Buona notte
Sono le 23:30 e in turno tutto tranquillo! Siamo stanchi morti, abbiamo appena finito di preparare tutto il materiale per la formazione di domenica pomeriggio!! Spettacolo:
Questo è quello che abbiamo combinato lo scorso anno:
Arrivano i VVFF
Interviene la nostra postazione:
Arriva la medicalizzata
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KED
Il nostro cucciolo KED:
Io e lui: ..... ma non mi lasci mai dormire !!!!!
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Essere VOLONTARIO.......fare VOLONTARIATO: parole difficili da spiegare alle persone che domandano "Chi te lo fa fare?" oppure "Perché lo fai?"......facile rispondere "per aiutare gli altri"!
Di giorno, in ufficio la sera e la notte infilo la mia tuta rossa a strisce luminescenti.
Molti colleghi, parenti, amici mi guardano allibiti quando gli racconto che, dopo 8 ore di lavoro, presto servizio in ambulanza per altre
A tutti rispondo:
Il tempo è questione di organizzazione, la voglia di motivazione.
Parte del mio tempo libero mi piace organizzarlo cercando ciò che più mi da soddisfazione, mi interessa, mi diverte e mi rilassa.
Tre notti e due pomeriggi alla settimana, scendendo in PA provo molta soddisfazione ad aiutare chi è in difficoltà; provo molto interesse nell’approfondire la conoscenza e perché no, mi diverto stando con persone stupende e, paradossalmente, mi rilasso “staccando” completamente rispetto ai casini che il giorno dopo ritrovo in ufficio.
Quanto alla voglia…penso che il solo dubbio di averla sia un ottimo punto di partenza. Una volta vinta l’inerzia iniziale sono le motivazioni che generano il desiderio di continuare. Ognuno trova le sue, giorno dopo giorno. All’inizio per me c’è stata la curiosità, poi è subentrata la voglia di imparare, ora si è aggiunto il desidero di confrontarmi. Il calore delle persone è la costante.
Ho scelto l’ambulanza perché mi piaceva…mi piaceva proprio l’ambulanza intesa come vettura, fin da piccolo sbirciavo tra i vetri per vedere chi ci stava dentro: la sirena, sfrecciare nel traffico, le macchine che si aprono e ti fanno strada, l’emergenza, i lampeggianti, l’essere autorizzato a stare dove gli altri non possono stare e tutte quelle cose che danno l’impressione di farti sentire importante e responsabile.
Ora che sono li dentro …. credo di aver trovato una soddisfazione più appagante di quella che cercavo e che continua a scoprirsi man mano che vado avanti.
La passione? Non è ancora nulla di ben definito, ma credo derivi dalle molteplici esperienze che ho fatto, vissuto e a volte sofferto: mi piace chiamarli COLORI.
Credo che un uomo abbia bisogno di molti colori per vedere le cose come stanno veramente, credo che sia sbagliato circondarsi solo della tonalità che più ci piace, escludendo a priori il viola della disgrazia o il nero della morte invece di scoprire con quale naturalezza essi vivano congiuntamente al verde speranza, al blu della serenità e al giallo della rabbia…forse è il segreto della vita, forse è una cagata, di sicuro mi fa meno paura il rosso del sangue.
Una delle frasi che ci sentiamo ripetere più spesso quando siamo seduti in ambulanza e stiamo accompagnando qualche anziana signora in pronto soccorso è “certo che voi siete proprio bravi”
Bravi perché? Perché facciamo con entusiasmo qualcosa che ci piace da morire?
Questo è un concetto difficile da spiegare a qualcuno che vede la perdita delle ore di sonno come un sacrificio e non come qualcosa di assolutamente indispensabile e irrinunciabile.
Piacere nel passare una notte a giocare a carte, mentre si aspetta di intervenire, piacere nello strappare anche un solo sorriso a un paziente spaventato, piacere nel convincere qualcuno a farsi aiutare anche se non ne ha voglia, piacere nel mangiare la pizza fredda, ma capire che ne è valsa la pena, piacere nel ritrovare, costantemente, persone con cui condividi emozioni e sentimenti che mai con nessuno altro potrai condividere, piacere nel vedere quanto siamo fortunati potendo scegliere di fare questa attività…e vedere quanto siamo fortunati rispetto ad altre persone
E’ ovvio che esistono anche momenti pesanti, difficili e drammatici, ma la sola possibilità di veder nascere un bambino o ricevere una lettera dai parenti colpiti dalla nostra professionalità e dal nostro affetto … basta a farci dimenticare le ore di attesa negli ospedali, le frustrazioni che a volte si provano nel non poter far nulla, i disagi e le amarezze che inevitabilmente costellano le nostre vite di volontari.
Sono grato alla mia PA perché posso vivere e rivivere tutto questo, ogni settimana dell’anno…
Vostro AMBU
Commenti (1) Link PermanenteBalene
Ciao piccolo cosa stai facendo?
...sto disegnando una balena...sai le balene sono tutte azzurre, non hanno i capelli e hanno il naso sulla testa...per questo sono pelate!!!
Ma dai non lo sapevamo! Che bella che è!
Voi sapete a cosa serve il naso ad una balena?
No piccolo
Con il naso sputano l''acqua e se hanno i capelli si bagnano!!!
HEHEHE
E questa balena blu la regalo a voi...ma ..... in cambio voi dovete aiutare la mia nonna a guarire!!"
...abbiamo appeso il disegno nella sede...
e la nonna stà bene!
Grazie
Ho notato due ragazzi che reggevano una signora, che non parlava, bianca, con gli occhi chiusi. Stava su come un pupazzo sbilanciato, sorretta da due paia di braccia, che lottavano contro il richiamo della forza di gravità.
Ho pensato immediatamente .... Chiamo l'ambulanza, e cosi ho fatto! è sempre la prima cosa giusta da fare!.
E' arrivata un'altra ragazza, che ha iniziato a dire alla signora "Nonna nonna nonna nonna nonna ci sei mi rispondi nonna".
In quel momento la voce del 118 mi ha chiesto dove mi trovavo, e poi le solite importantissime cose .....la signora è cosciente?
"Sì"
L'ambulanza è arrivata poco dopo.
Ho sentito uno dei volontari scendere dall'ambulanza e sono stato investito dal tepore del suo "Come andiamo"? rivolto ovviamente alla signora.
Ho visto il sorriso del ragazzo del pronto soccorso, nonostante fosse di spalle.
Racconto di una persona comune!
...... e questo racconto mi ha regalato una gioia immensa! Perchè? ..... sono un semplice volontario come tanti altri
Donare la vita
Oggi è una bellissima giornata!
Per me, la mia famiglia e quella di mio zio!
Ebbene si dopo un anno è riuscito a sconfiggere la sua malattia!
Quando gli fu diagnosticata una grave forma di leucemia l'unica cura valida era il trapianto. Se oggi è vivo, e continua la sua attività di muratore, lo deve anche alla generosità di un cittadino italiano anonimo che gli ha donato il suo midollo. Dopo un lungo percorso di cura, durato oltre un anno, e un intero mese trascorso in camera sterile, i globuli bianchi nel suo sangue, che erano esplosi sino a trenta volte i valori normali per poi precipitare vicini a zero, sono tornati regolari.
Ora stà bene, ma anche il suo donatore è vivo e gode buona salute.
Ancora poche persone sanno che si può compiere questo gesto straordinario, donare il midollo per salvare un altro uomo, senza subire alcuna menomazione. Il midollo donato, infatti, si ricrea spontaneamente. L'intervento di prelievo, è vero, richiede per chi dona due giorni di ricovero in ospedale e una breve convalescenza. Ma l'esito di questo sacrificio è di solito straordinario: ridare la vita a chi si vedeva perduto, perché colpito da uno dei più terribili tumori esistenti.
Durante il suo lungo percorso della malattia ha visto che il numero ancora scarso di donatori disponibili non consente di eseguire il trapianto tutte le volte che sarebbe necessario, con conseguenze drammatiche per persone anche molto giovani.
Ho scritto tutto ciò per far conoscere questo problema e per invogliarvi a donare!!!
Donate donate .....
Donare è portare un segno di speranza a quanti sono travolti nel buio baratro della malattia
Grazie Commenti (0) Link Permanente
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