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1° giorno
Quando si ha fretta di arrivare a destinazione questa, per dispetto,
si allontana. E' così che un viaggio che doveva durare
poche ore si è tramutato ben presto in un odissea.
Problemi di carico merci, dogana, scarico, ci fanno giungere al
campo profughi con circa sei ore di ritardo.
La compagnia è numerosa (siamo in 130) e la piacevolezza
dello star insieme ha attenuato l'ansia di scoprire un popolo
mai visto.
L'arrivo, poi, ci consola di tutto. I luoghi sono incredibili,
magici.
Se dovessi attribuire un immagine precisa e inconfondibile al
NULLA non avrei potuto trovare un luogo più consono. Così
come se l'avessi dovuta trovare per un'altra parola: MERAVIGLIOSO.
Al Nulla corrisponde il deserto, il sale che, spazzato dal vento,
uccide la terra e tutto ciò che può nascervi; le
pietre sparse a rompere la linearità di un orizzonte piatto,
infinito; i rottami di una guerra senza fine fatta per appropriarsi
un un pezzo di terra che da sempre appartiene al popolo Saharawi.
Il Nulla è la fame e la miseria di questo popolo costretto
da oltre 25 anni a vivere in un campo profughi nel bel mezzo del
deserto.
Meravigliosa è la loro accoglienza, l'ospitalità
immediatamente dimostrata ospitandoci nelle loro tende e offrendoci
ciò che neppure hanno.
Ci è parsa subito inopputuna la nostra fame di fronte a
chi da giorni (o da sempre) non riesce a fare un pasto completo,
eppure, con un innato spirito, ti offrono il cibo.
Meravigliosa è la dignità con la quale riescono
a sopravvivere raccogliendo dal Nulla il minimo indispensabile
per sfamare i figli prima di loro stessi. E in tanta miseria è
Meraviglioso che abbiano scuole perfettamente funzionanti per
tutti i bambini, ospedali per malati, centri culturali, per handicappati,
orti da coltivare (centellinando le gocce d'acqua che riescono
a prendere da profondità smisurate).
Meravigliosa è la loro tenacia nel voler tornare sulla
terra che gli appartiene e di volerlo fare senza più dover
ricorrere alle armi.
Meravigliose sono le stelle che ci addormentano dopo un primo
giorno di viaggio.
2°
giorno
Abbiamo talemente tanto poco tempo per far tutto quanto ci siamo
prefissati che ci svegliamo all'alba. Il rito del thè richiede
un cerimoniale che dura più di un ora. Ora anch'essa rubata
al sonno ma dovutamente dedicata all'unica bevanda consentita
in questo luogo.
Visitiamo il villaggio e le sue strutture.
Impariamo come curano l'orto, giriamo in cammello, nel vento scopriamo
le dune di sabbia. Tutti si danno da fare per renderci il soggiorno
più piacevole possibile.
La serata si conclude con il concerto dei Modena City Ramblers
che anche in questo luogo fuori dal mondo riescono a farci ballare
e cantare -Bella Ciao-. Tanto di cappello a loro, al fatto che
siano con noi, a quel che fanno.
La cena in tenda è l'ennesima occasione per apprezzare
la cortesia di un popolo e di ascoltare, in un misto francese/spagnolo/arabo,
la loro incredibile storia. Tocchiamo con mano ciò che
produce il mantenimento del nostro tenore di vita e la politica
di Governi che, pur di non cambiare, distruggono il resto del
pianeta.
Per risolvere molti dei problemi Saharawi basterebbe essere disinteressati
al petrolio che dalla loro originaria terra si estrae. Ma così
non è e 250.000 persone stanno nella merda.
Eppure, nella tragicità dei loro racconti, sanno divertirci
e rendono l'umore della tenda tale che presto si trasforma in
una bolgia. Senza luce, senza fumo, senz'alcool apprezziamo appieno
il gusto della compagnia.
Solo un dubbio: c'è qualcosa nel thè???
Notte
del 2° giorno
Il thè e le liti d'amore allontanano il sonno.
Il vento che soffia incessantemente da due giorni culla la tenda
tando da farla sollevare. La stoffa che sbatte è l'unico
rumore che riesco a sentire; il silenzio però, è
vero, può far molto più rumore. Ti lascia concentrare
sui tuoi pensieri e se questi non sono dei migliori li amplifica
da renderli assordanti.
Mi tornano in mente le parole di un mio compagno di tenda: - qui,
quando si svegliano, devono smettere di pensare se no diventan
matti-.
Ne approfitto per uscire, è notte fonda e buio pesto, l'accendino
si spegne mille volte e quando rinuncio, sbattendo gli occhi al
cielo, mi accorgo delle stelle, così vicine e brillanti
da assomigliare a quelle di un presepe.
Tranquilli, non è una crisi mistica, è che non avrei
mai potuto immaginarmele così se non nella finzione.
Una notte a Los Angeles chiesi ad una ragazza come mai non si
vedevano, rispose che era lo smog ad impedirlo.
Pensa alla sfiga!!
Dev'esser stato da queste parti che qualcuno ha scritto che si
posson toccare,
non certo un americano.
Su questa consolazione torno in tenda e metto fine alla lite.
Buonanotte.
Mezzogiorno
del 3° giorno.
Durante la partita di calcio, persa pesantemente 6 a 2, seguita
dall'altra magra figura fatta con la pallavolo femminile, circondato
dai bimbi che per l'occasione non sono andati a scuola, penso
all'attenzione che occorre prestare quando una moltitudine di
occidentali, quali siamo, portano aiuti umanitari in luoghi come
questo.
Se, infatti, è certamente gratificante per coloro che hanno
contribuito (in questo modo toccano con mano il risultato del
loro intervento), nonchè certamente utile per il sostenimento
della causa, ho seri dubbi sull'esempio che la nostra presenza
obbligatoriamente offre.
Mi spiego:
i bambini cominciano a chiederti insistentemente le caramelle,
solo qualcuno osa farlo con gli Euro. In Cambogia già tutti
chiedevano -One Dollar-.
Peggio è quando capisci di esser per loro un modello da
imitare; le bimbe vestite e truccate per l'occasione all'occidentale
francamente non mi piacciono. Mi chiedo se le nuove generazioni
del villaggio avranno anch'esse il miraggio di raggiungere la
terra dei padri o se non preferiranno spostarsi molto più
a nord.
E' vero, non siamo certo i primi occidentali capitati quaggiù,
nel villaggio cominci a vedere qualche antenna di televisione,
beccano la CNN e la Coca Cola fa la sua porca figura.
Ne discutiamo in tenda e vorremmo farlo con tutta la spedizione.
Ci sarà senz'altro l'occassione. Rock No War è molto
attenta.
Ci consoliamo pensando al bimbo visto mentre cagava nella piazza
del villaggio; dopo essersi pulito con un sasso si è fatto
il bidè strusciando il culo per terra, nella sabbia.
Lui è ancora un puro!!!
BACI,
ABBRACCI E LACRIME ultimo giorno
Lasciare la famiglia che ci ha ospitati è un compito difficile, tantè che rinunciamo alla Messa per stare ancora un po con loro e lultimo thè.
Quando i camion adibiti al trasporto cominciano a suonare raccogliamo le forze e ci salutiamo. Anche lo scambio di indirizzi sembra una cosa superflua, quando mai arriverà un postino da queste parti? Eppure lo facciamo, tra mille abbracci, lacrime e promesse di rincontrarci. Per loro siamo stati, se non altro, un diversivo nella monotonia del tempo infinito che trascorrono. Ce lo dimostrano in tutti i modi e forte torna la sensazione già avuta quando abbiamo lasciato i bimbi della discarica di Phnon Pen. Ce ne andiamo e loro restano lì. Fortunati coloro che ancora sperano nella vecchia terra, drammaticamente senza prospettive chi non spera più.
Ho la sensazione che tutti stiano provando la stessa cosa. Lo si avverte dal silenzio che ci avvolge in tutto il viaggio di ritorno, ognuno pensa a suo modo a questa straordinaria esperienza e forse, come me, chiede conferma al compagno più vicino di quanto appena vissuto.
E durato poco ma non è stato un film, abbiamo la sabbia nelle scarpe per ricordarcelo e non basteranno cento docce per togliercela di dosso.
I ragazzi di Rock No War sanno bene cosa fare, fissano il prossimo appuntamento, la prossima scadenza dove ancora cè bisogno di tutti.
In Senegal hanno bisogno di una scuola e mille altre cose.
www.rocknowar.it per saperne di più e per essere sempre aggiornati sul da farsi
Intanto per rivederci e scambiare i filmati ci incontreremo al Fuori Orario e per loccasione inviteremo tutti a venire offrendo una mega grigliata. Martedì 21 maggio ore 20,30.
Nel frattempo ringrazio tutti, Giorgio, Pier, I Modena, il Frate buono, i compagni di tenda, i compagni dei compagni di tenda, tutti insomma e soprattutto il popolo Saharawi






























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