Titolo: Il Giornale di Berlusconi Paolo
Testo:
Ieri il Giornale in prima pagina titolava: "E' ora che anche i corcoli arci paghino le tasse" e poi giù una fila di cazzate da far paura...
Datosi che non ho neanche voglia di rispondere a quella specie di giornalista che ha scritto il pezzo, lo lascio fare all'altro circolo citato (oltre a noi naturalmente) che ha risposto appropriatamente oggi dal suo sito:
IL MAGNOLIA RISPONDE AL "IL GIORNALE"
Link articolo:
http://www.ilgiornale.it/a.pic
IL MAGNOLIA RISPONDE A “IL GIORNALE”.
C'è un’Italia che vuole restare indietro. Non ha un solo colore, non ha una sola bandiera, ma un semplice obiettivo: condannare il paese alla palude nella quale si è messo con le proprie mani – a quell'eterno sterile e ammuffito scontro tra destra e sinistra, come fossimo ancora tutti quanti nei corridoi di un'università nel 1976. E' un harakiri che non stupisce: dietro le scrivanie di oggi ci sono gli anni di piombo di ieri, e piuttosto che scoprire che le nuove generazioni non hanno più nessuna voglia di spaccarsi le teste in nome di un cineforum o del giornale sotto braccio, molti preferiscono riaccendere la fiammella con l'arma vecchia della menzogna.
Che la usi la politica, è una prassi a cui tutti siamo ormai abituati. Che la usino i giornali è una novità a cui ci stiamo amaramente abituando ma alla quale non vogliamo rassegnarci. Questa mattina il Giornale titola in prima pagina "è ora che i Circoli Arci paghino le tasse". E continua: discoteche, ristoranti, palestre, saune e perfino locali hard spacciati per centri culturali. Seguono due pagine di inchiesta, con un ampio spazio sul circolo di cui sono presidente – l'Arci Magnolia di Segrate. Come si diceva - che i giornali sembrino oggi poter fare a meno delle basi stesse del giornalismo, non è più un fatto che dia scandalo. Quindi non ha probabilmente più senso stupirsi della mancanza di un contradditorio o indignarsi per le falsità disseminate da Paolo Beltramin. A nulla servirebbe infatti replicare punto per punto alle bugie portate come prove schiaccianti alla tesi per la quale i Circoli Arci non avrebbero più – o non avrebbero mai avuto – senso d'essere. Paolo Beltramin non si preoccupa neanche di risultare inattaccabile, sicuro come sarà di una folla esultante al grido di "era ora che qualcuno lo dicesse". Quasi sembra compiacersi della sua condotta giornalistica: titola "gin a 7 euro e zero scontrini" parlando di una sua folle serata al Magnolia venerdì 12 ottobre. Il fatto che il Magnolia fosse chiuso il dodici ottobre e che prezzi e informazioni siano assolutamente falsi non è certo cosa che gli interessi.
Quello che gli preme da dentro è un risentimento antico, è una parola che gli rode il fegato: cultura. Questo è il suo modo di rifarsi oggi: far credere a una società ormai adulta che la cultura sia un fatto di sinistra, che voglia dire solo dibattiti noiosi, cineforum in lingua originale e discussioni su registi polacchi di cui non si sa scrivere il nome. Evidentemente, Paolo Beltramin non ha mai capito cosa diavolo fosse questa cultura di cui la gente si riempiva la bocca. Per sfortuna sua e fortuna dell'Italia, le nuove generazioni lo hanno capito. Cultura vuol dire condivisione di valori e discussione degli stessi, vuol dire spazi e possibilità di espressione, vuol dire musica, libri, mostre, danze, vuol dire – alla lettera – tutto ciò che non è natura, istinto, impulso. Il Circolo Magnolia è un centro di cultura da quattro anni, e lo ha dimostrato a migliaia e migliaia di milanesi – così tanti da esser certi che tra essi vi siano in abbondanza lettori de Il Giornale – che da sempre offre spazio e spalla alla diffusione degli eventi stessi del circolo. A Paolo Beltramin certo fa comodo continuare a figurarsi la cultura come una cosa di sinistra, ma all'Italia farebbe più comodo che la cultura fosse una cosa di tutti.
Ovvero, quello che si propone da sempre il Magnolia: una programmazione culturale ampia e variegata che possa fungere da faro per i giovani e meno giovani lombardi, un'alternativa all'intrattenimento bieco e vuoto di gran parte dell'industria della notte, prezzi bassi se non bassissimi (perdonaci Paolo, ma quando hai chiesto ai tuoi amici di prenderti un gin tonic, devono essersi intascati un paio di euro), un impegno costante nel dar spazio alle band locali, un impegno costante nel cercare soluzioni ragionevoli per l'ambiente (i pannelli fotovoltaici per alimentare l'intero circolo), per chi ci lavora (tutti gli utili del circolo vengono riutilizzati per assumere il personale) e per tener lontano chi lo frequenta da strade pericolose (al Magnolia il servizio d'ordine rende impossibile lo spaccio che in altri locali è una triste abitudine). Tutto ciò pagando le tasse e i contributi per ogni persona coinvolta nella gestione stessa del locale. Col particolare, volontariamente omesso da Paolo, che ogni utile di un Circolo Arci dev'essere reinvestito in attività culturali e ricreative, rendendo di fatto impossibile l'arricchimento che l'inchiesta si propone di denunciare.
E' triste dove rispondere alle accuse quando sono tanto sconnesse e zoppicanti da non meritare attenzione, come non meriterebbe attenzione all'alba del 2009 chi ancora crede che la musica elettronica sia sinonimo di corruzione e malvagità, chi ha paura del nuovo perché ha sempre vissuto avendo paura. E' triste ma necessario. E non per far cambiare idea a chi dovesse imbattersi nella gloriosa inchiesta di Beltramin, ma per banale tributo alla verità – una dea che ha sempre meno fedeli tra i giornalisti. D'altronde, i nemici della cultura – a destra come a sinistra – hanno la testa troppo dura e quadrata per poter capire che la terra è rotonda.
Al contrario, quelli che avranno in mano il mondo dopodomani, e che oggi frequentano in massa il Circolo Magnolia, avranno condiviso a tal punto i valori di tolleranza, ospitalità, uguaglianza, democraticità e felicità che da sempre professiamo, da rendere inutili repliche come questa.
Nelle due pagine ci sono una decina di articoli dedicati all'ARCI, ma ce n’è uno tutto per noi e questo mi galvanizza perchè se una testata nazionale come "Il Giornale" ci dedica tanto spazio vuol dire che qualcosa di buono abbiamo pur fatto.
Le inesattezze partono proprio dal titolo e proseguono nell’analisi della parte fiscale. E mi domando se prima di fare certe affermazioni un giornalista de "IL Giornale" per eccellenza si sarà preparato in materia fiscale per scrivere tali fesserie.
Sicuramente sarà informato sul fatto che al Magnolia ci sono 11 persone assunte a tempo indeterminato, che pagano contributi (quali altri locali di stampo commerciale a Milano hanno 11 assunti?).
Sicuramente saprà che l'associazione non ha un debito o finanziamenti a carico.
Sicuramente saprà che ha investito tutti gli utili in attività di promozione sociale, che sponsorizza una squadra di calcio di Clownterapia (AVS), che ha versato da poco un contributo di 5000 euro per la costruzione di una casa famiglia a Segrate (amministrata dal centro-destra), che collabora con i Servizi alla Persona del comune stesso, ospitando gli anziani nel periodo estivo.
Sicuramente saprà che ogni anno il Circolo Magnolia si sottopone alla verifica della Commissione Provinciale di Vigilanza che certifica l’idoneità delle strutture per la licenza di pubblico spettacolo.
Sicuramente saprà che in questi anni ci sono stati controlli ed ispezioni di Polizia Locale, NAS dei Carabinieri e Siae che non hanno riscontrato alcuna anomalia e irregolarità, a differenza dell’inchiesta del nostro Paolo Beltramin.
Sicuramente saprà che lo spazio, per cui paghiamo regolare canone, affidatoci 4 anni fa dall’attuale Amministrazione Provinciale, era in completo stato di degrado perché praticamente inutilizzato durante l’Amministrazione Colli.
Sicuramente saprà che sta lavorando per investire tutti gli utili su pannelli fotovoltaici e progetti di ecologia.
Ma sicuramente lo saprà, visto che proprio il suo giornale ci cita nella pagina degli spettacoli praticamente ogni settimana, che gli spettacoli teatrali, cabaret, dj set, concerti, liscio per anziani ecc. a differenza di tutti i locali di Milano hanno un costo contenuto se non gratuito; saprà che proponiamo circa 250 spettacoli di diverso genere all'anno, che abbiamo 4 corsi di formazione nel campo della musica, spettacolo ecc...
Ma questo lo sa di sicuro Paolo Beltramin! E allora come si permette di paragonarci all'Hollywood (con tutto il rispetto parlando), come può scrivere un articolo del genere, con inesattezze e falsità, come si permette di screditare un posto come il Circolo MAGNOLIA?
Il presidente Ass. Arci Magnolia
Andrea Pontiroli
Titolo: Re: Il Giornale di Berlusconi Paolo
Testo:
Ho letto l'articolo l'altro giorno... mammamia...quando ho letto la frase "Resta da capire perché lo Stato decide di regalare un terzo degli incassi allo spettacolo discodance di «Puccia Recchia e i fanscazzisti», in cartellone all’Arci emiliana «Fuori Orario»... mi è venuto un nervoso...che avrei voluto parlare di persona al giornalista e dirgli: "mi scusi, ma perchè prima di scrivere non cerca almeno di informarsi sulle cose x evitare figure di merda?"...si, di MERDA, perchè è quella che vi hanno buttato addosso... eppure, mi chiedo...è vero che siamo in crisi, ma alla redazione de "il giornale" c'è internet? bastava dare un'occhiatina al vostro sito per capire che la cultura è in tutti i mercoledi con le presentazioni dei libri e con le cene (non ricordo eventi del genere all'Hollywood!), che Puccia, Recchia sono i membri degli Après la Classe (che saluto) e non esiste un gruppo "Puccia Recchia e i fanscazzisti"....e già 2 brutte figure erano evitate...inoltre, mi pare che abbiate un bilancio abbastanza chiaro per poter dimostrare che in tutti questi anni avete fatto molto ma molto di più per il sociale in italia e all'estero... pretendere poi che un gruppo di persone si faccia un culo così per gestire un locale, che prima era un capannone sperduto tra i terreni di Gattatico, facendolo diventare punto di riferimento per iniziative sociali, culturali e musicali (la musica è cultura, CAZZO!) e debba gestirlo completamente al 100% gratis...mi sembra veramente assurdo!
Fregateneve, andate avanti così...
siete forti.
carlo
Titolo: Re: Il Giornale di Berlusconi Paolo
Testo:
Perche' Franco non inviti questo giornalista ad una delle serate del mercoledi?
Gli offro la cena io, con l'obbligo pero' di venire almeno un'ora prima, cosi' gli spieghi tutte le cosine per bene, le iniziative di solidarieta', la programmazione, i bilanci.
Un bell'invito serio, reale, vediamo se almeno gli rimane un briciolo di onesta' professionale, se non morale.
Cosa potrebbe volere di piu'?
Tanto nessuno di noi sa che faccia ha, quindi non corre nemmeno il rischio di essere fischiato.
Titolo: Re: Il Giornale di Berlusconi Paolo
Testo:
Sì, a cena...
Se l'invito a cena poi appena lo vedo gli do delle legnate, altro che cena.
Sai, quando si vuole sparger merda è molto facile. Basta sparare nel mucchio, prendere una cosa "per sentito dire" e poi fargli il titolone in prima pagina colpendo il circolo più noto d'Italia e che da più fastidio.
E non certo perchè non paga le tasse, ma perchè è schierato dall'altra parte e perchè, sfortuna loro, riesce ad aggregare molti ragazzi.
La legislazione italiana, che prende spunto dall'articolo della Costituzione che stabilisce che in Italia c'è libertà di associazione, non da possibilità ai circoli e a tutte le associazioni in genere, di operare con fini di lucro.
E' assolutamente giusto e indispensabile che sia così, altrimenti non sarebbe appunto una associazione ricreativa e culturale ma sarebbe qualcosa d'altro.
Il fatto quindi che non si paghino imposte è direttamente collegato al fatto che NON si devono avere utili. Se da una gestione emergono delle rimanenze attive, queste devono essere destinate a interventi sul circolo o interventi di natura sociale.
Mi pare sia palese a tutti che il circolo arci Fuori Orario, per il buon andamento che ha avuto in questi anni, abbia potuto investire molto in strutture per i soci.
Forse è meno palese quel che si è fatto in iniziative di solidarietà, anche se abbiamo un sito ben noto nel quale sono tutte elencate (forse non aggiornatissime ma ci sono). Ma a noi non piace molto sbandierare quel che si fa in solidarietà (siamo Vascodipendenti in questo). Però basterebbe un minimo di ricerca, se il giornalista fosse serio, per saperlo.
Per altre puttanate scritte nell'articolo invece bisognerebbe capire appena qualcosina di contabilità, invece questo scrive e non sa neppure di cosa parla.
L'Iva, ad esempio, per le associazioni è un costo puro. Viene pagata sugli acquisti e non si ha nessuna possibilità di detrarla.
E' quindi un costo in più per le associazioni.
L'Enpals, la Siae e tutte le altre imposte indirette sono pagate al pari delle altre imprese.
I contributi e le imposte sui collaboratori e sui dipendenti del circolo sono pagati nello stesso identico modo di tutte le altre imprese.
Ma sapete cosa da veramente fastidio al Giornale di Paolo Berlusconi (quello che è stato condannato per tangenti alla Guardia di Finanza, fratello di Berlusconi primo ministro, per intenderci) e quel che da fastito alle discoteche (che sembrano essere i suggeritori primi della campagna contro l'arci)??
Quel che da fastidio è che un circolo o diversi circoli abbiano finalmente fatto della normativa vigente uno strumento per operare correttamente nel sociale e investendo molto nella loro attività ricreativa e culturale.
Se avessimo tenuto i soldi in tasca, come fanno loro che da cnquant'anni non spendono una lira per rinnovare ed adeguare alle normative i loro sudici locali, gli saremmo andati benissimo e non inveirebbero ogni giorno, con ogni mezzo e con ogni forma, contro di noi.
Non gli daremmo fastidio.
Questi continuano a vedere in noi il male che dovrebbero attribuire alla loro avidità e ciecità.
E sentire, proprio da loro che sono la prima categoria di evasori d'imposta, lezioni morali in tal senso, fa veramente rabbrividire.
Questo pezzo l'ho scritto non certo per il giornalista del Giornale che altro non spera di vedere intorno a se ragazzi ubbidienti e inchinati davanti al padrone del vapore, l'ho scritto per i nostri soci che meritano tutto il rispetto e la tutela che un circolo possa dare loro.
Anche per questo è nostra intenzione querelare il Giornale di Paolo Berlusconi.
Bassi Franco
Titolo: Re: Il Giornale di Berlusconi Paolo
Testo:
...come ti dissi tempo fa per Pansa... mi collego a quel che ti è stato chiesto in questo stesso post...
Perché una sera, con la dovuta calma
Mi spiego... sto tizio, sto giornalista... Sarei proprio curioso di sentire da lui in prima persona chiarimenti su ciò che ha scritto...
Sarebbe interessante... Una, se pur piccola, soddisfazione personale nel veder smentire una singola parola del suo articolo... No?
Titolo: Re: Il Giornale di Berlusconi Paolo
Testo:
Come ha detto Sabina Guzzanti ieri sera nel suo spettacolo (a tratti illuminante), la maggior parte dei giornali e di conseguenza giornalisti sono faziosi dunque non hanno il minimo interesse a far emergere la verità sulle varie questioni ma solo quello che è di comodo alla rispettiva parte politica.
Titolo: Re: Il Giornale di Berlusconi Paolo
Testo:
Si Flipp, ma visto che hanno la responsabilità di scrivere a 50 milioni di italiani, se le prendono e vengono a giusficare ciò che scrivono...
Fossero pensieri di un diario privato, nessuno gli può dir nulla...
Ma essendo un giornale a tiratura nazionale con tanto di articoli pubblicati su internet, dovrebbero mettersi in gioco e giustificare ciò che dicono... no?
I thread che sto seguendo via email







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