...
'Il fatto di aver vissuto così tanti anni lontano da casa, aver pagato un affitto, aver tentato di far funzionare una relazione, aver stretto amicizie importanti, essere una persona onesta, un pò confusa e disorganizzata ma fondamentalmente buona (adesso faccio anche la raccolta differenziata), voglio dire, tutto questo non conta?'
... l'ho letto in un libro ... forse ... son io???
Ma proprio perchè conta ... tanto ... è difficile capire e decidere!!!
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Proposito
... conosco l'amore perchè lo sento ogni volta che faccio una cosa che mi attira, mi piace e ci sto bene, lì sento un senso di appartenenza, lì mi ritrovo, mi sento collocata al posto giusto. Però non ho imparato a dare fiducia a questo sentire a questa cosa che ho sempre stimato piccola invece è tutta la grandezza che abbiamo ...
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Il Maestro Magro
"Posso chiederle quanto pensa di restare?"
"Dipende."
"Da cosa?"
"Dal lavoro."
"Che mestiere fa? Sa, i carabinieri..."
"Il maestro."
"Sarà dura per lei..."
"Conosce la legge dei maestri magri?"
"No."
"E' una vecchia legge. Fatta ai tempi del fascismo, credo. O forse prima ancora. Non sono in tanti a conoscerla, ma da noi nel Mezzogiorno è stata usata abbastanza. Io stesso l'ho già usata, una volta. Fu fatta per combattere l'analfabetismo. Sa che sono ancora sette milioni e mezzo, gli italiani che non sanno leggere e scrivere? Dice dunque questa legge che se un maestro disoccupato riesce a mettere insieme una classe di persone adulte che non sanno nè leggere nè scrivere, può chiedere di occuparsene e ha diritto a uno stipendio. Certo, non lo stipendio intero. Fatichi a mangiarci. Mica per altro la chiamano 'la legge dei maestri magri'."
Gian Antonio Stella
Commenti (0) Link PermanenteConsiglio disinteressato ...
Seguendo il semplice consiglio che ho letto in un articolo
ho finalmente trovato la pace interiore. L'articolo diceva:
" Il modo per raggiungere la pace interiore consiste nel portare a termine tutte le cose che abbiamo iniziato ".
Così mi sono guardata intorno, a casa, per vedere tutte le cose che avevo iniziato e lasciato a metà ... e prima di venire al lavoro, questa mattina, ho finito:
una bottiglia di Morellino di Scansano,
il Pampero,
una boccia di grappa,
la Vodka,
il Prozac,
quattro grammi di pakistano,
ed una confezione di mozzarelline di bufala ...
Non avete idea di come mi sento bene adesso ...
Passate questo messaggio a tutti coloro che hanno bisogno della
.......Pace Interiore
... sarà la spinta giusta ?
Pensiero d'autunno
Che spazio inutile dentro di me deve imparare a chiudersi ...
... e il pensiero di Goethe continua a risonare
'Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L'audacia ha in sè genio, potere, e magia.'
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...
'Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra talvolta vediamo la vita nell'aria...
E la chiamiamo polvere...'
Commenti (1) Link PermanenteArrendermi ... mai
io non voglio arrendermi...
questo corpo è fragile, la mente no!
non sarò mai un atomo senza volontà!
ritroverò intatti i sogni che ho, il mio cielo, la mia storia, la poesia, la mia memoria...
Commenti (1) Link PermanenteSale
"Sale... mangiare sale per cento anni e ancora di più, per dare finalmente un sapore all’amore. Fino a quando, nell’arsura della campagna deserta, le braccia stanche, cercheranno di toccare le stelle, fino a quando dalle rughe della pelle segnata e bruciata dai raggi del sole, sgorgherà, in un ritmo infinito e vitale, il sangue vivo della storia."
Commenti (4) Link PermanenteSento
Si scopre di aver coraggio nello stesso momento in cui si affrontano e vincono delle paure...
Sento di avere entrambe!
Commenti (3) Link PermanenteIl chiodo
Il signor Valéry conosceva persone arroganti e non gli piacevano.
Per il signo Valéry, arrogante era la persona che si riteneva migliore del suo compito: che questo fosse servire a tavola, scrivere o dipingere un quadro.
Il signor Valéry spiegava:
< Conosco persone che camminano per strada come se facessero un favore all'atto di camminare. E' pericoloso ritenerci superiori ai nostri compiti > spiegava il signor Valéry.
< Se il compito è fissare un chiodo nella parete...> (e disegnava)
< ... e se ci riteniamo più intelligenti di questo compito, corriamo il rischio di mancare il chiodo, prendendo in pieno il nostro dito.
< Ma non ci possiamo neanche considerare meno intelligenti del compito, poichè, per inibizione, corriamo il rischio di mancare un'altra volta il chiodo e così prendere di nuovo in pieno il nostro dito.
< Per questo > concludeva il signor Valéry < io mi considero, in qualunque situazione, allo stesso livello del compito. Non sono il suo capo, nè il suo dipendente. Io e il mio compito siamo cose con uguale intelligenza che in un determinato momento condividono il Destino. Solo questo. >
Il signor Valéry. dopo questa dissertazione filosofica, rimase senza fiato, da quanto era felice.
Gonçalo M. Tavares
Commenti (0) Link PermanentePagine: 1 2
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