UN MONDO FUORI

Un mondo fuori…dai soliti schemi!

Segui il forum dedicato a "Un mondo fuori"

Il mondo contemporaneo è attraversato da molte situazioni drammatiche. Dopo la finta pace della guerra fredda, i conflitti armati si diffondono senza che apparentemente vi sia possibilità di fermarli, ed anzi si diffonde la mentalità che siano giusti e necessari: la lezione delle due guerre mondiali sembra essere dimenticata. L’ambiente è sempre più inquinato e compromesso, e le risorse naturali vengono distrutte e compromesse per chissà quanti secoli a venire; anche in questo campo sembra che si facciano solo passi indietro. L’ingiustizia nel mondo è ben lungi dal diminuire, ed anzi il divario tra i pochissimi ricchi e la moltitudine dei miserevoli è sempre più ampio. E così via.

Eppure… eppure è diffusa la voglia di reazione, la voglia di cercare delle soluzioni ed iniziare ad applicarle. Dopo tanti anni di superficialità e disinteresse, si sta lentamente facendo strada una certa coscienza civile ed un nuovo desiderio di impegno. A fatica, perché se ne era persa l’abitudine, ma tant’é.

È questo spirito che anima il gruppo del tutto eterogeneo di noi volontari che siamo stati riuniti dall’azione catalizzante del Fuori Orario. L’esigenza di un mondo fuori dai palinsesti già predefiniti, che come un enorme spot pubblicitario che prosegue senza soluzione di continuità non prevedono spazio per l’imprevisto, per il comportamento diverso da quanto codificato dal “buonsenso” comune. Un palinsesto dove l’attenzione per gli altri ha uno spazio ben definito e chiuso: dalle 19.13 alle 19.15, durante il solito servizio sui bambini che muoiono di fame, subito prima del servizio sul dilemma del cotechino, che ha troppi grassi ma è così buono. In cui la solidarietà si fa una volta all’anno per Telethon, poi la si mette via come l’albero di Natale e non ci si pensa più fino all’anno prossimo. In cui le guerre su cui bisogna informarsi (e contro cui bisogna protestare, ma con moderazione) sono solo quelle ammesse nella lista del giorno. Il gruppo del Fuori Orario vorrebbe dare il suo piccolo contributo per uscire fuori da tutto questo, ed intanto ne approfitta per conoscere gente nuova e confrontarsi, per condividere un impegno importante, per imparare cose nuove sul nostro vivere quotidiano e non solo, per riflettere, per provare a dare il proprio contributo e “prendersi un po’ in mano”. Un “fuori” che potrebbe diventare un “dentro” qualcos’altro di molto bello, insomma.

Il gruppo è aperto a chiunque voglia partecipare o anche solo ricevere informazioni: potete rivolgervi all’Info Point del Fuori Orario o ai seguenti recapiti: telefono - 0522 671970; indirizzo E-mail - bassif@arcifuori.it.


Perché iniziare dall’acqua?

Perché, tra tutti i possibili temi su cui lavorare insieme, abbiamo scelto proprio quello dell’acqua?
Per tanti motivi.
Perché purtroppo è un problema che sta diventando di stretta attualità: l’acqua è essenziale per la vita, e ci sono sempre più zone del pianeta in cui la carenza di questo bene prezioso mette in pericolo la sopravvivenza delle persone; si moltiplicano i conflitti per il controllo dell’acqua. 1,4 miliardi di persone del mondo sono senza acqua potabile, ed ogni giorno 6000 bambini muoiono per malattie dovute a carenza d’acqua – è abbastanza noto il caso legato all’uso di latte in polvere con acqua infetta. All’anno le persone morte per cause di questa natura sono 5 milioni.
Per contro nel ricco occidente gli usi e gli abusi di acqua sono una realtà quotidiana: dall’inquinamento delle falde, alle tonnellate di acqua potabile utilizzate nei processi industriali, fino a tutti i gesti quotidiani di ognuno di noi che, moltiplicato per 60 milioni di persone, può fare la differenza. E l’acqua da bene pubblico, diritto di tutti, si sta trasformando in merce da vendere e comprare (se si hanno i soldi per poterselo permettere).
Allora forse vale la pena dare il giusto valore ad ogni goccia d’acqua, e soprattutto ad ogni nostra azione: parlare d’acqua ci è sembrato un buon modo per non dare per sottinteso nulla del nostro benessere, e per riprendere coscienza dell’importanza delle nostre scelte e delle nostre azioni. Tante piccole azioni che, prima ancora del loro effetto concreto, contano perché ci invitano a prestare rispetto a noi stessi ed agli altri. Ci è sembrato un buon punto di partenza per il nostro lavoro.


Semplici strumenti di civiltà

I metodi e gli strumenti che esistono per risparmiare acqua sono veramente semplici e geniali allo stesso tempo. Sono inoltre incredibilmente a buon mercato, una cosa a cui non siamo più abituati.

Con pochi euro possiamo dotare i rubinetti e le docce di tutta la casa di riduttori di flusso che, mescolando dell’aria all’acqua in uscita, riducono la densità del flusso permettendo di risparmiare fino al 50% di acqua. Quante volte lasciamo scorrere l’acqua mentre ci laviamo, mentre laviamo i piatti, e così via? E se l’acqua è calda, stiamo risparmiando anche il 50% dell’energia necessaria per riscaldarla.

Un semplice contrappeso permette di regolare meglio il flusso dello scarico del water, evitando di sprecare litri di acqua nel caso in cui questo non sia necessario. Anche questa è una soluzione efficace disponibile per pochi euro.

L’uso alimentare dell’acqua è un altro importante capitolo per valorizzare questa risorsa; vi dedichiamo un articolo apposito qui a fianco.

Ovviamente tutte questi strumenti a buon mercato sono inutili se non sono accompagnati da una serie di pratiche quotidiane che sono gratuite eppure senza prezzo: evitare di lasciare i rubinetti aperti inutilmente, lavare la macchina con secchio e spugna invece che con la gomma, innaffiare di sera e, se possibile, non utilizzando l’acqua dell’acquedotto, effettuare i lavaggi (di abiti così come di stoviglie) solo a carico pieno. Ed altri ancora.

Diffondere questi strumenti e queste buone abitudini è il nostro obiettivo. Per questa ragione li mettiamo a disposizione di chiunque sia interessato, che può rivolgersi per ottenerli ad uno dei seguenti recapiti:

- presso l’Info Point del Fuori Orario, durante gli orari di apertura;
- presso l’ufficio ambiente del comune di Gattatico (Sig.ra Gianotti Diva);
- presso edicola di Gianni Maiola in Piazza Alcide Cervi a Praticello;
- presso la ferramenta “Il Chiavistello”
- presso il bar-alimentari “Da Franco” a Taneto


ATTENZIONE: poiché ci teniamo davvero tanto che approfittiate di questa possibilità: abbiamo organizzato un servizio di consegna a domicilio gratuito: basta telefonare al 0522 671970 e mettersi d’accordo per un appuntamento, uno di noi sarà felice di venire a portarvi il materiale richiesto.

Più di così…

 

Acqua in bottiglia? No, grazie!

Fino a qualche decennio fa tutti quanti bevevamo l’acqua del rubinetto, e se qualcuno ci avesse detto che un giorno saremmo andati a prenderla fino al supermercato, caricandoci di pesantissime confezioni di acqua in bottiglia, lo avremmo guardato piuttosto male. Per quale motivo tutta questa fatica? L’abbiamo già in casa! E paghiamo, per averla!

Tutte argomentazioni corrette, che sono valide tuttora. In questi anni si è diffusa l’idea che l’acqua del rubinetto non sia “buona”, non sia sana. Sono falsità: ogni giorno essa è sottoposta a controlli severissimi. Allora come possono essersi diffuse certe idee? Un indizio: il commercio delle acque in bottiglie è un affare da 25 miliardi di dollari all’anno, ed ogni anno cresce del 7%. Tutto in mano a poche multinazionali. Gli spot pubblicitari delle acque in bottiglia sono tra quelli che ci martellano di più nel corso della giornata (pensateci un po’…).

Forse adesso sappiamo il perché qualcuno ha interesse che si pensi che l’acqua del rubinetto non è buona. Paradossalmente a volte vi sono più rischi di contaminazione delle “sane” acque confezionate (ricordate il recente caso del latte all’inchiostro?). Quello che è vero è che a volte l’acqua del rubinetto ha un sapore di cloro che può risultare sgradevole. Il cloro viene aggiunto per disinfettare e garantire che non vi siano contaminazioni lungo le tubature; basta lasciare l’acqua in una caraffa ferma per un paio d’ore, e il gusto è già differente. Se proprio il problema rimane, con 200 euro si può applicare una volta per tutte un filtro al rubinetto che toglie il cloro e gli eventuali residui di metalli pesanti. Anche in questo caso più oneroso, l’investimento che si ripaga in meno di un anno: l’acqua del rubinetto ci costa in media 0,77€ al metro cubo, quella in bottiglia circa 258€. Fate i vostri conti. E poi ci sono i costi relativi all’imballaggio: il petrolio per fare le bottiglie di plastica, per trasportarle in giro per l’Italia. I comuni risparmierebbero migliaia di euro se non dovessero più smaltire tutte quelle bottiglie e bottigliette – e forse potrebbero diminuire un po’ le tasse sui rifiuti.

Ma soprattutto riprendere possesso dell’acqua del rubinetto significa riaffermare il diritto dell’acqua come bene essenziale garantito a tutti, e non come una merce in mano a ditte che la possono vendere al proprio prezzo. Per ogni prezzo c’è qualcuno che non se lo può permettere.


Burkina Faso: impegni vicini e lontani

Quando ci siamo riuniti la prima volta al Fuori Orario, la prima idea era quella di individuare un progetto in qualche paese in via di sviluppo da poter finanziare. Il circolo di Taneto ha una lunga e gloriosa serie di precedenti in proposito. Poi è emersa l’idea dell’acqua, perché ci è sembrato utile lavorare qui in Italia, dove le risorse non mancano, dove le possibilità di cambiare le cosa sono davvero a portata di mano, se solo cambiamo un poco il nostro modo di ragionare.
E così abbiamo fatto. Ci è però sembrato giusto chiudere il cerchio: senza dubbio il nostro atteggiamento quotidiano deve cambiare innanzitutto perché così facendo miglioriamo il nostro modo di vivere, ma è anche giusto non dimenticare le pesantissime responsabilità che ci legano alle popolazioni che hanno pagato le politiche scellerate dei “civili” paesi occidentali.

È per questo motivo che abbiamo messo un piccolo ricarico su ogni articolo offerto, che verrà destinato al finanziamento di un pozzo in un centro agricolo autogestito che verrà realizzato a Diébougou, in Burkina Faso, dall’associazione Ghelawé ( www.centroghelawe.org ).
Molte altre iniziative sono state organizzate a questo scopo, come iniziative benefiche e la vendita di magliette ed altri articoli.

Una perfetta scusa in più per prendere qualche buona abitudine in materia d’acqua, e non solo.

(qui a destra, nell'ultima foto, il progetto del centro agricolo per cui “Un mondo fuori” si è preso l’impegno di finanziare la costruzione del pozzo.)

Segui il forum dedicato a "Un mondo fuori"


in diretta

Visite:
Iscritti: 59968
Online ora: 17 di cui:
Ospiti: 16
Iscritti: 1
Chi è online?
(Il Bar)

Ultimi iscritti
Compleanni di oggi
Naviga col cellulare
arcifuori.it/mobile

Follow Arcifuori on Twitter   



Punto Ristoro Stazione

Disco bus


frasedelgiorno

Dal 30 gennaio al 19 febbraio 2012, invia un SMS al 45508 o telefona da rete fissa per donare 2 euro a favore dell'ospedale di Emergency a Kabul, in Afghanistan.

( )

Le frasi di ieri

segnaliamo