Lunedí
7 gennaio 2002
Col solito stress arriviamo all'areoporto di Bologna con quasi
tre ore di anticipo, sorpreso mi accorgo che Beppe (Carletti)
e la sua banda e' gia' li'. Finalmente qualcuno piu' in tiro di
me.
Puntuali partiamo alle 19,00 con destinazione Francoforte. Buon
Volo.
Qualche timore invece all' arrivo perche' mi mettono in lista
d'attesa per la futura destinazione: Bangkok. Si risolve presto
anche questa e prendiamo il volo puntuali su una compagnia aerea
che solo la mia ignoranza mi impedisce di conoscere, la Thai,
prima o seconda compagnia aerea nel mondo. La squisita cortesia
dell'equipaggio (hostess in costume tahilandese) ci introduce
immediatamente nel clima disteso e piacevole dell' oriente, tanto
da farmi scordare le ataviche paure per il volo che mi porto dietro.
Perfetto l'arrivo e la ripartenza per Phnon Penh, sempre con la
stessa compagnia e quindi ormai senza nessuna preoccupazione.
Siamo in otto con la stessa destinazione, raggiungere Marco Scarpati.
Un fotografo di Reggio, bravissimo, riesce a montarmi i rullini
sulla mia macchina con estrema facilita' , Beppe, gia' citato,
che oltre ad una estrema puntualita' dimostra immediatamente tutta
la sua energia (segreto delle lunghissime turne' dei Nomadi),
una coppia di Reggio, il direttore di Radio Bruno e una montagna
umana alla quale affidiamo subito, oltre alla nostra sicurezza
anche pass e biglietti. Sara' difficile per i controllori discutere
con lui.
Arriviamo e ci accolgono gli altri del gruppo con Marco in testa
e orchidee alla mano. Bellissimo l' arrivo con baci e abbracci
e primo tour in furgone per raggiongere il meraviglioso hotel
Juliana, attraverso le caotiche strade di Phnon Penh.
Mi accorgo che tutto mi piace, come in un film, mi ritrovo nel
cuore della Cambogia.
Da domani comincia la battaglia.
Ciao, Franco e Miccu.
Mercoledi'
9 gennaio 2002
Questa mattina la partenza e' stata decisamente piu' cattiva.
La prima tappa e' stata una visita alla "discarica".
Luogo in cui confluisce la maggior parte dei rifiuti di Phnon
Penh e dove vive una comunita' di circa duemila persone che coi
rifiuti (di una citta' poverissima e con pochissimo) cerca di
sopravvivere. Ci vuole buono stomaco anche solo per guardare quei
bimbi che rincorrono i camion portarifiuti, rischiando continuamente
di essere schiacciati, per accaparrarsi il rifiuto migliore.
Noi ce ne siamo andati ben sapendo che loro sarebbero rimasti
li, e che li' era la loro vita.
Per alleggerrire la giornata siamo poi andati in visita al Killing
Fields, luogo che testimonia gli orrori del regime di Pol Pot,
che poco piu' di vent'anni fa e' riuscito a sterminare, tra l'indifferenza
del mondo, piu' di due milioni di cambogiani. Abolite le scuole,
le chiese, gli ospedali e uccisi tutti coloro che erano anche
solo sospettati di aver avuto a che fare col passato regime. Follia
pura, dalla terra che calpestavamo continuano tutt'oggi ad emergere
ossa, denti e parti di vestiti.
Anche qui' c'e' voluto buono stomaco.
Ultima tappa della giornata e' stato il museo degli orrori dello
stesso regime, in Phnon Penh.
Per voluto nel nuovo governo ha vinto la teoria di chi ha voluto
conservare questo luogo per non dimenticare le porcate del passato
regime. Ex scuola, ovviamente chiusa e trasformata in carcere
dove il compito dei reclusi era unicamente quello di confessare
i loro reati per poi essere uccisi.
Non c'erano alternative, neppure il suicidio era consentito tant'e'
che ai detenuti veniva precluso l'uso delle mani e dei piedi per
evitare che tentassero di farlo.
Ricordo che stiamo parlando di 23 anni, non della preistoria.
Usciamo da li' pronti per il pranzo nella sempre piu' caotica
citta' dell'ora di punta. Miriadi di motorini, auto e biciclette
con miriadi di persone sopra circolano senza regole e senza criterio.
Il caos totale.
Per distenderci Marco ci porta a visitare il Mercato Russo, non
so perche' si chiama cosi' visto che di russo c'e' ben poco, anzi
non ho visto nulla. Pero' bello e certamente variopinto.
Visitiamo in giornata anche gli uffici del Ciai e salutiamo i
volontari che qui stanno prestando servizio. Stasera trascorreremo
l'ultima serata in citta', domani si parte per altra destinazione
a visitare i centri di assistenza per i bambini denutriti.
Si prevede un'altra bella giornatina....
Buonanotte
Franco.
Venerdì
11 gennaio 2002
Ieri e' stata una giornata
magica, trascorsa in balia di una allucinazione collettiva beccata
la sera prima a mangiare la Happy pizza. Non so che cazzo céra
dentro ma ci siamo trovati tutti quanti a passare la notte nell'infermerie
di Phnon Penh.
Siamo riusciti ad uscire da un buco molto stretto. Se mai doveste
capitare da queste parti vi consiglio di non provare la pizza.
Per il resto, nonostante un perenne stato di seminfermita' mentale,
siamo riusciti a raggiungere, su un aereo da battaglia, Siem Reap,
dove abbiamo visitato i templi di AngKor e visto un balletto fatto
dai bimbi della scuola di ballo dei Ciai.
Il morale della combricola e' ancora molto alto ma domani ci attende
una attraversata del fiume su un barcone che si preannucia piu'
pericoloso delláereo che abbiam preso per venire qui'.
L'unica cosa certa e' che dopo la pizza non temiamo piu' nulla.
Se mai dovesse scoppiare una nuova guerra da queste parti considerateci
arruolati.
L'unico che pare aver retto l'urto (e la classe non e' acqua)
pare essere Beppe.
I bambini che abbiamoincontrato sono meravigliosi. In giro per
strada invece si vede una poverta'terrribile e in tantissimi ti
attorniano per chiedere l'elemosina. Gli va male come San Violino.
Adesso andiamo a cena, qui si mangia prestissimo alla sera (le
19,00) al massimo altrimenti rischi di non trovare neppure quel
poco che c'e'.
Tempo splendido.
Baci a tutti,
Franco e Miccu.
Sabato
12 gennaio 2002
Giornata partita cattiva
anche oggi. Sveglia alle 5,30 per poter prendere il battello (si
fa per dire) per andare a Batan Bong, ridente località
nel cuore della Cambogia raggiungibile solo con 4 ore di barca
risalendo il Mc Cong.
Abbiamo rivissuto le stesse sensazioni provate nel vedere APOCALYPSE
NOW.
Giunti a destinazione abbiamo raggiunto il centro del CIAI dove
abbiamo assistito alla cerimonia di inaugurazione della casa destinata
ai bimbi mutilati dalle mine donata dai NOMADI, insieme a Beppe
(che ha saputo usare parole particolarmente toccanti) abbiamo
pianto tutti quanti.
Assistito all'ennesimo balletto di benvenuto e riusciti a superare
la settima prova di soppravvivenza (consisteva nel non addormentarsi
davanti alle massime autorità cambogiane) continua a stupirci
la squisita cortesia dei locali, tanto da rendere imbarazzante
il nostro essere occidentali.
Cena piacevole in albergo con sottofondo musicale di VASCO, offerto
da Marco Scarpati per rimanere in tema con la serata al Fuori
orario.
Lunedì
14 gennaio 2002
Come sempre ai primi
bagliori di luce siamo pronti per intraprendere il lungo viaggio
con destinazione Bangkok. Partiamo con i soliti due pulmini cambogiani
per una strada che per i 150 km. che si separano dal confine è
tutta una frana e una buca. La polvere che si solleva ci impedisce
di guardarci in faccia, ciò nonostante in cinque ore raggiungiamo
la frontiera, luogo dove il tempo pare essersi fermato. Passati
dall'altra parte ci accorgiamo immediatamente di essere tornati
nella civiltà moderna, ampie strade, traffico infernale
e pulmini con televisore a bordo. Dopo circa tre ore raggiungiamo
Bangkok dove domani incontreremo i membri di un'associazione che
si occupa del commercio di organi e della prostituzione giovanile.
Nel frattempo l'impatto con la metropoli (sembra una NewYork d'oriente)
e una realtà così diversa, mi hanno steso al suolo
per cui nel caldo equatoriale mi accingo a passare un'altra notte
in bianco. Buona notte.
Franco
Martedì
15 gennaio 2002
Oggi e' stato il primo
vero giorno di vacanza, giunti ieri a Bangkok, abbiamo fatto i
veri turisti girando nella citta' piu' caotica, rumorosa, inquinata
che abbia mai visto. Per fortuna siamo retti da compagni di avventura
che, avvezzi a tutto e sopravvissuti alle prove piu' terribili
in Cambogia, certo non si fanno spaventare da un po' di traffico
in piu'.
Abbiamo visitato il palazzo Reale, (qui' e' una monarchia), fastoso
e a suo modo bellissimo, poi con una simil gondola abbiamo percorso
i canali che attraversano la citta'.
Ma non e' stato tutto qui, abbiamo anche incontrato i ragazzi
di Epcat, l'associazione che si occupa del traffico di bambini,
prostituzione e traffico di organi. L' impressione e' stata buona
e credo proprio che potremmo iniziare a lavorare con loro.
L' incontro piu' importante del viaggio pare pero' essere stato
quello con un compagno di viaggio, certo Senatore Pier Luigi,
direttore di Radio Bruno nonche' vicepresidente di Rock no War,
associazione che si prefigge di raccoglier fondi e fare iniziative
in giro per il mondo aiutando chi piu' ha bisogno e appoggiandosi
ad associazioni gia' esistenti nel territorio in cui si vuole
operare. A parte che raggruppa diversi artisti italiani, e' la
figura di Pier che in questo viaggio ci ha un po' conquistato
(Siamo sempre stati gay).
Come vi ho raccontato ieri il contrasto con la Cambogia confinante
e' incredibile. Qui la ricchezza e lo spreco regna, pur convivendo
con sacche di poverta' e miseria tipiche della metropoli.
Noi stiamo bene, se a qualcuno puo' interessare qualcosa.
A domani,
Franco.
Mercoledì
16 gennaio 2002
Vi scrivo dopo una giornata
di assoluta vacanza e quindi con molto poco da raccontarvi se
non della piacevolezza della compagnia e della bruttezza di questo
Paese, perlomeno per quanto stiamo vedendo. La ricchezza e lo
sviluppo di Bangkok e dintorni sta avvenendo in modo cosi' caotico
e disordinato da spaventare chiunque abbia a cuore l' ecosistema.
Possiamo far ben poco e quindi tiriamo avanti. Domani incontreremo
gli esponenti dell' Ambasciata italiana e esporremo cio' che stiamo
tentando di fare da queste parti. Leggo nel frattempo che continuano
le polemiche sul calendario. Bene, chiunque ha qualcosa da dire
dovrebbe prima di mettere mano alla penna fare un giretto da queste
parti. Dopo apparirebbe certamente piu' credibile.
Ad esempio potrebbe constatare cos'e' veramente la pornografia
e il commercio del sesso. Qui ci sono valanghe di prostitute e
anche valanghe di turisti italiani. Sarebbe tempo che qualche
moralista di facciata muovesse il culo per tentare di far qualcosa.
Ma non sono in vena di consigli, mi riservo di polemizzare meglio
quando tornero'. Per il momento, buonanotte!!!
Giovedì
17 gennaio 2002
La mattina l'apriamo
con un appuntamento ufficiale all'Ambasciata italiana. Ci accoglie
il numero due dello stabile e a lui raccontiamo cio' che stiamo
facendo da queste parti. Ci pare una persona preparata ed e' piacevole
parlargli, sembra seriamente interessato ai progetti che gli proponiamo.
D'altra parte il nostro Paese ha tutto da guadagnare in immagine
proponendo iniziative di solidarieta' e sviluppo in quest'area
dell'Asia. Parliamo anche del caso dei due italiani arrestati
in Cambogia con l'accusa di pedofilia. Due giovani, uno di 28
e l'altro di 32 anni fotografati in flagrante con bimbe giovanissime.
Marco dovrebbe rappresentare l'accusa qualora si riuscisse a spostare
il processo in Italia.
L' addetto dell'Ambasciata ci spiega anche che in Thailandia la
prostituzione e' parte della storia di questo Paese. I massaggi,
la devozione all'uomo, il piacere del sesso sono elementi fondamentali
della cultura del luogo e quindi difficilmente contrastabili.
Se a questo aggiungiamo che una buona fetta dell'economia regge
sul turismo sessuale si comprende bene che c'e' ben poco da fare.
Il resto della giornata lo passiamo cazzeggiando e scrivendo una
lettera di protesta al Ciai per vicende accadute in questi giorni
e di cui nei prossimi giorni avremo modo di parlare a lungo.
Continuiamo a dormire pochissimo o a farlo negli orari piu' strani
della giornata. Qui ci sono 35 gradi e un'umidita' insopportabile,
lo smog ci mette il resto.
Sappiamo che li' invece le temperature sono leggermente diverse.
Comunque sia andiamo a letto a farci un po' d'aria condizionata.
Venerdì
18 gennaio 2002
Ieri abbiamo ottemperato
all'ultimo impegno della vacanza, da stamane siamo completamente
liberi e ciononostante la malinconia per casa ha preso il sopravvento,
all'unisono, come ci sta capitando dall'inizio della vacanza,
abbiamo cominciato a sentire la mancanza della donna amata, dei
figli, degli amici. Vi assicuro che oggi vorremmo essere tutti
quanti li' e magari ascoltare anche il gruppo al Fuori Orario.
La voglia di musica si abbina a quella precedente e allora abbiamo
costretto (con pochissima fatica) Beppe a suonarci le tastiere
della terrazza dell'Hotel in cui soggiorniamo. Musica a richiesta
con ovvia predilizione per i Nomadi.
Passa cosi' la sera e la piacevolezza attenua la nostalgia.
Certo che sogneremo casa.
Un abbraccio a tutti.
Franco e Miccu
Sabato
19 gennaio 2002
Ormai siamo alla fine
del viaggio. Anzi, appena stacco vado a preparare la valigia e
mi preparo ad affrontare l'ultima notte in una citta' che francamente
non abbiamo amato molto. Sarebbero stati sufficienti due o tre
giorni per vedere e capire l'indispensabile. La grande metropoli
poi, per non contadini, come credo di aver gia' scritto, non si
addice molto. La mancanza d'aria e di spazi aperti comincia decisamente
a farsi sentire.
E' pero' tempo di bilanci e di riflessioni su cio' che siamo venuti
a fare da queste parti e se un insegnamento abbiamo avuto e' sicuramente
quello di aver operato in questi anni per una giusta causa. I
bimbi che abbiamo aiutato non solo ne avevano assoluto bisogno
ma addirittura non so se saremmo riusciti a vederli tutti. Le
medicine che ci avete portato prima delle nostre partenze, la
mia ma anche quella degli altri ragazzi nei mesi scorsi, sono
servite a curare dei bimbi che diversamente avrebbero avuto una
sorte peggiore. La casa che hanno donato I Nomadi e che abbiamo
inaugurato in questo viaggio, sara' di sicuro aiuto per reinserimento
dei ragazzi mutilati dalle mine. Qui pero' quel che ancora piu'
conta e' il riuscire ad avere quel minimo di risorse per garantire
ad intere comunita' di sopravvivere senza dover rovistare tra
i rifiuti. Avremo ancora molto tempo per riflettere sull'esperienza
fatta e per lavorare affinche' i bimbi del mondo siano davvero
considerati tali. Sara' il nostro scopo sempre e finche' dura
il Fuori Orario qualcosa certamente faremo.
Grazie a tutti per l'attenzione e arrivederci a casa.
Franco







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