei diversi paesi vedono impegnati altri vostri coetanei in gesti di fraternità e solidarietà: sarà un modo di “restituire” al Signore nella persona dei poveri almeno qualcosa di tutto ciò che Egli ha dato a voi, più fortunati. E potrà essere anche l’espressione immediatamente visibile di una scelta di fondo…Il nostro tempo appare disorientato e confuso; talora sembra addirittura non conoscere più il confine tra il bene e il male; Dio è apparentemente rifiutato, perché sconosciuto o misconosciuto… Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito…Bisogna allora rinunciare a capire? Gesù pensava esattamente il contrario, giacché ci assicura che lo Spirito Santo stesso è capace di guidarci “alla verità tutta intera”…Li guarisce dal dubbio, dalla tristezza, dallo scoraggiamento, dalla paura, dal peccato; una nuova fraternità è loro donata, una comunione sorprendente con il Signore e con i fratelli sostituisce l’isolamento e la solitudine: “Va’ dai miei fratelli!”…  
Durante la vita pubblica, le parole ed i gesti di Gesù non avevano potuto raggiungere che poche migliaia di persone, in uno spazio e luogo definiti. Ora le stesse parole e gli stessi gesti non conoscono limite di spazio o di cultura…Le persone cambiano completamente, pur restando, anzi divenendo pienamente se stesse…Ed anche gli altri, inclini fino a quel momento alle dispute generate dall’ambizione, sono ora capaci di essere “un cuor solo e un’anima sola” e di mettere tutto in comune…Lo Spirito Santo rende audaci, spinge a contemplare la gloria di Dio nell’esistenza e nel lavoro di ogni giorno. Spinge a fare l’esperienza del mistero di Cristo nella Liturgia, a far risuonare la Parola in tutta la vita, nella sicurezza che essa avrà sempre qualcosa di nuovo da dire; aiuta ad impegnarsi per sempre nonostante la paura di fallire, ad affrontare i pericoli e superare le barriere che separano le culture per annunciare il Vangelo, a lavorare instancabilmente per il continuo rinnovamento della Chiesa senza ergersi a giudici dei fratelli… E’ lo Spirito che porta gli uomini a comprendersi e accogliersi reciprocamente, a riconoscersi figli di Dio e fratelli in cammino verso la stessa meta, la vita eterna, a parlare lo stesso linguaggio al di là delle divisioni culturali e razziali…  
Diventare santi sembra un traguardo arduo, riservato a persone del tutto eccezionali, o adatto a chi voglia rimanere estraneo alla vita e alla cultura della propria epoca. Diventare santi invece è dono affidato a tutti, in ogni tempo. E’ dono e compito dei laici come dei religiosi e dei sacri ministri, nella sfera privata come nell’impegno pubblico, nella vita dei singoli come delle famiglie e delle comunità…diversi sono gli stati di vita e molteplici le vocazioni e le missioni…Una “vita spirituale”, che mette a contatto con l’amore di Dio e delinea nel cristiano l’immagine di Gesù, può porre rimedio a una malattia del nostro secolo, sovrasviluppato nella razionalità tecnica e sottosviluppato nell’attenzione all’uomo, alle sue attese, al suo mistero. C’è urgenza di ricostituire un universo interiore, ispirato e sostenuto dallo Spirito, nutrito di preghiera e teso all’azione, in maniera che sia sufficientemente forte per resistere alle molteplici situazioni in cui conviene custodire la fedeltà ad un progetto piuttosto che seguire o conformarsi alla mentalità corrente…nel dialogo che unisce al di là delle differenze di lingua e di razza, nella condivisione degli ideali, dei problemi e delle speranze, farà esperienza viva della realtà promessa …Viviamo in un’epoca di grandi trasformazioni, nella quale tramontano rapidamente ideologie che sembravano dover resistere a lungo all’usura del tempo e nel pianeta si vanno ridisegnando confini e frontiere.  
L’umanità si ritrova spesso incerta, confusa e preoccupata …Da Lui solo si possono ricevere risposte che non illudono né deludono….Questa proposta può apparire difficile e in alcuni casi può far anche paura. Ma - vi domando - è meglio rassegnarsi ad una vita senza ideali, ad un mondo costruito a propria immagine e somiglianza, o piuttosto cercare generosamente la verità, il bene, la giustizia, lavorare per un mondo che rispecchi la bellezza, anche a costo di dover affrontare le prove che questo comporta?  
Abbattete le barriere della superficialità e della paura! Riconoscendovi come uomini e donne “nuovi”, rigenerati dalla grazia, gustate la gioia. Scoprirete la verità su voi stessi, l’unità interiore e troverete il “Tu”, che guarisce dalle angosce, dagli incubi, da quel soggettivismo selvaggio che non lascia pace…Incontrerete Gesù là dove gli uomini soffrono e sperano: nei piccoli villaggi disseminati lungo i continenti, apparentemente ai margini della storia… Il suo volto è quello dei più poveri, degli emarginati, vittime non di rado di un ingiusto modello di sviluppo, che pone il profitto al primo posto e fa dell’uomo un mezzo anziché un fine. La casa di Gesù è dovunque un uomo soffre per i suoi diritti negati, le sue speranze tradite, le sue angosce ignorate. Là, tra gli uomini, è la casa di Cristo, che chiede a voi di asciugare, in suo nome, ogni lacrima e di ricordare a chi si sente solo che nessuno è mai solo se ripone in Lui la propria speranza…Gesù abita tra quanti lo invocano senza averlo conosciuto; tra quanti, avendo iniziato a conoscerLo, senza loro colpa Lo hanno smarrito; tra quanti Lo cercano con cuore sincero, pur appartenendo a situazioni culturali e religiose differenti …Non si tratta di ignorare le divergenze e i problemi nel disimpegno di un tiepido relativismo, perché sarebbe come coprire la ferita senza guarirla, col rischio di interrompere il cammino prima di aver raggiunto la meta della piena comunione. Si tratta, al contrario, di operare in vista di una reale riconciliazione…più diventerete capaci di essere vicini gli uni agli altri e nella misura in cui compirete gesti concreti di riconciliazione, entrerete nell’intimità del suo amore per dare senso e meta ai vostri passi incerti…  
La sua parola non è imposizione che scardina le porte delle coscienze; è voce suadente, dono gratuito che, per diventare salvifico nella concretezza della vita di ciascuno, richiede un atteggiamento disponibile e responsabile, un cuore puro e una mente libera…“avrete amore gli uni per gli altri” sull’esempio del Suo amore: un amore gratuito, infinitamente paziente, che non si nega a nessuno. E’ questa la grande “novità” che può stupire un mondo purtroppo ancora lacerato e diviso da violenti conflitti, a volte evidenti e palesi, a volte sottili e nascosti. In questo mondo voi siete chiamati a vivere la fraternità, non come utopia ma come possibilità reale; in questa società siete chiamati a costruire la civiltà dell’amore…  
Il mio sguardo si volge in particolare verso i giovani coinvolti in prima persona nei troppi drammi che ancora lacerano l''umanità: quelli che soffrono per la guerra, le violenze, la fame e la miseria, oppressi sotto il peso del dolore e del l''ingiustizia…Vi troverete luce per decifrare la vostra vocazione di uomini e donne, chiamati a vivere, in questo tempo meraviglioso e drammatico insieme, come tessitori di fraternità e costruttori di pace… E'' nostro dovere, dunque, vivere dentro la storia, fianco a fianco con i nostri contemporanei, condividendone le ansie e le speranze, perché il cristiano è, e deve essere, pienamente uomo del suo tempo. Egli non evade in un''altra dimensione ignorando i drammi della sua epoca, chiudendo gli occhi e il cuore alle ansie che pervadono l''esistenza. Al contrario, è colui che, pur non essendo “di” questo mondo, “in” questo mondo è immerso ogni giorno, pronto ad accorrere là dove ci sia un fratello da aiutare, una lacrima da asciugare, una richiesta d''aiuto da soddisfare. Su questo saremo giudicati!… “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”… Ci opporremo così a quella che sembra oggi la “disfatta della civiltà”, per riaffermare con vigore la “civiltà dell''amore” che - unica - può spalancare agli uomini del nostro tempo orizzonti di autentica pace e di duratura giustizia nella legalità e nella solidarietà. La carità è la strada maestra che ci deve guidare…  
 
Il senso delle GMG  
Occorre innanzitutto che da voi giovani giunga una testimonianza forte di amore per la vita, dono di Dio; un amore che si deve estendere dall''inizio alla fine di ogni esistenza e deve battersi contro ogni pretesa di fare dell''uomo l''arbitro della vita del fratello, di quello non nato come di quello sulla via del tramonto, dell''handicappato e del debole.  
A voi giovani, che naturalmente e istintivamente fate della “voglia di vivere” l''orizzonte dei vostri sogni e l''arcobaleno delle vostre speranze, chiedo di diventare “profeti della vita”. Siatelo con le parole e con i gesti, ribellandovi alla civiltà dell''egoismo che spesso considera la persona umana uno strumento anziché un fine, sacrificandone la dignità e i sentimenti in nome del mero profitto; fatelo aiutando concretamente chi ha bisogno di voi e che forse senza il vostro aiuto sarebbe tentato di rassegnarsi alla disperazione.  
La vita è un talento affidatoci perché lo trasformiamo e lo moltiplichiamo, facendone dono agli altri. Nessun uomo è un “iceberg” alla deriva nell''oceano della storia; ognuno di noi fa parte di una grande famiglia, all''interno della quale un posto da occupare e un ruolo da svolgere. L''egoismo rende sordi e muti, l''amore spalanca gli occhi ed apre il cuore, rende capaci di arrecare quell''originale e insostituibile contributo che, accanto ai mille gesti di tanti fratelli, spesso lontani e sconosciuti, concorre a costituire il mosaico della carità capace di cambiare le stagioni della storia… Ci sono momenti e circostanze in cui bisogna operare scelte decisive per tutta l''esistenza. Viviamo - e voi lo sapete - momenti difficili nei quali è spesso arduo distinguere il bene dal male, i veri maestri dai falsi maestri… non cedete mai alle lusinghe ed alle facili illusioni del mondo che poi, assai spesso, si trasformano in tragiche delusioni… E'' nei momenti difficili, nei momenti della prova che si misura la qualità delle scelte. E'' dunque in questa stagione non facile che ognuno di voi sarà chiamato al coraggio della decisione. Non esistono scorciatoie verso la felicità e la luce. Ne sono prova i tormenti di quanti, lungo l''arco della storia dell''umanità, si sono posti in faticosa ricerca del senso dell''esistenza, delle risposte ai fondamentali quesiti scritti nel cuore di ogni essere umano.  
Voi sapete che questi interrogativi altro non sono se non l''espressione della nostalgia di infinito seminata da Dio stesso dentro ognuno di noi. Allora è con senso del dovere e del sacrificio che dovete camminare lungo le strade della conversione, dell''impegno, della ricerca, del lavoro, del volontariato, del dialogo, del rispetto per tutti, senza arrendervi di fronte ai fallimenti, ben sapendo che la vostra forza è nel Signore, il quale guida con amore i vostri passi, pronto a riaccogliervi come il figliol prodigo… Il futuro dell''umanità è riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza … sarete anche costruttori di pace in un mondo che questa pace insegue come un''utopia, dimenticando spesso le sue radici profonde. Le radici della pace voi lo sapete bene stanno dentro il cuore di ciascuno… a voi giovani è affidato in modo particolare il compito di diventare comunicatori di speranza ed operatori di pace in un mondo sempre più bisognoso di testimoni credibili e di annunciatori coerenti. Sappiate parlare al cuore dei vostri coetanei assetati di verità e di felicità, in costante, anche se spesso inconsapevole ricerca di Dio… Assistiamo nel mondo al “succedersi degli imperi”, al susseguirsi cioè di tentativi di unità politica che determinati uomini hanno imposto nei confronti di altri uomini. I risultati stanno sotto gli occhi di tutti. Non è possibile costruire un''unità vera e duratura mediante la costrizione e la violenza. Un simile traguardo può essere raggiunto solo costruendo sul fondamento di un comune patrimonio di valori accolti e condivisi, quali, ad esempio, il rispetto della dignità dell''essere umano, l''accoglienza della vita, la difesa dei diritti dell''uomo, l''apertura al trascendente e alle dimensioni dello spirito.  
In tale prospettiva, rispondendo alle sfide del tempo che cambia, il raduno mondiale dei giovani vuole essere seme e proposta di una nuova unità, che trascende l''ordine politico, ma lo illumina. Esso si fonda sulla consapevolezza che solo l''Artefice del cuore umano è in grado di rispondere adeguatamente alle attese che in esso albergano…  
 
Vita  
Nelle varie lingue esistono termini diversi per esprimere ciò che l''uomo non vorrebbe assolutamente perdere ciò che costituisce la sua attesa, il suo desiderio, la sua speranza; ma nessuna parola come il termine “vita” riesce in ogni lingua a riassumere in maniera pregnante ciò a cui l''essere umano massimamente aspira. “Vita” indica la somma dei beni desiderati ed al tempo stesso ciò che li rende possibili, acquisibili, duraturi.  
La storia dell''uomo non è forse segnata dalla spasmodica e drammatica ricerca di qualcosa o qualcuno che sia in grado di liberarlo dalla morte e di assicurargli la vita?  
L''esistenza umana conosce momenti di crisi e di stanchezza, di delusione e di opacità. Si tratta di un''esperienza di insoddisfazione che ha precisi riflessi in tanta letteratura e in tanto cinema dei nostri giorni. Alla luce di un simile travaglio è più facile comprendere le particolari difficoltà degli adolescenti e dei giovani che s''avviano con cuore trepido incontro a quell''insieme di promesse affascinanti e di oscure incognite che è la vita… L''esperienza quotidiana ci dice che la vita è segnata dal peccato ed insidiata dalla morte, nonostante la sete di bontà che pulsa nel nostro cuore e il desiderio di vita che percorre le nostre membra. Per poco che siamo attenti a noi stessi ed agli scacchi a cui l''esistenza ci espone, noi scopriamo che tutto dentro di noi ci spinge oltre noi stessi, tutto ci invita a superare la tentazione della superficialità o della disperazione. E'' proprio allora che l''essere umano è chiamato a farsi discepolo di quell''Altro che infinitamente lo trascende, per entrare finalmente nella vita vera.  
Esistono profeti ingannatori e falsi maestri di vita. Ci sono innanzitutto maestri che insegnano ad uscire dal corpo, dal tempo e dallo spazio per poter entrare nella “vita vera”. Essi condannano la creazione e, in nome di uno spiritualismo ingannevole, conducono migliaia di giovani sulle strade di una impossibile liberazione, che li lascia alla fine più soli, vittime della propria illusione e del proprio male.  
Apparentemente all''opposto, i maestri “dell''attimo fuggente” invitano ad assecondare ogni istintiva propensione o brama, col risultato di far cadere l''individuo in una angoscia piena di inquietudine, accompagnata da pericolose evasioni verso fallaci paradisi artificiali, come quello della droga.  
Ci sono pure maestri che situano il senso della vita esclusivamente nella ricerca del successo, nell''accaparramento del denaro, nello sviluppo delle capacità personali, senza riguardo per le esigenze altrui né rispetto per i valori, talora neppure per quello fondamentale della vita.  
Questi ed altri tipi di falsi maestri di vita, numerosi anche nel mondo contemporaneo, propongono obiettivi che non solo non saziano, ma spesso acuiscono ed esasperano la sete che brucia nell''anima dell''uomo.  
Chi potrà, dunque, misurare e colmare le sue attese? Da soli, noi non sapremmo realizzare ciò per cui siamo stati creati. C''è in noi una promessa, per la cui attuazione ci scopriamo impotenti…  
Voi vi fate interpreti di una domanda, che spesso vi viene rivolta da tanti vostri amici: come e dove possiamo incontrare questa vita, come e dove possiamo viverla?… Dio sceglie voi, nonostante i limiti che ciascuno porta con sé, perché vi ama e crede in voi… è viva in ogni giovane una grande sete di Dio, anche se a volte si nasconde dietro un atteggiamento di indifferenza o addirittura di ostilità… Voi, cari giovani, che tanto amate l''autenticità nelle persone e che quasi istintivamente condannate ogni tipo di ipocrisia, siete disposti ad offrire una testimonianza limpida e sincera…  
 
Conoscenza  
Molte persone rifiutano Dio per ignoranza. C''è, infatti, molta ignoranza intorno alla fede cristiana, ma c''è anche un profondo desiderio di ascoltare la Parola. E la fede nasce dall''ascolto… e parlarne è un vero atto di amore verso il prossimo e non è un compito facile. Molte volte si incontra un muro di indifferenza, ed anche una certa ostilità… Non è necessario compiere gesti straordinari, ma occorre semplicemente avere un cuore ricolmo d''amore per Dio ed i fratelli, un amore che spinge a condividere i tesori inestimabili della fede, della speranza e della carità… Dio non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza…  
Penso ai profondi cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo. Davanti a numerosi popoli si aprono le porte della speranza di una vita più degna e più umana… Ecco il grande impegno dei figli di Dio: lavorare all''edificazione di una convivenza fraterna fra tutti i popoli… Non è di questo che il mondo oggi ha bisogno? S''avverte con potenza all''interno delle nazioni l''anelito verso un''unità che abbatta ogni barriera d''indifferenza e di odio; spetta in particolare a voi, giovani, il grande compito di costruire una società più giusta e solidale…  
 
Libertà  
Prerogativa dei figli di Dio è, poi, la libertà: anche questa fa parte della loro eredità. Si tocca qui un argomento a cui voi giovani siete particolarmente sensibili, poiché si tratta di un dono immenso posto dal Creatore nelle nostre mani. Ma è un dono che bisogna usare bene. Quante false forme di libertà conducono alla schiavitù… conoscete la verità, e la verità vi farà liberi… Queste parole racchiudono una fondamentale esigenza e insieme un ammonimento: l''esigenza di un rapporto onesto nei riguardi della verità, come condizione di un''autentica libertà; e l''ammonimento, altresì, perché sia evitata qualsiasi libertà apparente, ogni libertà superficiale e unilaterale, ogni libertà che non penetri tutta la verità sull''uomo e sul mondo… Importante e necessaria è la libertà esteriore, garantita da giuste leggi civili, e a ragione ci si rallegra che oggi cresca sempre più il numero dei paesi dove si rispettano i diritti fondamentali della persona umana, anche se ciò è costato non di rado un alto prezzo di sacrifici e di sangue. Ma la libertà esteriore pur preziosa da sola non può bastare. Alle sue radici deve esserci sempre la libertà interiore, propria di coloro che vivono secondo lo Spirito, e che sono guidati da una retta coscienza morale, capace di scegliere il vero bene. E’ questa, cari giovani, l''unica strada per costruire una umanità matura e degna di questo nome… Molti di voi non si contentano più di appartenere alla Chiesa in modo meramente formale, anagrafico. Cercano qualcosa di più…  
 
Età  
Essere giovani costituisce già di per sé una singolare ricchezza, propria di ogni ragazzo e di ogni ragazza. Questa ricchezza consiste, fra l''altro nel fatto che la vostra è un''età di molte importanti scoperte. Ciascuno e ciascuna di voi scopre se stesso, la propria personalità, il senso della propria esistenza, la realtà del bene e del male. Scoprite anche tutto il mondo che vi circonda, il mondo degli uomini e il mondo della natura. Ora, fra queste numerose scoperte non ne deve mancare una, che è di importanza fondamentale per ogni essere umano… Voi giovani molto spesso vi trovate al bivio, non sapendo quale strada scegliere, dove andare; ci sono tante strade sbagliate, tante proposte facili, tante ambiguità… La Verità è l''esigenza più profonda dello spirito umano… L''uomo che vuole comprendere se stesso fino in fondo, non soltanto secondo immediati, parziali, spesso superficiali e perfino apparenti criteri e misure del proprio essere deve, con la sua inquietudine e incertezza ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e morte, avvicinarsi al Suo spirito, come risposta a tutti gli interrogativi del cuore umano. Egli solo dà la forza e la gioia di vivere e ciò nonostante ogni limite o impedimento esterno… Si nota una crescente nostalgia del sacro, dei valori autentici, della preghiera nel mondo di oggi, contrassegnato da un grave relativismo e da una forte confusione di valori… Il mondo in cui viviamo è scosso da varie crisi, tra le quali una delle più pericolose è la perdita del senso della vita. Molti dei nostri contemporanei hanno perso il vero senso della vita e ne cercano surrogati nel consumismo sfrenato, nella droga, nell''alcool e nell''erotismo. Cercano la felicità, ma il risultato è una profonda tristezza, un vuoto nel cuore e non di rado la disperazione.  
In una simile situazione, molti giovani si pongono interrogativi fondamentali: come devo vivere la mia vita, per non perderla? Su quale fondamento devo costruire la mia vita perché sia una vita veramente felice? Che cosa devo fare per dare un senso alla mia vita? Come devo comportarmi in situazioni di vita spesso complesse e difficili, nella famiglia, nella scuola, nel lavoro, nella cerchia degli amici? ...Sono domande, a volte molto drammatiche, che oggi certamente molti tra voi giovani si pongono.  
Sono sicuro che tutti voi volete costruire la vostra vita su un fondamento solido, che renda capaci di resistere alle prove che non mancheranno mai, un fondamento di roccia… Sì, questo non è facile, spesso richiede molto coraggio di andare contro le correnti della moda e delle opinioni di questo mondo. Ma questo, lo ripeto, è proprio l''unico progetto di una vita veramente riuscita e felice… ci sentiremo altresì uniti a tutti coloro che cercano Dio con cuore sincero e vogliono impiegare le loro energie giovanili e costruire una nuova società più giusta e fraterna.  
Abbiamo detto che l''uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l''amore, se non s''incontra con l''amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente… E quanto più valida è questa realtà per i giovani, in una fase di speciale responsabilità e speranza, di crescita della persona, di precisazione dei grandi significati, ideali e progetti di vita, di ansia di verità come di ricerca di autentica felicità! E'' il momento in cui più si avverte il bisogno di sentirsi riconosciuti, sostenuti, ascoltati e amati. Voi sapete bene, dal profondo dei vostri cuori, quanto siano effimere le soddisfazioni offerte da un edonismo superficiale e come lascino un vuoto nell''anima; quanto sia illusorio rinchiudersi nella corazza del proprio egoismo; come l''indifferenza e lo scettiscismo contraddicano i sublimi aneliti di amore senza frontiere; come le tentazioni della violenza e delle ideologie negatrici di Dio portino solo a vicoli ciechi.  
Posto che l''uomo senza amore non può vivere né essere compreso, vi invito tutti a crescere in umanità, a porre come priorità assoluta i valori dello spirito, a trasformarvi in” uomini nuovi”… Questo significa conoscere l''amore e crescere in esso… Questo appello non esclude nessuno; al contrario non conosce frontiere, ma abbraccia tutti i giovani senza distinzioni, rinforzando e rinnovando i vincoli che li uniscono tra loro. In quest''occasione dovranno essere particolarmente vivi ed operanti i legami con i giovani che soffrono le conseguenze della disoccupazione, che vivono in povertà o in solitudine, che si sentono emarginati o che portano la pesante croce della malattia.  
 
Futuro  
Che il messaggio di amicizia arrivi anche a quanti non accettano la fede religiosa… più che mai sensibili alle impellenti minacce della fame e della guerra, alle scandalose disparità tra i pochi ricchi e i troppi poveri, agli attentati ai diritti dell''uomo nonché alle sue legittime libertà, compresa la libertà religiosa, alle manipolazioni, presenti e potenziali, della sua dignità… E'' più che mai necessario che gli enormi progressi scientifici e tecnologici della nostra epoca siano orientati, con sapienza etica, al bene di tutto l''uomo e di tutti gli uomini. La gravità, l''urgenza e la complessità dei problemi e delle sfide attuali richiedono dalle nuove generazioni capacità e competenza nei campi più diversi; tuttavia, al di là degli interessi o delle visioni parziali, occorre darne primaria al bene integrale uomo e della nuova civiltà che dovrete costruire in solidarietà generosa e aperta… La costruzione di una civiltà dell''amore richiede tempre forti e perseveranti, disposte al sacrificio e desiderose di aprire nuove strade alla convivenza sociale, superando divisioni ed opposti materialismi. E'' questa una precisa responsabilità… voi siete la giovinezza delle nazioni e delle società, la giovinezza di ogni famiglia e dell''intera umanità. Tutti guardiamo in direzione vostra, poiché noi tutti, grazie a voi, in un certo senso ridiventiamo di continuo giovani. Pertanto, la vostra giovinezza non è solo proprietà vostra, proprietà personale o di una generazione: essa appartiene al complesso di quello spazio, che ogni uomo percorre nell''itinerario della sua vita, ed è al tempo stesso un bene speciale di tutti. E un bene dell''umanità stessa.  
In voi c''è la speranza, perché voi appartenete al futuro, come il futuro appartiene a voi. La speranza, infatti, è sempre legata al futuro, è l''attesa dei “beni futuri”… In questo senso a voi, giovani, appartiene il futuro, così come un tempo esso appartenne alla generazione degli adulti e proprio insieme con essi è divenuto attualità. Di questa attualità, della sua molteplice forma e profilo sono responsabili prima di tutto gli adulti. A voi spetta la responsabilità di ciò che un giorno diventerà attualità insieme con voi, ed ora è ancora futuro.  
Quando diciamo che a voi appartiene il futuro, pensiamo in categoria di transitorietà umana, la quale è sempre un passaggio verso il futuro. Quando diciamo che da voi dipende il futuro, pensiamo in categorie etiche, secondo le esigenze della responsabilità morale, che ci ordina di attribuire all''uomo come persona e alle comunità e società che sono composte da persone il valore fondamentale degli atti, dei propositi, delle iniziative e delle intenzioni umane: siate “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”…  
La giovinezza di per se stessa (indipendentemente da qualsiasi bene materiale) è una singolare ricchezza dell''uomo, di una ragazza o di un ragazzo, e il più delle volte viene vissuta dai giovani come una specifica ricchezza. Il più delle volte, ma non sempre, non di regola, perché non mancano al mondo uomini che per diversi motivi non sperimentano la giovinezza come ricchezza.  
Ci sono tuttavia ragioni e anche di natura oggettiva per pensare alla giovinezza come ad una singolare ricchezza, che l''uomo sperimenta proprio in tale periodo della sua vita. Questo si distingue certamente dal periodo dell''infanzia (è appunto l''uscita dagli anni dell''infanzia), come si distingue anche dal periodo della piena maturità. Il periodo della giovinezza, infatti, è il tempo di una scoperta particolarmente intensa dell''“io” umano e delle proprietà e capacità ad esso unite. Davanti alla vista interiore della personalità in sviluppo di un giovane o di una giovane, gradualmente e successivamente si scopre quella specifica e, in un certo senso, unica e irripetibile potenzialità di una concreta umanità, nella quale è come inscritto l''intero progetto della vita futura. La vita si delinea come la realizzazione di quel progetto: come “autorealizzazione”…  
È questa la ricchezza di scoprire ed insieme di programmare, di scegliere, di prevedere e di assumere le prime decisioni in proprio, che avranno importanza per il futuro nella dimensione strettamente personale dell''esistenza umana. Nello stesso tempo, tali decisioni hanno non poca importanza sociale. Ci si chiede: “Che cosa devo fare, affinché la mia vita abbia pieno valore e pieno senso?”  
La giovinezza di ciascuno di voi, cari amici, è una ricchezza che si manifesta proprio in questi interrogativi. L''uomo se li pone nell''arco di tutta la vita; tuttavia, nella giovinezza essi si impongono in modo particolarmente intenso, addirittura insistente. Ed è bene che sia così. Questi interrogativi provano appunto la dinamica dello sviluppo della personalità umana, che è propria della vostra età. Queste domande ve le ponete a volte in modo impaziente, e contemporaneamente voi stessi capite che la risposta ad esse non può essere frettolosa né superficiale. Essa deve avere un peso specifico e definitivo. Si tratta qui di una risposta che riguarda tutta la vita, che racchiude in sé l''insieme dell''esistenza umana.  
In modo particolare queste domande essenziali se le pongono quei vostri coetanei, la cui vita sin dalla giovinezza è gravata dalla sofferenza: da qualche carenza fisica, da qualche deficienza, da qualche handicap o limitazione, dalla difficile situazione familiare o sociale. Se con tutto ciò la loro coscienza si sviluppa normalmente, l''interrogativo sul senso e sul valore della vita diventa per loro tanto più essenziale ed insieme particolarmente drammatico, perché sin dall''inizio è contrassegnato dal dolore dell''esistenza. E quanti di questi giovani si trovano in mezzo alla grande moltitudine dei giovani nel mondo intero! Nelle diverse nazioni e società; nelle singole famiglie! Quanti sin dalla giovinezza sono costretti a vivere in un istituto o in un ospedale, condannati ad una certa passività, che può far nascere in loro il sentimento di essere inutili all''umanità! Si può dire allora che anche tale loro giovinezza sia una ricchezza interiore? A chi dobbiamo chiedere questo? A chi essi devono porre questo interrogativo essenziale? senza il riferimento a Dio l''intero mondo dei valori creati resta come sospeso in un vuoto assoluto. Esso perde anche la sua trasparenza, la sua espressività. Il male si presenta come bene e il bene viene squalificato. Non ci indica questo l''esperienza stessa dei nostri tempi, dovunque Dio sia stato rimosso oltre l''orizzonte delle valutazioni, degli apprezzamenti, degli atti? L''interrogativo sul valore, l''interrogativo sul senso della vita erompe dal cuore stesso delle ricchezze e delle inquietudini, legate a quel progetto di vita che si deve assumere e realizzare. Ancor più, quando la giovinezza è provata dalla sofferenza personale o è profondamente cosciente della sofferenza altrui; quando sperimenta una forte scossa di fronte al male multiforme, che è nel mondo; infine, quando si pone a faccia a faccia col mistero del peccato, dell''iniquità umana. “Solo Dio è buono”; solo Dio è amore. Questa risposta può sembrare difficile, ma nello stesso tempo essa è ferma ed è vera: essa porta in sé la soluzione definitiva. Tale è il nucleo, il punto essenziale delle risposta a questi interrogativi che voi, giovani, ponete a lui mediante la ricchezza che è in voi, che è radicata nella vostra giovinezza. Questa schiude davanti a voi diverse prospettive, vi offre come còmpito il progetto di tutta la vita. Di qui l''interrogativo sui valori; di qui la domanda sul senso, sulla verità, sul bene e sul male… Non siamo noi la generazione, alla quale il mondo e il progresso temporale riempiono completamente l''orizzonte dell''esistenza? Noi pensiamo prima di tutto in categorie terrene. Se oltrepassiamo i confini del nostro pianeta, ciò facciamo allo scopo di inaugurare i voli interplanetari, per trasmettere segnali agli altri pianeti ed inviare le sonde cosmiche nella loro direzione.  
Tutto questo è diventato il contenuto della nostra civiltà moderna. La scienza insieme alla tecnica ha scoperto in modo impareggiabile le possibilità dell''uomo nei riguardi della materia, ed è riuscita, altresì, a dominare il mondo interiore del suo pensiero, delle sue capacità, delle sue tendenze, delle sue passioni… Nella sua risurrezione Cristo è divenuto anche il permanente “segno di contraddizione” di fronte a tutti i programmi incapaci di condurre l''uomo oltre la frontiera della morte. Anzi essi con questo confine chiudono ogni interrogativo dell''uomo sul valore e sul senso della vita…  
Devi da un lato “amare il mondo” e, nello stesso tempo, devi acquistare il distacco interiore nei riguardi di tutta questa ricca e appassionante realtà, qual è “il mondo”. Devi deciderti a fare la domanda sulla vita eterna. Infatti, “passa la scena di questo mondo”, e ciascuno di noi è soggetto a tale passaggio. L''uomo nasce con la prospettiva del giorno della sua morte, nella dimensione del mondo visibile; al tempo stesso, l''uomo, per cui l''interiore ragion d''essere è di superare se stesso, porta in sé anche tutto ciò con cui supera il mondo.  
E tutto ciò con cui l''uomo supera il mondo non solo giustifica l''interrogativo sulla vita eterna, ma lo rende addirittura indispensabile… Poiché, tuttavia, la giovinezza significa il progetto di tutta la vita, progetto costruito secondo il criterio del senso e del valore, anche durante la giovinezza è indispensabile la domanda sulla fine…  
 
Coscienza  
“I ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono”. Ognuno sa quanto queste parole corrispondano alla nostra realtà interiore: ciascuno di noi sin dalla giovinezza sperimenta la voce della coscienza… Bisogna, però, che la coscienza non sia deviata; bisogna che la fondamentale formulazione dei principi della morale non ceda alla deformazione ad opera di un qualsiasi relativismo o utilitarismo. Il valore di questo progetto dipende in modo essenziale dall''autenticità e dalla rettitudine della vostra coscienza. Dipende anche dalla sua sensibilità. Questa è la più importante dimensione della temporalità e della storia. La storia, infatti, viene scritta non solo dagli avvenimenti, che si svolgono in un certo qual senso “dall''esterno”, ma è scritta prima di tutto “dal di dentro”: è la storia delle coscienze umane, delle vittorie o delle sconfitte morali. Qui trova anche il suo fondamento l''essenziale grandezza dell''uomo: la sua dignità autenticamente umana. Questo è quel tesoro interiore, per il quale l''uomo supera di continuo se stesso nella direzione dell''eternità. Se è vero che “è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta”, è anche vero che il tesoro della coscienza, il deposito del bene e del male, l''uomo lo porta attraverso la frontiera della morte… E contemporaneamente la stessa coscienza, mediante i valori morali, imprime il più espressivo sigillo nella vita delle generazioni, nella storia e nella cultura degli ambienti umani, delle società, delle nazioni e dell''intera umanità. Quanto in questo campo dipende da ciascuna e da ciascuno di voi!… Auguro, anzi, che la giovinezza vi fornisca una robusta base di sani principi, che la vostra coscienza raggiunga già in questi anni della giovinezza quella trasparenza matura che nella vita permetterà a ciascuno di voi di rimanere sempre “persona di coscienza”, “persona di principi”, “persona che ispira fiducia”, cioè che è credibile. La personalità morale, così formata, costituisce insieme il più importante contributo che voi potete portare nella vita comunitaria, nella famiglia, nella società, nell''attività professionale e anche nell''attività culturale o politica… Si tratta qui insieme di una piena e profonda autenticità dell''umanità e di un''eguale autenticità dello sviluppo della personalità umana, femminile o maschile, con tutte le caratteristiche che costituiscono il tratto irripetibile di questa personalità e, al tempo stesso, provocano una molteplice risonanza nella vita della comunità e degli ambienti, iniziando già dalla famiglia. Ognuno di voi deve in qualche modo contribuire alla ricchezza di queste comunità prima di tutto, per mezzo di ciò che è. Non si schiude in questa direzione quella giovinezza, che è la ricchezza “personale” di ciascuno di voi? L''uomo legge se stesso, la propria umanità sia come il proprio mondo interiore, sia come il terreno specifico dell''essere “con gli altri”, “per gli altri”… La carità, infatti, è “il vincolo della perfezione”. Per mezzo di essa maturano più pienamente l''uomo e la fratellanza interumana. Perciò, la carità è più grande, è il primo tra tutti i comandamenti…  
Certo è che fin dai tempi più antichi il dettame della coscienza indirizza ogni soggetto umano verso una norma morale oggettiva, che trova espressione concreta nel rispetto della persona dell''altro e nel principio di non fare a lui quello che non si vuole sia fatto a sé… Il Vangelo positivamente impone col comandamento della carità di fare al prossimo tutto quel bene che vuole sia fatto a sé… E forse massimamente nel momento della prova, dell''umiliazione, della persecuzione, della sconfitta, allorché la nostra umanità viene quasi cancellata agli occhi degli uomini, oltraggiata e calpestata: allora la consapevolezza che il Padre ci ha da sempre amati nel suo Figlio, che il Cristo ama ognuno e sempre, diventa un fermo punto di sostegno per tutta la nostra esistenza umana. Quando tutto si pronuncia in favore del dubbio su se stessi e sul senso della propria vita, allora questo sguardo di Cristo, cioè la consapevolezza dell''amore che in lui si è dimostrato più potente di ogni male e di ogni distruzione, questa consapevolezza ci permette di sopravvivere…  
 
Altre religioni  
“Che cosa mi manca ancora?”. Questa domanda indica che nella coscienza morale dell''uomo, e proprio dell''uomo giovane, che forma il progetto di tutta la sua vita, è nascosta l''aspirazione a un “qualcosa di più”. Questa aspirazione si fa sentire in diversi modi, e noi possiamo notarla anche tra gli uomini che sembrano esser lontani dalla nostra religione.  
Tra i seguaci delle religioni non cristiane, soprattutto del Buddhismo, dell''Induismo e dell''Islamismo, troviamo già da millenni schiere di uomini “spirituali”, i quali spesso fin dalla giovinezza lasciano tutto per mettersi in stato di povertà e di purezza alla ricerca dell''Assoluto che sta oltre l''apparenza delle cose sensibili, si sforzano di acquistare lo stato di liberazione perfetta, si rifugiano in Dio con amore e confidenza, cercano di sottomettersi con tutta l''anima ai decreti nascosti di lui. Essi sono come spinti da una misteriosa voce interiore che risuona nel loro spirito, quasi echeggiando la parola di san Paolo: “Passa la scena di questo mondo”, e li guida alla ricerca di cose più grandi e durature: “Cercate le cose di lassù”. Essi tendono con tutte le forze verso la mèta lavorando con serio tirocinio alla purificazione del loro spirito, giungendo talvolta a fare della propria vita una donazione d''amore alla divinità. Così facendo, si levano come un esempio vivente per i loro contemporanei, ai quali additano con la loro stessa condotta il primato dei valori eterni su quelli fuggevoli e talora ambigui offerti dalla società, in cui vivono…  
 
Uomini, donne, bambini  
Dio ha creato l''essere umano uomo e donna, introducendo con ciò nella storia dell''umanità quella particolare “duplicità” con una completa parità, se si tratta della dignità umana, e con una meravigliosa complementarità, se si tratta della divisione degli attributi, delle proprietà e dei compiti, uniti alla mascolinità ed alla femminilità dell''essere umano. Pertanto, questo è un tema di per sé inscritto nello stesso “io” personale di ciascuno e di ciascuna di voi. La giovinezza è quel periodo, in cui questo grande tema attraversa in modo sperimentale e creativo l''anima e il corpo di ogni ragazza e di ogni ragazzo, e si manifesta all''interno della coscienza giovanile insieme con la scoperta fondamentale del proprio “io” in tutta la sua molteplice potenzialità. Allora anche, sull''orizzonte di un giovane cuore, si delinea un''esperienza nuova: questa è l''esperienza dell''amore, che sin dall''inizio richiede di essere inscritta in quel progetto di vita, che la giovinezza crea e forma spontaneamente. Tutto questo possiede ogni volta la sua irripetibile espressione soggettiva, la sua ricchezza affettiva, la sua bellezza addirittura metafisica. Al tempo stesso, in tutto questo è contenuta una possente esortazione a non falsare questa espressione, a non distruggere tale ricchezza e a non deturpare tale bellezza. Imboccare la via della vocazione matrimoniale significa imparare l''amore sponsale giorno per giorno, anno per anno: l''amore secondo l''anima e il corpo, l''amore che “è paziente, è benigno, che non cerca il suo ... e non tiene conto del male”; l''amore, che sa “compiacersi della verità”, l''amore che “tutto sopporta”. Proprio di questo amore voi, giovani, avete bisogno, se il vostro futuro matrimonio deve “superare” la prova di tutta la vita. Oggi i principi della morale cristiana matrimoniale in molti ambienti vengono presentati secondo un ''immagine distorta. Si cerca di imporre ad ambienti, e perfino a intere società un modello che si autoproclama “progressista” e “moderno”. Non si nota all''occasione che in questo modello l''uomo e, forse, soprattutto la donna da soggetto è trasformata in oggetto (oggetto di una specifica manipolazione), e tutto il grande contenuto dell''amore viene ridotto a “godimento”, il quale, anche se fosse da ambedue le parti, non cesserebbe di essere egoistico nella sua essenza. Infine il bambino, che è il frutto e la nuova incarnazione dell''amore dei due, diventa sempre più “un''aggiunta fastidiosa”. La civiltà materialistica e consumistica penetra in tutto questo meraviglioso insieme dell''amore coniugale e paterno e materno, e lo spoglia di quel contenuto profondamente umano, che sin dall''inizio fu pervaso anche da un contrassegno e riflesso divino. Non permettete che vi sia tolta questa ricchezza! Non inscrivete nel progetto della vostra vita un contenuto deformato, impoverito e falsato: l''amore “si compiace della verità”. Cercatela questa verità là dove essa si trova realmente! Se c''è bisogno, siate decisi ad andare contro la corrente delle opinioni che circolano e degli slogans propagandati! Non abbiate paura dell''amore, che pone precise esigenze all''uomo, che sono capaci di rendere il vostro amore un vero amore, bello, umanamente e cristianamente grande, maturo e responsabile…  
 
Patria  
Se la famiglia è la prima educatrice di ognuno di voi, al tempo stesso mediante la famiglia educatrice è la tribù, il popolo o la nazione, con cui siamo legati per l''unità della cultura, della lingua e della storia e ciascuno e ciascuna di voi viene dotato spiritualmente nella sua individuale umanità… Noi dobbiamo fare tutto ciò di cui siamo capaci, per assumere questo retaggio spirituale, per confermarlo mantenerlo e incrementarlo. Questo è un còmpito importante per tutte le società, specialmente forse per quelle che si trovano all''inizio della loro esistenza autonoma, oppure per quelle che devono difendere dal pericolo di distruzione dall''esterno o di decomposizione dall''interno questa stessa esistenza e l''essenziale identità della propria nazione. Il concetto di “patria” si sviluppa in immediata contiguità col concetto di “famiglia” e, in un certo senso, l''uno nell''àmbito dell''altro. E voi gradualmente, sperimentando questo legame sociale, che è più ampio del legame familiare, iniziate anche a partecipare alla responsabilità per il bene comune di quella più grande famiglia, che è la “patria” terrena di ciascuno e di ciascuna di voi. Le eminenti figure della storia, antica o contemporanea, di una nazione guidano anche la vostra giovinezza, e favoriscono lo sviluppo di quell''amore sociale, che più spesso viene chiamato “amor patrio”…  
 
Occupazione  
Gradualmente, voi riconoscete quel “talento” o quei “talenti”, che sono propri di ciascuno e di ciascuna di voi, e cominciate a servirvene in modo creativo, cominciate a moltiplicarli. E ciò avviene per mezzo del lavoro.  
Quale scala enorme di possibili direzioni, capacità, interessi esiste in questo campo! Essa dimostra anche la molteplice ricchezza delle scoperte che la giovinezza porta con sé. Auguro a ciascuna e a ciascuno di scoprire se stesso lungo questi itinerari. Auguro di entrarvi con interesse, con diligenza, con entusiasmo. Al tempo stesso, tuttavia, il lavoro in modo specifico forma l''uomo e, in un certo senso, lo crea. Dunque, si tratta sempre di una fatica creativa.  
Ciò si riferisce non solo al lavoro di ricerca o, in genere, al lavoro intellettuale conoscitivo, ma anche agli ordinari lavori fisici, i quali apparentemente non hanno in sé niente di “creativo”.  
Il lavoro, che è caratteristico del periodo della giovinezza, costituisce, prima di tutto, una preparazione al lavoro dell''età matura, ed è perciò legato alla scuola. Penso, dunque, mentre scrivo queste parole a voi, giovani, a tutte le scuole esistenti in tutto quanto il mondo, alle quali la vostra giovane esistenza è collegata per vari anni, successivamente a diversi livelli, a seconda del grado dello sviluppo mentale e l''indirizzo delle inclinazioni: dalle scuole elementari fino alle università. Penso anche a tutte le persone adulte, miei fratelli e sorelle, che sono i vostri insegnanti, educatori, guide delle giovani menti e dei giovani caratteri. Quanto è grande il loro còmpito! Quale particolare responsabilità è la loro! Ma quanto grande è anche il loro merito! Penso, infine, a quei settori della gioventù, dei vostri coetanei e coetanee, i quali specialmente in alcune società e in alcuni ambienti sono privi della possibilità dell''istruzione, spesso perfino dell''istruzione elementare. Questo fatto costituisce una sfida permanente per tutte le istituzioni responsabili su scala nazionale ed internazionale, affinché un tale stato di cose venga sottoposto ai necessari miglioramenti. L''istruzione, infatti, è uno dei beni fondamentali della civiltà umana. Essa ha un''importanza particolare per i giovani. Da essa dipende anche in larga misura il futuro dell''intera società.  
Quando però poniamo il problema dell''istruzione, dello studio, della scienza e delle scuole, emerge un problema di importanza fondamentale per l''uomo e, in modo speciale, per il giovane. Questo è il problema della verità. La verità è la luce dell''intelletto umano. Se, fin dalla giovinezza, esso cerca di conoscere la realtà nelle sue diverse dimensioni, ciò fa allo scopo di possedere la verità: per vivere di verità. Tale è la struttura dello spirito umano. La fame di verità costituisce la sua fondamentale aspirazione ed espressione. La conoscenza che libera l''uomo non dipende solamente dall''istruzione, anche se universitaria può appartenere anche ad un analfabeta; pur tuttavia l''istruzione, quale conoscenza sistematica della realtà, dovrebbe servire tale dignità e grandezza. Essa dovrebbe, dunque, servire la verità. Il servizio alla verità si compie anche nel lavoro, che sarete chiamati a svolgere dopo aver completato il programma della vostra istruzione. A scuola dovete acquistare le capacità intellettuali, tecniche e pratiche, che vi permetteranno di prendere utilmente il vostro posto presso il grande banco del lavoro umano. Ma se è vero che la scuola deve preparare al lavoro, anche a quello manuale, è pure vero che il lavoro in se stesso è una scuola di grandi ed importanti valori: esso possiede una sua eloquenza, che apporta un valido contributo alla cultura dell''uomo.  
Nel rapporto, però, tra istruzione e lavoro, che caratterizza l''odierna società, emergono gravissimi problemi di ordine pratico. Mi riferisco, in particolare, al problema della disoccupazione e, più in generale, della mancanza di posti di lavoro, che travaglia in forme diverse le giovani generazioni di tutto il mondo. Esso voi lo sapete bene porta con sé altri interrogativi, che fin dagli anni della scuola proiettano un''ombra di insicurezza circa il vostro futuro. Voi vi domandate: Ha bisogno di me la società? Potrò anch''io trovare un lavoro adeguato, che mi consenta di rendermi indipendente? di formare una mia famiglia in dignitose condizioni di vita e, prima fra tutte, in una casa propria? Insomma, è proprio vero che la società aspetta il mio contributo? La gravità di questi interrogativi mi sollecita a ricordare anche in questa occasione ai governanti ed a tutti coloro che hanno responsabilità per l''economia e lo sviluppo delle nazioni che il lavoro è un diritto dell''uomo e, perciò, va garantito, rivolgendo ad esso le cure più assidue e mettendo al centro della politica economica la preoccupazione di creare occasioni adeguate di lavoro per tutti e, soprattutto, per i giovani, che tanto spesso oggi soffrono per la piaga della disoccupazione. Siamo tutti convinti che “il lavoro è un bene dell''uomo è un bene della sua umanità, perché mediante il lavoro l''uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma anche realizza se stesso come uomo ed anzi, in un certo senso, diventa più uomo”… Se, infatti, non c''è dubbio che la famiglia educa, che la scuola istruisce ed educa, al tempo stesso sia l''azione della famiglia, come quella della scuola, rimarrà incompleta (e potrà addirittura essere vanificata), se ciascuno e ciascuna di voi, giovani, non intraprenderà da sé l''opera della propria educazione. L''educazione familiare e scolastica potrà fornirvi solo alcuni elementi per l''opera dell''autoeducazione…  
Essere veramente liberi non significa affatto fare tutto ciò che mi piace, o ciò che ho voglia di fare. La libertà contiene in sé il criterio della verità, la disciplina della verità. Essere veramente liberi significa usare la propria libertà per ciò che è un vero bene. Significa essere un uomo di retta coscienza, essere responsabile, essere un uomo “per gli altri”… Tutto questo costituisce il nucleo interiore stesso di ciò che chiamiamo educazione e, innanzitutto, di ciò che chia

Commenti (1)  Link Permanente 

Pagine: 1 2  


Come funziona il blog?
Scheda

Nickname
cL@
Nome
Claudia (chiamatemi così e non per nick)
Sesso
F
Anni
37
Città
a 2 km dal Fuori Orario (..)
Livello
Utente
Data Iscrizione
27/5/2002
Ultima visita
21/5/2013
Visite ricevute
17092
La mia Homepage

Le mie rubriche
cercautenti
Clicca qui per cercare altri bloggers in base al nome, al sesso, all'età, alla zona o agli interessi, oppure per effettuare ricerche di testo nei blog!





Circolo Arci Fuori Orario - Via Don Minzoni 96/b - Taneto di Gattatico (RE) - Tel. 0522.671970 - Fax 0522.472398
Copyright© Fuori Orario 2001-2013 - Powered by ARCIBLOG - concept & web design studiosalsicomunicazione - Privacy