Diario Personale di AMBU


14:08:43 del 21/2/2005 (Varie, Diario Personale)
Nevica
Questa mattina prima di andare in ufficio, mi son fatto la solita corsetta mattutina! 
Io e il mio cane! 
Tuta e scarpe da ginnastica e via di corsa verso i campi dietro casa! 
Ma è stato molto ma molto più bello! 
Anni luce dalla solita banalità, dalla solita nebbia o dal solito freddo pungente! 
Correre in mezzo ai fiocchi di neve, cha asciutti si attaccavano ai vestiti 
Mi hanno fatto tornare per un attimo bambino! 
Vi ricordate la nevicata dell’85? Oltre 50 cm in pianura e oltre il metro anche nelle Prealpi, non parliamo poi nei monti più alti. .  
Neve, neve che ha avvolto, uniformato e unito un’area amplissima e omogenea, che nel caldo è verdissima e nel freddo bianchissima. 
Mi sembra già un ricordo il nostro classico inverno, dove le foglie diventano marroni, ambra, gialle.  
 
Neve, quasi un miracolo, che non meraviglia i meno giovani, ma che affascina e suscita mille sensazioni tra i giovanissimi. 
 
Che bello vedere i bambini giocare, divertirsi con la neve mentre aspettano l’autobus! 
Che bello vedere il mio cane giocare con i fiocchi di neve, mentre cerca di azzannarli, che a fatica corre contento nei campi. 
Che bello fermarsi a tirar fiato, guardando il cielo e la neve che cade! 
 
In effetti ha quasi un effetto magico ……. Ti riporta bambino 
 
Questa neve ci voleva proprio, mi ha risvegliato di buon umore! 
 
Quasi, anzi sicuramente, un richiamo di Madre Natura al nostro clima per ricordarci che anche da noi nevica! E ………….. 
 
Come dicevano i nostri vecchi sotto la neve pane sopra la neve fame.  
 
Tradotto significa che se nevica le coltivazioni si preservano dai danni dei rigori invernali e producono messi abbondanti, al contrario si rischia di non avere cibo a sufficienza. Neve che elimina tanti organismi dannosi, non graditi.  

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09:46:10 del 21/2/2005 (Emozioni, Diario Personale)
Sorriso
Un sorriso, nato da un piacere di donare, 
mostrare ciò che noi siamo. Un sorriso nato semplicemente per donarti un pò di gioia e 
la felicità

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18:00:02 del 19/2/2005 (Emozioni, Diario Personale)
25 aprile il giorno più bello!
Le notizie dicevano che in italia mancava ogni cosa, quindi decisi di acquistare caffè, pelli di cuoio per le scarpe, da mettere nello zaino, in attesa dell'agognato rimpatrio. Ma la guerra sembrava non finire mai, ascoltavamo ogni giorno le notizie con il cuore in gola! 
Arrivò il 25 APRILE e apprendemmo la notizia che l'ITALIA erà stata liberata dagli invasori. Fù una gioia indescrivibile la guerra era finita ma il solito interrogativo si riproponeva sempre più forte! Che cosa sarà accaduto alle nostre famiglie? 
Tiravo avanti nell'incertezza e nella speranza di un rimpatrio che tardava a venire! 
Due anni che non avevo informazioni sulla mia famiglia! Due anni! 
 
Il 25 Aprile per me iniziò una seconda vita, ricominciai da zero a costruirmi un futuro, non ero giovanissimo ma feci in tempo a metter sù famiglia stupenda, che non mi stancherò mai di amare. 
 
Non ho rimpianti. La mia prima vita l'ho laciata la, con gli anni migliori della gioventù! 
 
Era destino

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17:02:49 del 19/2/2005 (Emozioni, Diario Personale)
Facile
Forse si un bel giorno racconterò tutto questo anche a voi, per non dimenticare, non bisogna dimenticare! 
 
Quello che si prova a sparare per la prima volta ad un'uomo, aad un'essere uguale a te diverso solo per la razza, per il colore della pelle, per la lingua diverso per la cultura! ma sempre uomo! 
Cosa si prova a vedere con i tuoi occhi, vedere i suoi occhi! quando uccidi! Sembra facile, ma non lo è proprio per niente! 
Poi cerchi consolazione nell'idea ... o lui o io .... meglio lui! 
 
Quello che provi per il dolore di scheggie roventi di acciaio che si piantano nella tua gamba, nella carne viva e che porterai nella tomba! 
E la vita che ti passa tutto ad un tratto davanti, speranze sogni!  
 
Un giorno toccherà anche a voi scoprire veramente cosa significa! Facile leggere un libro di storia, facile vedere una foto bianco e nera, facile guardare un documentario in TV! 
 
Troppo facile e semplice! 
 
Ma le emozioni dove stanno?  
La paura, l'orrore, la gioia di avercela fatta! 
 
Solamente il racconto di chi l'ha vissuta veramente ti può trasferire tutto ciò! 
 
Forse è questa la mancanza peggiore quella che non ti permette di ricordare, ma di dimenticare facilmente! 
 
Facile ...

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16:22:42 del 19/2/2005 (Emozioni, Diario Personale)
La scatola del nonno
Oggi, 19 febbraio 2005, il programma prevedeva un salto da amici a Bologna! Ma per diversi problemi di organizzazione la cosa è saltata! 
Forse era destino, forse da lassù ci hai messo lo zampino tu! 
Fatto sta che su suggerimento della mamma, pa più che suggerimento è stato un'ordine imperativo ""METTI A POSTO LA TUA CAMERA"  
Sottolineo il fatto che non è sporca, a parte qualche pelo di cane .... Ma c'è roba ovunque!  
Nel riporre sugli scaffali i libri, nell'infilare carta e cartaccia nei cassetti, nel sistemare i cd al loro posto cosa scopro? 
una scatola! 
una di quelle in cartone tutta colorata e dipinta a mano .... poi un flash .... ecco ti qui! cercata per mesi ma mai trovata!  
 
In questa scatola il segreto di una felicità, ma anche il dolore di una vita! 
 
Ebbene si ..... la tua vita caro nonno! 
 
Tutto mi sono scritto e conservato! 
 
Mi ricordo ancora come se fosse ieri! le notti passate accanto al tuo letto, in ospedale! E tu che non dormivi mai! io cercavo di leggere un libro, ma niente da fare! continuavi a parlare! ecco da chi ho preso! 
Cosi hai iniziato a raccontare della tua vita, della tua infanzia, che a soli 5 anni era nel bel mezzo del primo conflitto mondiale! 
 
Ma come poteva divertirsi e crescere un bambino in quel momento! 
 
Facile il gioco preferito era giocare a nascondino al sibilo delle bombe! dentro tutti! eri bambino, ti hanno insegnato questo gioco e tu giocavi come se nulla fosse!  
 
Poi la gioventù! Bella anche questa! Arrivi ai tui primi 18 anni, mangiando solo pane e quelle poche cose che si coltivavano nell'orto o che rubavi nei campi! 
 
Poi speri che la vita giri meglio! Invece ti tocca partire, per una guerra che neanche senti tua, la russia! Riesci a superare anche questa perdendo non so quanti amici e compagni sotto il fuoco nemico e il freddo gelido!  
Pensi che sia finita! No ti aspetta l'italia ma almeno ti consola il fatto che è per una buona ragione! Quella della libertà, della democrazia, del tuo e mio futuro! 
 
Le ho rilette tutte! 
 
Che forza e che coraggio! 
 
E pensare che questo è il nostro segreto, a nessuno mai a nessuno hai raccontato quello che hai passato quello che hai provato! Nemmeno ai tuoi famigliari nemmeno a tuo figlio! 
 
Forse, per correttezza un giorno lo farò io, magari proprio oggi! il fatto di trovare questa scatola ben nascosta dopo 5 anni .... sarà un segno .... è giunto il momento! 
 
Credo di si

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14:37:30 del 19/2/2005 (Politica, Diario Personale)
Che governo della serie : Abbiamo mantenuto gli impegni presi
Il Governo non rispetta l'accordo che aveva raggiunto per la modifica della legge Urbani: non intende più eliminare il reato penale per chi condivide musica e film, ma solo ridurre le pene. 
 
Ormai la vicenda dell'iter di modifica della Legge Urbani, che criminalizza chi pratica il P2P per condividere file musicali e di film, sta assumendo dei caratteri grotteschi, con un nuovo voltafaccia da parte del Governo.  
 
Il Ministro Urbani e il Ministro Stanca si erano assunti l'impegno davanti al Parlamento di modificare la legge, così come avevano fatto importanti esponenti della maggioranza come i deputati Gabriella Carlucci e Nando Adornato, presidente della Commissione Cultura della Camera; anche una commissione interministeriale su copyright e Internet aveva lavorato in questo senso.  
 
Era stato raggiunto anche un accordo per approvare le modifiche all'interno della commissione parlamentare senza andare in aula plenaria; ora il Governo ritorna indietro sulla decisione di depenalizzare il P2P e si limita a una riduzione delle pene. Si tratta dell'ennesimo vergognoso voltafaccia che fa indignare anche quanti, come il senatore Fiorello Cortiana, avevano cercato il dialogo con il Governo e il raggiungimento di un compromesso.  
 
Lo stesso Cortiana, che aveva sempre tenuto toni rispettosi, ha affermato: "Il Ministro Urbani è un ministro commissariato incapace di dare seguito agli impegni presi al Senato, non al bar sotto casa".  
 
A questo punto l'unica strada aperta sembra quella di un forte rilanciio dell'opposizione alla legge anti-P2P nella Rete e fuori.

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13:30:56 del 19/2/2005 (Emozioni, Diario Personale)
Libreria
Questa mattina, mi son deciso!!! 
Oggi faccio un salto in libreria a casalmaggiore.... 
 
Normalmente compro i libri attraverso il web .... ma questa mattina mi mancava qualcosa! ....  
Il tatto, prendere in mano il libro, guardarlo e leggere con attenzione la biografia dell'autore, la prefazione, sentire il profumo della carta e l'odore dell'inchiostro!  
Mi mancava questa sensazione da un sacco di tempo!  
 
Sono entrato ed è come se il tempo si fosse fermato!  
 
Circa un'ora e mezza è passata dal glin glon della porta al ding del registratore di cassa!  
 
Bello .... stupendo ... tu il libro e il silenzio che si è creato intorno a te....  
 
Gli acquisti?  
 
a)angeli e demoni di Brown Dan ... Marchiati a fuoco, prima di essere barbaramente uccisi ed esposti come monito per le strade di Roma. Questa è la sorte che toccava agli Illuminati, l'antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla Chiesa cattolica. Un rituale crudele, ben conosciuto da Robert Langdon, lo studioso di iconologia del "Codice da Vinci". Ma quando la storia si ripresenta, il fascino si trasforma in raccapriccio. Svegliato in piena notte e trasportato dagli Stati Uniti in Svizzera, Langdon è costretto a esaminare, nei laboratori del CERN di Ginevra, un cadavere orrendamente mutilato. Sul petto della vittima, impresso a fuoco, il terribile segno degli Illuminati: lo scienziato ucciso ha difeso fino all'ultimo il segreto di un'arma sperimentale rubata dagli assassini.  
 
b)Honeymoon di Patterson James; Roughan Howard .....  
Si chiama Nora, è bella, ma soprattutto seducente. Abile manipolatrice di uomini, spietata e avida. Sposa ricchi facoltosi per poi tessere intorno a loro una tela da cui è impossibile fuggire. Si fa nominare erede testamentaria di favolose fortune e poi, inspiegabilmente, l''"amato consorte" passa a miglior vita. Ma non le basta mai. Il suo è un gioco che non permette soste, qualcosa nel suo animo inquieto la spinge a continuare la caccia, a tendere sempre nuove trappole. Nora potrebbe essere la perfetta dark lady di un classico noir degli anni Quaranta, invece è una donna vera nel mondo reale...  
 
c)L''ultimo a uscire ... storia di un comandante (pompiere) del FDNY che ha vissuto la tragedia del World Trade Center  
 
d)Contro l''americanismo ... Il potere militare economico e tecnologico e la sua propaganda liberatrice  
 
e)Le lacrime dell''impero - l''apparato militare industriale, i servizi segreti le bugie e la fine del sogno americano  
 
e per finire una chicca della nostra storia!  
 
f) Quegli anni del novecento ... L''inferno di Cefalonia! il sacrificio della Compagnia Divisioni Fanteria Acqui - la storia di chi si è salvato -

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12:45:54 del 19/2/2005 (Diario Personale)

...... LA PACE E' UN BENE UNICO E INESTIMABILE, COME UNICA E INESTIMABILE E' L'ESISTENZA DI OGNI ESSERE UMANO .....

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16:26:26 del 18/2/2005 (Attualità, Diario Personale)
18 febbraio 1943 - Totale Krieg
Guerra totale e società totalitaria 
 
Da più di un autore la Grande guerra è stata rappresentata come intensa e violenta esperienza di modernità industriale. Ciò coglie senza dubbio nel segno, anche se sarebbe bene mai dimenticare che in essa questa componente moderna si sposa con una tendenza di segno opposto. E la guerra delle macchine, ma anche, secondo l'espressione di Barbusse, la "guerra dei trogloditi". In modo pregnante è stato affermato che questa guerra fu "uno straordinario condensato di modernità" destinato per altro a innescare "un'autentica esplosione di antimodernità", "quell'intreccio di nichilismo e di misticismo, di risolutezza e di sradicamento, di credulità e di cinismo" che sarà il denominatore comune dei movimenti totalitari del XX secolo (così Ernesto Galli della Loggia in Fussell, 1984: XVII). 
 
La storia dei grandi conflitti del secolo contiene un insegnamento incontrovertibile: nell'esperienza vissuta di milioni di combattenti come nell'immaginario collettivo la guerra è un'esperienza piena di ambiguità. Alle trasfigurazioni idealistiche che ne avevano segnato il profilo nell'età dei nazionalismi classici, di tipo risorgimentale, si aggiungono ora inedite intensificazioni e laceranti delusioni. Fra gli apologeti ottocenteschi della guerra, maturati nella cultura romantica, per poi salire fino alla generazione di Ruskin e di Dostoevskij, la guerra era oggetto di esaltazione perché civilizzatrice, portatrice di progresso e perfezionamento morale. Ora con una nuova generazione di scrittori, dal René Quinton autore delle Maximes sur la guerre all''Ernst Jünger di Der Arbeiter, essa viene piuttosto esaltata perché, distruggendo la Zivilisation, restituisce l''uomo alla brutale normatività della natura. La guerra è anzi natura, l''ultima natura che l''uomo civilizzato può attingere, anche se natura rigenerata e potenziata dalla tecnica. Ed è al tempo stesso forma simbolica. "È assieme il sacramento e l''estasi, il simbolo e il segreto" (Caillois, 1990: 62-65). È lutto della potenza e festa della distruzione. Disciplina totalizzante e liberazione degli istinti. 
 
La guerra tecnologica è esperienza insieme di pienezza e di perdita. È sentimento di onnipotenza e di caduta del limite. Ed è esperienza di espropriazione del tempo e alienazione dallo spazio. Il sentimento dell''onnipotenza è l''immediato prodotto dell''ingenua identificazione con l''arma tecnologica e la macchina organizzativa. Ma anche l''"assoluto disorientamento spaziale" caratterizza un conflitto in cui quell''arma e quella macchina non tardano a rivelare i loro limiti e in cui gli eserciti si dissolvono nell''onda del fuoco oppure sprofondano nei labirinti di una lotta del sottosuolo, nel Minenkrieg nibelungico. 
 
Nella guerra moderna si compie la coniugazione di logica razionalistica e nichilismo. Essa risulta, come anche si è detto, da "un''inedita combinazione tra principio di efficienza-razionalità e principio di distruzione-annientamento" (Gibelli, 1991: 10). L''ambivalente rapporto che l''uomo ha sviluppato con la macchina, dopo un secolo di sottomissione ai dettami della rivoluzione industriale, ora si risolve in maniera confusa e violenta. La guerra è lo scacco dell''impulso luddistico che ha covato sotto le ceneri dell''adattamento al sistema delle macchine, il risultato di una strana inversione, come se il Nemico fosse ora la macchina da annientare e da cui liberarsi. E la singolare invisibilità, quasi incorporeità, del Nemico nascosto nelle trincee illuminate artificialmente, animate solo notturnamente, sembra confermare la legittimità dell''inversione. L''ambivalenza di quest''esperienza è l''autoinganno di un''intera generazione, che pensava di poter sfuggire alla tirannia della società tecnologica e scopre invece traumaticamente che la tecnologia domina l''organizzazione dei soldati e l''impiego delle armi: il campo di battaglia non è che un''estremizzazione parossistica e crudele delle leggi che regolano anche l''impersonale quotidianità del vivere civile (Leed, 1985: 44). La guerra è stata sovente interpretata come rito d''iniziazione che si pone alla base della coesione di una generazione. Sicuramente essa ha Plasmato caratteri comuni, ha segnato biografie, ha corazzato memorie. Ma, a considerarne gli effetti di lungo periodo, si tratta di un rito che non ha avuto effetto integrativo, bensì disintegrativo e disgiuntivo: ha separato da chi non aveva condiviso quell''esperienza e ha spezzato le vite in un prima e un dopo (Leed, 1985: 104), dissolvendo però le solidarietà di classe e di ceto nell''anonimità della massa atomizzata. La solidarietà di trincea non avrebbe creato duraturi vincoli sociali, semmai si sarebbe sedimentata in quel comunitarismo sovreccitato e astratto che i regimi totalitari del dopoguerra non avrebbero esitato ad alimentare e a mantenere vivo. 
 
La guerra vuole essere, a prendere sul serio il metaracconto trasfigurante che ne proporrà un suo entusiasta combattente, E. Jünger, l''esperienza estrema generatrice di un nuovo tipo umano. In essa la soglia delle situazioni in cui diventa possibile prendere decisioni si alza – e proprio questo innalzamento della soglia restituisce alla decisione la sua pienezza. Il culto della decisione, signora della forma, che dilagherà nella cultura degli anni venti, non è spiegabile se si prescinde da questa matrice. Ma il nuovo tipo umano scaturito dal conflitto non è l''oltre-uomo vagheggiato da Nietzsche: è il dominatore della tecnica ancora per intero iscritto nell''orizzonte del nichilismo, per il quale l''estetizzazione della potenza non può essere che maschera calata a dissimulare la "vertigine della guerra" (Caillois, 1990).

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15:52:48 del 18/2/2005 (Diario Personale)

Tombe senza nomi e senza fiori dove regna il silenzio dei vivi e il silenzio dei morti

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